LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Mandato D'Arresto Europeo

Pagina 5 di 5

91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato d’arresto europeo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato d'arresto europeo. L'appellante sosteneva di avere una residenza stabile in Italia, ma la Corte ha stabilito che il ricorso si limitava a una contestazione sulla valutazione delle prove, non configurando una violazione di legge, e risultava inoltre generico.
Continua »
Mandato d’Arresto Europeo: notifica e diritti difesa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna alla Francia in esecuzione di un Mandato d'Arresto Europeo. Nonostante i dubbi sulla notifica dell'udienza di appello in Francia, la Corte ha ritenuto decisiva la mancata impugnazione della sentenza di condanna, ritualmente notificata, che è così divenuta definitiva e ha reso legittima la procedura di consegna.
Continua »
Rifiuto facoltativo consegna: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino contro la sua consegna alla Germania, richiesta tramite mandato d'arresto europeo per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che il rifiuto facoltativo della consegna, basato sul fatto che il reato sia stato commesso in parte in Italia, è applicabile solo se vi è un pregresso ed effettivo esercizio della giurisdizione nazionale sul medesimo reato, condizione assente nel caso di specie. Il ricorso è stato inoltre ritenuto generico e infondato.
Continua »
Ergastolo e mandato d’arresto europeo: la Cassazione
Un soggetto, condannato alla pena dell'ergastolo per omicidio e consegnato dalla Spagna in esecuzione di un mandato d'arresto europeo, ha chiesto la conversione della pena in 20 anni di reclusione, basandosi sulle condizioni poste dall'autorità spagnola. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la pena dell'ergastolo è legittima. La Corte ha chiarito che la condizione posta dalla Spagna non era di fissare un limite massimo alla pena, ma di garantire la sua 'rivedibilità'. L'ordinamento italiano, attraverso istituti come la liberazione condizionale, già offre tale garanzia, rendendo la pena dell'ergastolo compatibile con i principi del mandato d'arresto europeo.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: asilo non basta a rifiuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la consegna alla Grecia di un cittadino extracomunitario, condannato per tentato furto. La richiesta di asilo politico e la residenza in Italia non sono state ritenute sufficienti per attivare il rifiuto facoltativo della consegna in esecuzione di un mandato d'arresto europeo, in assenza della prova di un radicamento stabile sul territorio nazionale da almeno cinque anni.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: ricorso tardivo è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna alla Grecia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sulla presentazione tardiva del ricorso, non essendo state riconosciute le giustificazioni del difensore come caso fortuito o forza maggiore. La Corte ha colto l'occasione per ribadire i principi sull'esecuzione del mandato in caso di processo svoltosi in assenza dell'interessato.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: computo custodia cautelare
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2820/2025, ha stabilito che le misure non detentive, come il controllo giudiziario applicato in un altro Stato UE nell'ambito di un mandato d'arresto europeo, non possono essere computate nel periodo di custodia cautelare in Italia. La Corte ha chiarito che solo le misure che comportano un'effettiva privazione della libertà personale, assimilabili al carcere o agli arresti domiciliari, possono essere dedotte. In questo caso, l'obbligo di firma settimanale e di relazione mensile al giudice non sono stati ritenuti sufficientemente coercitivi.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: salute e consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la consegna di un cittadino polacco in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sulla necessità di una verifica concreta e individualizzata delle condizioni di salute del ricercato e delle cure che gli sarebbero state garantite. La Corte ha ritenuto insufficienti le rassicurazioni generiche fornite dallo Stato richiedente, stabilendo che la motivazione del giudice di merito era solo apparente e non aveva adeguatamente tutelato il diritto alla salute della persona.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: la guida completa
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti del controllo giudiziario italiano in materia di Mandato d'arresto europeo (MAE). Analizzando un caso di richiesta di consegna dalla Germania per traffico di stupefacenti, la Corte ha stabilito che non è necessaria l'allegazione del mandato d'arresto nazionale, purché la sua esistenza e i suoi contenuti essenziali siano desumibili dalla documentazione trasmessa. Il giudice italiano non deve rivalutare nel merito il compendio indiziario, ma solo verificare che l'autorità emittente abbia fornito ragioni sufficienti a fondare la richiesta di consegna, basandosi su elementi come le dichiarazioni di un coimputato e i sequestri effettuati.
Continua »
Mandato d’Arresto Europeo: i limiti del controllo
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la consegna di un cittadino alle autorità francesi, basata su un Mandato d'Arresto Europeo. La Corte ha stabilito che non è necessaria l'acquisizione dell'atto di arresto interno se la documentazione del MAE è sufficiente. Ha inoltre confermato che per la doppia punibilità conta la punibilità del fatto concreto, non l'identità astratta della norma.
Continua »
Mandato d’arresto europeo: la scelta tra più mandati
Un cittadino era richiesto sia dalla Polonia, per l'esecuzione di una pena, sia dalla Germania, per essere processato per gravi reati. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di consegnarlo alla Germania, stabilendo che, in caso di più richieste, il giudice può scegliere discrezionalmente quale eseguire. La scelta è legittima se ben motivata, come in questo caso, dove è stata data priorità alla necessità di garantire la presenza dell'imputato al processo per assicurare il diritto di difesa. Il consenso dell'interessato alla consegna a un paese specifico non è vincolante per il giudice.
Continua »