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Manifestamente Infondate

52 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione usata per qualificare censure o motivi di ricorso che appaiono palesemente privi di qualsiasi fondamento giuridico, tanto da non richiedere un'analisi approfondita per essere respinte.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Inammissibilità ricorso penale: Tredici truffe e l’ultima sconfitta in Cassazione
Un Lavoratore, già condannato per tredici episodi di truffa, ha presentato un ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello che confermava la sua condanna per condotte illecite. Il ricorso contestava vari aspetti, inclusa la necessità di una perizia calligrafica e la valutazione delle sue condotte. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, giudicando le sue argomentazioni manifestamente infondate e generiche. Di conseguenza, il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Recidiva contestata: ricorso inammissibile e condanna alle spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. L'unico motivo del ricorso riguardava la contestazione della recidiva. I giudici supremi hanno stabilito che la decisione dei giudici di merito era supportata da una motivazione sufficiente e non illogica. Di conseguenza, le critiche sollevate erano manifestamente infondate. L'esito è stata la conferma della condanna e l'obbligo per il ricorrente di pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria. La sentenza ribadisce il principio sull'inammissibilità del ricorso per recidiva quando le censure sono generiche e non individuano vizi logici o giuridici concreti.
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Ricorso inammissibile: limiti del giudizio di Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per un reato in materia di stupefacenti. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, incentrati su una richiesta di rivalutazione delle prove e sul mancato riconoscimento della fattispecie di lieve entità, non rientrano nelle competenze del giudizio di legittimità, in quanto questioni già adeguatamente decise dai giudici di merito. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Fatto di lieve entità: quando non si applica allo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, escludendo la lieve entità sulla base delle modalità dell'azione e dell'elevato numero di dosi ricavabili (479), ritenendo il ricorso una mera richiesta di rivalutazione dei fatti.
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Inammissibilità del ricorso: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da due imputati condannati per reati legati agli stupefacenti. I motivi risiedono nella manifesta infondatezza degli appelli: uno è stato ritenuto vago e aspecifico, l'altro meramente ripetitivo di questioni già decise dalla Corte d'Appello. La decisione sottolinea i requisiti di specificità necessari per un ricorso e le conseguenze economiche in caso di inammissibilità.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: cosa significa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 44265/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per falsa testimonianza. La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano manifestamente infondati o mere ripetizioni di argomenti già respinti in appello. Questa decisione sottolinea il principio per cui non è possibile chiedere alla Cassazione una nuova valutazione dei fatti. Di conseguenza, l'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle ammende, evidenziando le severe conseguenze di un'istanza di inammissibilità ricorso Cassazione.
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Ricorso inammissibile: genericità e infondatezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una condanna per il reato di cui all'art. 4 L. n. 110/1975. Il ricorso è stato giudicato inammissibile a causa della genericità delle critiche mosse alla sentenza di appello e della manifesta infondatezza delle lamentele sulla pena, già fissata al minimo edittale. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per detenzione di stupefacenti e armi. Il ricorso è stato ritenuto manifestamente infondato e riproduttivo di censure già esaminate, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda. Questo caso evidenzia la distinzione tra giudizio di fatto e di legittimità.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un individuo condannato per evasione. L'appello, focalizzato sulla pena, è stato giudicato generico e manifestamente infondato, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata per il reato di disturbo alle persone (art. 660 c.p.). I motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati, poiché la condanna si basava su prove solide (video, audio, testimonianze) e l'eccezione sulla prescrizione del reato è stata respinta. La Corte ha chiarito che un'assoluzione per un'altra accusa non anticipa il termine di prescrizione per il reato confermato.
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Sanzione disciplinare: quando è inammissibile il ricorso
Un detenuto ha impugnato una sanzione disciplinare per aggressione a un agente e insubordinazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione del Tribunale di Sorveglianza. I motivi del ricorso sono stati giudicati manifestamente infondati e volti a una non consentita rivalutazione dei fatti, già correttamente esaminati nelle fasi precedenti del giudizio.
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Ricorso inammissibile: resistenza e atti arbitrari
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale. I motivi, basati sulla presunta reazione ad un atto arbitrario, sono stati giudicati manifestamente infondati e generici, confermando la decisione della Corte d'Appello e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: genericità e infondatezza
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato un ricorso inammissibile avverso una condanna per il reato di evasione. La Corte ha stabilito che i motivi presentati erano generici e manifestamente infondati, non potendo essere accolte né la censura sulla mancata assunzione di una prova, già esaminata, né quella relativa alla scriminante dello stato di necessità. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti di ammissibilità per i ricorsi in sede di legittimità.
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Ricorso inammissibile per evasione: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per il reato di evasione (Art. 385 c.p.). L'imputato sosteneva una ridotta capacità di intendere e volere a causa dell'uso di psicofarmaci, ma la Corte ha ritenuto i motivi del ricorso generici e manifestamente infondati, confermando la decisione della Corte d'Appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una sanzione di 3.000 euro.
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Inammissibilità del ricorso: censure infondate
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un imputato condannato per il reato ex art. 393 c.p. I motivi sono stati giudicati manifestamente infondati, confermando la logica e coerenza della sentenza di merito riguardo la responsabilità penale, l'attendibilità dei testimoni e la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Rideterminazione della pena: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di appello che aveva proceduto alla rideterminazione della pena. A seguito di un'assoluzione parziale per reati legati alle armi, la Corte d'Appello aveva ricalcolato la sanzione per i residui reati di droga, operando in modo non sfavorevole per l'imputato. Il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato.
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Ricorso inammissibile per sostituzione di persona
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imputata condannata in appello per il reato di sostituzione di persona. I motivi del ricorso sono stati giudicati in parte meramente riproduttivi di censure già respinte nel merito e in parte manifestamente infondati. La Corte ha confermato la valutazione del giudice di merito riguardo l'abitualità della condotta, la recidiva, l'esclusione delle attenuanti generiche e la non applicabilità della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una sentenza di condanna per resistenza a pubblico ufficiale. La decisione si basa sulla manifesta infondatezza dei motivi, poiché la Corte d'Appello aveva motivato in modo logico e coerente la responsabilità penale, la violenza usata e la recidiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché basato su motivi manifestamente infondati. L'imputato aveva contestato solo l'entità della pena e la mancata concessione di benefici, senza mettere in discussione la propria responsabilità. La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione della sentenza precedente, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello è generico
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché ritenuto generico. L'appellante, condannato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, non aveva contestato in modo specifico le motivazioni della sentenza di secondo grado. Di conseguenza, oltre alla conferma della condanna, è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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