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Manifestamente Infondato

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1322 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Abbandono di rifiuti: quando è esclusa la tenuità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imprenditori condannati per abbandono di rifiuti. La Corte ha stabilito che la particolare tenuità del fatto non si applica data la natura e quantità dei rifiuti (elettrodomestici, carcasse d'auto), l'abbandono vicino a corsi d'acqua e la non occasionalità della condotta, elementi che indicano una gravità dell'offesa non modesta.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento, sottolineando che i motivi di impugnazione sono tassativamente previsti dalla legge. Poiché le ragioni addotte dal ricorrente non rientravano tra quelle consentite, il ricorso patteggiamento è stato giudicato manifestamente infondato, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Qualificazione giuridica: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento per detenzione di droga. Il ricorrente contestava la qualificazione giuridica del fatto, ma la Corte ha ribadito che il ricorso è possibile solo se la qualificazione è palesemente eccentrica, senza richiedere una nuova valutazione delle prove, come nel caso di specie.
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Furto carburante: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due individui condannati per furto carburante. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza del ricorso, data la solidità delle prove a carico, come l'essere stati colti in flagranza mentre caricavano la refurtiva. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito, ritenendo la condanna pienamente motivata e l'accertamento della responsabilità ineccepibile.
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Furto in abitazione: entrare senza suonare è reato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18553/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per un reato contro il patrimonio. Il semplice atto di introdursi in un'abitazione senza suonare il campanello è stato ritenuto sufficiente a dimostrare l'intento furtivo, configurando così un'azione idonea al compimento del furto in abitazione. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, sottolineando la congruità della motivazione e condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Recidiva reiterata: come blocca la prescrizione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione. La Corte ha confermato che la recidiva reiterata, unita all'accresciuta pericolosità, giustifica un termine di prescrizione più lungo, rendendo il ricorso manifestamente infondato e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso per motivazione illogica: Cass.
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello di Genova. L'imputato lamentava l'illogicità della motivazione riguardo alla dichiarazione di responsabilità penale. La Suprema Corte ha stabilito che il motivo era manifestamente infondato, poiché il vizio di motivazione censurabile è solo quello che contrasta con le massime di esperienza o con altre parti della stessa sentenza, difetto non riscontrato nel caso di specie. Di conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Estorsione tentata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva qualificato i suoi atti come estorsione tentata. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato, in quanto basato su un'erronea applicazione della legge già correttamente interpretata dai giudici di merito in conformità con la giurisprudenza consolidata. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Remissione tacita querela: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15226/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva l'estinzione del reato per remissione tacita di querela. La Corte ha stabilito che l'assenza della persona offesa in giudizio non costituisce remissione tacita se non è stata preventivamente avvisata che la sua assenza sarebbe stata interpretata in tal senso. Il ricorso è stato respinto per manifesta infondatezza di tutti i motivi.
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Ricorso inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla carenza di interesse del ricorrente riguardo alla correzione di un errore materiale che aveva ridotto la pena e sulla manifesta infondatezza del secondo motivo relativo alla quantificazione della stessa. Di conseguenza, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violenza a pubblico ufficiale: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni e violenza a pubblico ufficiale. I motivi sono stati ritenuti infondati e generici, confermando che la violenza era finalizzata a costringere gli agenti a compiere un atto del loro ufficio e che le prove delle lesioni erano valide.
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Inammissibilità ricorso pubblico ufficiale: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un pubblico ufficiale, dipendente postale, che aveva sottratto denaro falsificando le attestazioni di pagamento (moduli F24). L'appello è stato giudicato generico e manifestamente infondato, poiché riproponeva tesi già respinte dalla Corte d'Appello senza un reale confronto con le motivazioni della sentenza impugnata, confermando l'inammissibilità del ricorso del pubblico ufficiale.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché le motivazioni addotte contro la determinazione della pena sono state ritenute generiche e manifestamente infondate. La Corte ha sottolineato che il giudice di merito aveva correttamente esercitato il proprio potere discrezionale, applicando una pena già contenuta nel minimo edittale grazie alle attenuanti generiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: guida spericolata e droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per resistenza e spaccio. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi, evidenziando come la guida spericolata e il quantitativo di droga fossero chiari indizi. Questo ha confermato la condanna e aggiunto il pagamento di spese e di una sanzione per il ricorso inammissibile.
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Reato di evasione: quando è configurato il delitto?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato per il reato di evasione. Viene stabilito che per la configurazione del delitto è sufficiente l'allontanamento dal luogo di detenzione, a prescindere da tempo, distanza o motivazioni, in assenza di una necessità cogente. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione prescrizioni: uscire senza autorizzazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un individuo che, pur avendo un permesso di uscita per recarsi ai servizi sociali, è stato sorpreso a entrare in un bar. La sentenza conferma che la deviazione dallo scopo autorizzato costituisce una chiara violazione prescrizioni, con conseguente condanna al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da una donna condannata per truffa e spendita di banconote false. I motivi, relativi alla mancanza di querela e alla contestazione della recidiva, sono stati giudicati rispettivamente manifestamente infondato e generico. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: tenuità e attenuanti
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. I motivi, relativi alla mancata applicazione della particolare tenuità del fatto e al diniego delle attenuanti generiche, sono stati ritenuti manifestamente infondati. La Corte ha sottolineato che i precedenti penali ostacolano il riconoscimento della tenuità e che il giudice non è tenuto a esaminare ogni singolo elemento per negare le attenuanti.
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Particolare tenuità del fatto: no a reati permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per invasione di terreni pubblici. Il ricorrente chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha ribadito che tale beneficio non può essere concesso per i reati di natura permanente fino a quando la condotta illecita non sia definitivamente cessata.
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Ricorso per truffa: inammissibile se infondato
Un soggetto, condannato per il reato di truffa per aver utilizzato un assegno falso, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per truffa inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato. La decisione si basa sulla solidità del quadro probatorio accertato nei precedenti gradi di giudizio, che dimostrava in modo inequivocabile la responsabilità dell'imputato, rendendo l'impugnazione priva di qualsiasi fondamento.
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