Tre donne, condannate per furto, hanno presentato ricorso in Cassazione sostenendo di aver agito per necessità a causa della loro condizione di povertà. La Corte ha respinto la loro tesi, stabilendo un principio chiaro: lo stato di necessità per furto non si applica a una condizione di difficoltà economica cronica. La legge richiede un pericolo attuale, inevitabile e grave per la persona, come il rischio di morte o lesioni serie. La povertà, invece, è un problema sociale a cui si deve rispondere con gli strumenti di assistenza dello Stato, non commettendo reati. La condanna per furto è stata quindi confermata in via definitiva.
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