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Mediazione Obbligatoria

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75 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mediazione obbligatoria: termine non perentorio
In una causa di sfratto per morosità, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla mediazione obbligatoria. L'ordinanza chiarisce che il termine di 15 giorni assegnato dal giudice per avviare la procedura di mediazione non è perentorio. Se la mediazione viene iniziata in ritardo ma si conclude, seppur senza accordo, prima dell'udienza di rinvio, la domanda giudiziale è procedibile. La Corte ha privilegiato lo scopo della norma (la deflazione del contenzioso) rispetto al mero formalismo, annullando la decisione di merito che aveva dichiarato l'improcedibilità della domanda.
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Mediazione obbligatoria: basta l’avvocato all’incontro?
In un caso di risarcimento danni tra vicini, la Corte d'Appello aveva dichiarato un appello improcedibile per l'assenza della parte al primo incontro di mediazione obbligatoria, nonostante la presenza del suo avvocato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la condizione di procedibilità si considera avverata se la mediazione fallisce sul nascere a causa della manifesta volontà di un'altra parte di non voler conciliare. L'eventuale irregolarità nella partecipazione di una parte diventa irrilevante se la procedura è comunque destinata a terminare con esito negativo per volontà altrui.
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Onere mediazione opposizione: chi deve attivarla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24630/2025, ha stabilito un principio cruciale sull'onere mediazione opposizione a decreto ingiuntivo. In caso di controversie soggette a mediazione obbligatoria, il dovere di avviare la procedura spetta al creditore che ha ottenuto il decreto (parte opposta) e non al debitore che si oppone (opponente). Se il creditore non attiva la mediazione entro il termine fissato dal giudice, il decreto ingiuntivo deve essere revocato. La decisione si basa su recenti pronunce delle Sezioni Unite, che hanno chiarito la natura del giudizio di opposizione, ribaltando l'orientamento precedente.
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Onere della mediazione: chi paga se nessuno la avvia?
In un caso di opposizione a decreto ingiuntivo, nessuna delle parti avviava la mediazione obbligatoria. La Corte di Cassazione, pur dichiarando inammissibile un ricorso per revocazione per un errore di diritto, chiarisce un principio fondamentale: l'onere della mediazione grava sul creditore. La sua inerzia comporta non solo l'improcedibilità dell'opposizione, ma anche la revoca del decreto ingiuntivo, tutelando di fatto la posizione del debitore.
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Mediazione Obbligatoria: il termine per l’eccezione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12858/2025, ha chiarito un punto cruciale sulla mediazione obbligatoria. In un caso di locazione, la società conduttrice non aveva esperito la mediazione nel termine fissato dal giudice. Tuttavia, né la controparte né il giudice avevano sollevato l'improcedibilità alla prima udienza utile. La Corte ha stabilito che tale omissione sana il vizio, precludendo la possibilità di sollevare la questione in appello. La decisione sottolinea che la mancata eccezione o il mancato rilievo d'ufficio alla prima udienza rendono la domanda procedibile.
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Mediazione obbligatoria: quando si ritiene assolta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8050/2025, si è pronunciata su un caso di donazione contestata per incapacità del donante. Il punto cruciale della decisione riguarda la mediazione obbligatoria, stabilendo che il suo esperimento si considera avvenuto con la semplice comparizione delle parti al primo incontro, anche se queste rifiutano di proseguire. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la valutazione delle prove sull'incapacità del donante spetta al giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è coerente.
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Usucapione muro: la Cassazione chiarisce i requisiti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un proprietario che chiedeva la demolizione di un muro di confine sopraelevato. La Corte ha confermato la decisione di merito che riconosceva l'avvenuta usucapione del muro da parte dei vicini. L'ordinanza chiarisce principi fondamentali: la domanda riconvenzionale di usucapione non richiede la mediazione obbligatoria; l'eventuale abusività edilizia dell'opera non impedisce l'usucapione del relativo diritto; le semplici diffide scritte non sono sufficienti a interrompere il decorso del tempo necessario per usucapire.
