La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza a carico di una donna, ritenuta responsabile di aver causato un incidente stradale. La difesa contestava l'identificazione della conducente alla guida del veicolo. I giudici hanno stabilito che l'identificazione può basarsi su una valutazione complessiva di indizi concordanti, come la proprietà del veicolo e le dichiarazioni dei soccorritori raccolte dalle forze dell'ordine. Non essendoci state richieste di ascoltare il testimone diretto, la testimonianza indiretta è pienamente valida. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna a otto mesi di arresto e duemila euro di ammenda, oltre al pagamento delle spese processuali.
Continua »