La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44429/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La difesa chiedeva l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), ma la Corte ha ritenuto il ricorso generico e infondato. Secondo i giudici, le modalità del reato, ovvero un'operazione di importazione, e la quantità della sostanza (circa 387 grammi), sono elementi ostativi che impediscono di qualificare il fatto come di minore offensività.
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