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Mediazione obbligatoria polizza fideiussoria: no
Una società di costruzioni si oppone a un decreto ingiuntivo basato su una polizza fideiussoria, eccependo il mancato esperimento della mediazione obbligatoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la controversia su una polizza fideiussoria non rientra tra i 'contratti assicurativi, bancari e finanziari' per cui è prevista la mediazione obbligatoria, rendendo l'eccezione infondata. La polizza fideiussoria ha funzione di garanzia, non assicurativa.
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Mediazione obbligatoria: firma vale presenza personale
Una società ricorre in Cassazione dopo che il suo appello è stato dichiarato improcedibile per presunta assenza alla mediazione obbligatoria. La Corte di Appello aveva ritenuto invalida la mediazione perché il verbale non menzionava la presenza del legale rappresentante. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la firma del legale rappresentante in calce al verbale costituisce prova decisiva della sua partecipazione personale, superando l'omissione formale nel testo del documento.
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Mediazione obbligatoria: basta il primo incontro?
Una società immobiliare impugnava una delibera condominiale. Durante la causa, il condominio approvava una nuova delibera sanando i vizi, portando alla cessazione della materia del contendere. I giudici di merito compensavano le spese legali, ritenendo che la società, pur avendo avviato la mediazione obbligatoria, non l'avesse effettivamente esperita. La Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che per soddisfare la condizione di procedibilità è sufficiente partecipare al primo incontro di mediazione, anche se si conclude senza accordo. La semplice presenza e informativa del mediatore bastano, non essendo necessario proseguire se non vi è volontà.
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Mediazione obbligatoria: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una conduttrice che lamentava l'irregolare svolgimento della procedura di mediazione obbligatoria. La decisione si fonda sul mancato assolvimento dell'onere della prova da parte della ricorrente e sulla mancata impugnazione di una delle autonome ragioni che sorreggevano la sentenza d'appello, confermando l'importanza di una corretta impostazione processuale.
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Mediazione obbligatoria: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha citato in giudizio un privato per il rilascio di alcuni immobili. Il convenuto ha eccepito fin da subito l'improcedibilità della domanda per il mancato esperimento della mediazione obbligatoria. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno ignorato o gestito erroneamente l'eccezione. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso, ha cassato la sentenza e dichiarato l'improcedibilità della domanda originaria, sottolineando il carattere non sanabile di tale mancanza procedurale.
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Notifica decreto ingiuntivo: chi può fare opposizione?
Una condomina riceve una notifica di decreto ingiuntivo per un debito del condominio, venendo erroneamente indicata come amministratrice. La Corte d'Appello ribalta la decisione di primo grado, affermando il suo diritto a proporre opposizione per tutelare i propri interessi. La sentenza chiarisce che l'onere di avviare la mediazione obbligatoria spetta al creditore e, in caso di inadempimento, il decreto ingiuntivo deve essere revocato.
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Abuso del diritto: appello infondato e sanzioni
La Corte di Appello di Firenze ha rigettato l'appello di alcuni inquilini morosi, condannandoli per lite temeraria. La sentenza evidenzia come il loro comportamento ostruzionistico durante la mediazione obbligatoria costituisca un chiaro abuso del diritto, finalizzato unicamente a ritardare il processo. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto di locazione per grave inadempimento, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e quelle relative all'aumento del canone, dimostrando che l'abuso del diritto non trova tutela nell'ordinamento.
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Responsabilità professionale vigilanza: la polizza paga?
Un istituto di vigilanza, condannato a risarcire un cliente per un furto dovuto a negligenza, ha citato in giudizio la propria compagnia assicurativa per essere manlevato. L'assicurazione non si è presentata in giudizio. Il Tribunale ha accolto la domanda, condannando l'assicuratore a pagare l'intero importo dovuto in base alla polizza per responsabilità professionale vigilanza e sanzionandola inoltre per la mancata partecipazione alla mediazione obbligatoria.
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