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Manifesta Infondatezza

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570 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Divieto di prevalenza: la Cassazione e l’art. 69 c.p.
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per maltrattamenti ed estorsione, che contestava la costituzionalità del divieto di prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva reiterata. La Corte ha ribadito che tale divieto, previsto dall'art. 69, comma 4, cod. pen., è una scelta legislativa legittima e non manifestamente irragionevole, confermando così la pena inflitta nei gradi di merito.
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Ricorso inammissibile: quando mancano le prove
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché le istanze presentate dall'imputato erano prive di fondamento. In particolare, una richiesta di rinvio per legittimo impedimento non era supportata da alcuna documentazione, e il motivo relativo alla mancata concessione delle attenuanti generiche è stato ritenuto infondato, data la logica e sufficiente motivazione della sentenza d'appello. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiarisce i motivi
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati fallimentari. I motivi sono la genericità dell'atto d'appello e la manifesta infondatezza della questione sulla prescrizione. La Corte ribadisce che un ricorso inammissibile impedisce di considerare il tempo trascorso successivamente ai fini della prescrizione, confermando la condanna dell'imputato al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Inammissibilità ricorso Cassazione e prescrizione
La Cassazione chiarisce che l'inammissibilità ricorso cassazione per manifesta infondatezza dei motivi blocca la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato, anche se maturata durante il giudizio di legittimità. Il caso riguardava abusi edilizi. La Corte ha confermato la condanna, condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Prescrizione reati edilizi: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un proprietario immobiliare per abusi edilizi. La sentenza chiarisce che la responsabilità del proprietario può essere dedotta da indizi e che l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, anche se maturata durante il procedimento. La Corte ha calcolato che la prescrizione reati edilizi non era comunque ancora maturata alla data della sentenza impugnata.
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Ricorso inammissibile: niente prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, chiarendo che non è possibile dichiarare la prescrizione del reato maturata dopo la sentenza d'appello se l'impugnazione è manifestamente infondata. Il caso riguardava una contravvenzione per cui l'imputato invocava la prescrizione, ma i giudici hanno applicato la sospensione dei termini prevista dalla Riforma Orlando, confermando che l'inammissibilità del ricorso preclude l'analisi di cause di non punibilità sopravvenute.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono infondati
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una condanna per tentato furto. I motivi, relativi alla recidiva e alla pena, sono stati giudicati manifestamente infondati, poiché la recidiva era stata disapplicata e la pena adeguatamente motivata. Tale decisione ha precluso anche la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Specificità motivi appello: Cassazione annulla inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità emessa da una Corte d'Appello. Il caso riguardava un appello contro una condanna per guida in stato di ebbrezza, giudicato inammissibile per presunta genericità. La Suprema Corte ha chiarito che la specificità dei motivi di appello era stata rispettata, in quanto le censure erano precise e criticavano punti specifici della sentenza di primo grado. La decisione riafferma la distinzione tra inammissibilità per vizio di forma e infondatezza nel merito, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una valutazione sostanziale.
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Inammissibilità ricorso: manifesta infondatezza
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso poiché basato su motivi non consentiti, quali critiche alla logicità della motivazione della sentenza di secondo grado. L'ordinanza sottolinea che la motivazione impugnata era lineare e coerente, rendendo il ricorso manifestamente infondato e comportando la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione recidiva: come cambia il calcolo del tempo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che sosteneva l'avvenuta prescrizione del suo reato. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale sul calcolo della prescrizione recidiva: la recidiva qualificata, ai sensi dell'art. 99, comma 4, c.p., non solo aumenta il termine base, ma estende anche il limite massimo di aumento per gli atti interruttivi a due terzi, e non a un quarto come erroneamente sostenuto dal ricorrente. Di conseguenza, il reato non era ancora estinto al momento della sentenza d'appello.
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Prescrizione reato: quando l’appello la fa scattare
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato minore in materia di stupefacenti. Sebbene l'imputato avesse presentato ricorso per un errore nel calcolo della pena, la Corte, ritenendo il motivo non manifestamente infondato, ha rilevato l'intervenuta prescrizione del reato. La decisione sottolinea come l'ammissibilità del ricorso sia una condizione necessaria per poter dichiarare l'estinzione del reato per il decorso del tempo.
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Ricusazione del giudice: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di ricusazione del giudice, ritenuta manifestamente infondata. La Corte ha chiarito che, in tali casi, il tribunale può decidere senza fissare un'udienza e senza attendere l'esito di una parallela richiesta di astensione, data la natura formale e urgente del procedimento.
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Ricorso inammissibile: fuga e droga, la Cassazione
Un soggetto, condannato per detenzione di stupefacenti e resistenza a pubblico ufficiale dopo una fuga da un posto di blocco, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza di tutti i motivi proposti. Le giustificazioni dell'imputato sono state ritenute prive di riscontro, e sia la quantità della droga che le modalità della fuga hanno impedito il riconoscimento di attenuanti o esimenti, confermando la condanna.
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Ricorso inammissibile: quando è manifestamente infondato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per detenzione di stupefacenti. I motivi sono stati ritenuti manifestamente infondati, confermando la valutazione logica e giuridicamente corretta della Corte d'Appello sia sulla colpevolezza, basata sul possesso di droghe e materiale per il confezionamento, sia sul diniego delle attenuanti generiche. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e l’incendio
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile presentato da un imputato condannato per incendio. I motivi del ricorso, volti a contestare la valutazione delle prove testimoniali e la qualificazione del reato, sono stati ritenuti generici e un tentativo di ottenere un nuovo giudizio di merito, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea che un ricorso manifestamente infondato preclude anche la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione.
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Ricorso inammissibile: quando i motivi sono generici
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi erano generici e ripetitivi di argomentazioni già respinte in appello. La sentenza conferma che la definitività di una sanzione amministrativa può essere provata anche tramite testimoni e che il diniego delle attenuanti generiche era giustificato dai precedenti penali dell'imputato. Viene ribadito che l'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di dichiarare la prescrizione del reato.
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Ricorso inammissibile: quando l’appello non salva
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per guida in stato di ebbrezza con incidente. I motivi, ritenuti manifestamente infondati e ripetitivi, non sono stati esaminati nel merito. Tale decisione ha impedito la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione, maturata dopo la sentenza d'appello.
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Incidente stradale guida in ebbrezza: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 36848/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista. È stato confermato che l'aggravante dell'incidente stradale per guida in ebbrezza sussiste anche in caso di fuoriuscita autonoma dalla carreggiata, senza il coinvolgimento di terzi, poiché qualsiasi evento inatteso che interrompe la circolazione e crea pericolo è sufficiente a configurare tale circostanza.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: quando è tardi
Un automobilista, condannato per il reato di lesioni personali stradali (art. 590 bis c.p.), ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa della genericità e manifesta infondatezza dei motivi, che si limitavano a chiedere una nuova valutazione dei fatti. Questa decisione sull'inammissibilità del ricorso in Cassazione ha precluso la possibilità di dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione, sebbene i termini fossero maturati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando è generico e reiterativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile contro una condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. L'appello è stato respinto perché ritenuto generico e manifestamente infondato, in quanto si limitava a ripetere argomentazioni già respinte dalla Corte d'Appello senza confrontarsi con la sua dettagliata motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di un'ammenda.
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