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Meramente Riproduttivo

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Aggettivo che qualifica un motivo di ricorso quando si limita a ripetere le stesse argomentazioni già presentate e respinte nei gradi di giudizio precedenti, senza muovere una critica specifica alla decisione impugnata.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Ricorso inammissibile: quando la Cassazione lo rigetta
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello. Il caso riguardava una condanna per spaccio di lieve entità. La Corte ha sottolineato la mancanza di concretezza e novità nei ricorsi, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile: quando è mera ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati legati agli stupefacenti. Il motivo è che l'impugnazione si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, senza aggiungere nuovi e specifici elementi critici. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione boccia le censure
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto in abitazione. La decisione si fonda sulla constatazione che l'appellante si è limitato a riproporre le medesime censure già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello, senza formulare critiche specifiche alla sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato con condanna al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per furto aggravato. L'appello è stato respinto perché si limitava a riproporre le stesse argomentazioni già valutate e respinte dalla Corte d'Appello, senza muovere una critica specifica alla sentenza impugnata. La condanna, basata su un chiaro riconoscimento tramite videosorveglianza, è stata quindi confermata, con l'aggiunta di una sanzione pecuniaria per il ricorrente.
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Ricorso inammissibile: quando è riproduttivo dei motivi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di argomentazioni già esaminate e respinte dalla Corte d'Appello. Il caso riguardava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) a un imputato per il reato di evasione. La decisione sottolinea che il ricorso per cassazione deve sollevare nuove questioni di diritto e non limitarsi a riproporre le stesse censure.
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Ricorso inammissibile: quando è meramente ripetitivo?
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per tentato furto. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era meramente ripetitivo di motivi già esaminati e respinti dalla Corte d'Appello, senza introdurre nuovi elementi di diritto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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Ricorso spaccio: inammissibile se ripetitivo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per spaccio di sostanze stupefacenti. L'imputato, trovato con 11 grammi di cocaina suddivisa in 22 dosi e 500 euro, aveva impugnato la condanna. La Corte ha ritenuto il ricorso meramente riproduttivo di motivi già respinti, confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione.
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Ricorso inammissibile per furto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto. La decisione si fonda sul fatto che l'unico motivo di appello, relativo alla presunta mancanza di offensività della condotta, era una semplice riproposizione di argomenti già correttamente respinti dalla Corte d'Appello. Questo caso evidenzia come un ricorso inammissibile porti alla condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione lo respinge
Un individuo, condannato per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte e formulate in modo generico, senza un confronto critico con la sentenza impugnata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: spaccio e prove evidenti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché ripropone censure già respinte in appello. La detenzione di 77 grammi di eroina, un bilancino di precisione, bustine e denaro contante da parte di un soggetto già agli arresti domiciliari costituisce, secondo i giudici, una prova inequivocabile della destinazione della sostanza allo spaccio, rendendo il ricorso palesemente infondato e meramente riproduttivo delle precedenti argomentazioni difensive.
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Ricorso inammissibile evasione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per evasione dagli arresti domiciliari. La decisione si fonda sul fatto che il ricorso era meramente ripetitivo degli stessi argomenti già respinti dalla Corte d'Appello, la quale aveva basato la condanna sulle dichiarazioni dell'imputato e sulla mancanza di valide giustificazioni per l'allontanamento. Il ricorso inammissibile per evasione ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è solo una ripetizione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile quando i motivi presentati sono una semplice riproposizione di argomenti già esaminati e respinti dalla corte d'appello. In questo caso, la richiesta di riconoscimento della continuazione del reato è stata rigettata perché meramente ripetitiva, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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