Un parcheggiatore abusivo chiede due euro a un'automobilista. Al suo rifiuto, le riga la fiancata dell'auto. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si tratta di tentata estorsione parcheggiatore abusivo. Perché il reato si configuri, la minaccia deve essere presente al momento della richiesta di denaro, per costringere la vittima a pagare. In questo caso, il danneggiamento è stato una successiva rappresaglia, non uno strumento per ottenere i soldi. Di conseguenza, la condanna per estorsione è stata annullata in via definitiva perché il fatto, così come contestato, non costituisce reato.
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