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Mandato D'Arresto Europeo

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91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato d’arresto europeo: limiti del controllo italiano
La Corte di Cassazione ha rigettato un ricorso contro un ordine di consegna basato su un mandato d'arresto europeo emesso dal Belgio. La sentenza chiarisce che il giudice italiano non può sindacare la necessità o la proporzionalità del mandato, né le motivazioni dell'arresto nello Stato emittente. Inoltre, se lo Stato richiedente fornisce assicurazioni adeguate sulle condizioni detentive, il giudice dell'esecuzione non può riesaminarle nel merito.
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Estensione mandato arresto europeo e diritto difesa
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26196/2024, ha annullato una decisione di estensione del mandato d'arresto europeo perché emessa senza contraddittorio. Secondo la Corte, è violato il diritto di difesa se non si fissa un'udienza camerale, modellata sulle norme per l'estradizione, per garantire la partecipazione del difensore e il diritto dell'interessato a essere sentito.
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Mandato d’arresto europeo: rifiuto di consegna
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che rifiutava la consegna di un cittadino rumeno sulla base di un mandato d'arresto europeo. La Corte d'Appello aveva ritenuto sussistente una stabile dimora in Italia da oltre cinque anni, ma la Cassazione ha stabilito che la valutazione era incompleta. Non erano stati considerati tutti gli indici di effettivo e continuativo radicamento richiesti dalla legge, come la conoscenza della lingua, i legami reali e il tempo trascorso tra il reato e l'inizio della residenza stabile. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio.
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Mandato d’Arresto Europeo: proporzionalità e video
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato d'arresto europeo, stabilendo che il giudice deve prima verificare se la partecipazione a distanza al processo estero tramite videoconferenza sia un'alternativa praticabile. Questa decisione rafforza il principio di proporzionalità, imponendo la scelta della misura meno invasiva per garantire le esigenze processuali, prima di procedere con l'arresto e la consegna del cittadino.
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Mandato d’arresto europeo revocato: la consegna salta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di consegna basata su un mandato d'arresto europeo, poiché il mandato originale era stato revocato e sostituito dalle autorità tedesche durante il procedimento di appello. La Corte ha stabilito che la decisione impugnata si fondava su un titolo giuridico non più esistente, rendendola illegittima e ordinando l'immediata liberazione del ricorrente.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze e sanzioni
Un cittadino straniero, destinatario di un mandato d'arresto europeo, ha presentato ricorso in Cassazione contro la sua consegna. Tuttavia, prima dell'udienza, ha formalizzato una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, specificando che la rinuncia non esclude tali conseguenze, a meno che non sia determinata da cause non imputabili al ricorrente.
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Mandato d’arresto europeo e pena massima omessa
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per tentato omicidio. Il ricorrente lamentava la mancata indicazione della pena massima nel mandato. La Corte ha stabilito che tale omissione non è una causa ostativa automatica alla consegna, ma un vizio formale che non impedisce l'esecuzione del mandato se non deriva un concreto pregiudizio per le garanzie difensive dell'interessato.
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Mandato Arresto Europeo: Limiti al Ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19355 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato d'arresto europeo. La sentenza chiarisce che il ricorso è limitato alle sole violazioni di legge, escludendo questioni di merito come la valutazione degli indizi di colpevolezza o le esigenze cautelari.
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Mandato Arresto Europeo e Salute: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17535/2024, ha rigettato il ricorso contro una decisione di consegna basata su un mandato d'arresto europeo. Il caso riguardava un cittadino straniero, condannato in Francia, le cui gravi condizioni di salute erano state poste a fondamento della richiesta di non esecuzione del mandato. La Corte ha stabilito che le assicurazioni fornite dallo Stato richiedente sulla garanzia di cure adeguate sono sufficienti per procedere alla consegna, anche senza l'indicazione preventiva della specifica struttura detentiva. Inoltre, ha ribadito che ai fini del mandato d'arresto europeo rileva l'esecutività della sentenza estera, non la sua irrevocabilità.
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Pericolo di fuga: motivazione apparente annulla misura
Un cittadino soggetto a Mandato d'Arresto Europeo ha richiesto la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La Corte d'Appello ha respinto l'istanza, ma la Corte di Cassazione ha annullato tale decisione. Il motivo è che la valutazione del pericolo di fuga era basata su una motivazione apparente, in quanto non spiegava perché una misura meno grave non fosse idonea a prevenire il rischio. La Cassazione ha rinviato il caso per un nuovo giudizio.
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Mandato d’arresto europeo: reato commesso in Italia
Un cittadino, destinatario di un mandato d'arresto europeo emesso da Malta per furto, ha contestato la consegna sostenendo che il piano criminoso fosse stato ideato in Italia. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il rifiuto della consegna per un reato parzialmente commesso sul territorio nazionale è una facoltà, non un obbligo. Tale facoltà può essere esercitata solo se esiste un procedimento penale già avviato in Italia per gli stessi fatti. La semplice ipotesi di un accordo criminoso stretto in Italia non è sufficiente a bloccare la procedura.
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Mandato d’arresto europeo: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino europeo contro la sua consegna alla Romania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La sentenza stabilisce che spetta al ricorrente fornire prove specifiche e aggiornate sul rischio di trattamenti inumani nelle carceri estere. Inoltre, ha confermato il requisito della doppia punibilità per la guida senza patente, considerandola reato in Italia in caso di recidiva nel biennio, e ha dichiarato inammissibile la richiesta di scontare la pena in Italia perché sollevata per la prima volta in Cassazione.
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Mandato d’arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4922/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino italiano contro la consegna all'autorità tedesca in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per furto aggravato. La Corte ha chiarito che, per opporre un motivo di rifiuto basato su un procedimento pendente in Italia per gli stessi fatti, è necessario fornire una prova documentale di un effettivo esercizio della giurisdizione nazionale, non essendo sufficiente una generica indagine preliminare, soprattutto se il reato è stato interamente commesso all'estero.
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Mandato d’arresto europeo e processo in absentia
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della consegna di una cittadina rumena alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per una condanna emessa in absentia. La Corte ha ritenuto che la conoscenza del procedimento da parte della condannata fosse sufficientemente provata dalla sua partecipazione alla successiva fase di esecuzione della pena, superando così le garanzie richieste per i processi celebrati in assenza dell'imputato.
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Diritto all’interprete: nullo l’atto senza traduzione
Un cittadino svizzero, richiesto dalla Germania tramite Mandato di Arresto Europeo per reati ambientali, si è visto annullare dalla Corte di Cassazione la sentenza che ne autorizzava la consegna. Il motivo? Aveva firmato una rinuncia a presenziare all'udienza senza l'assistenza di un interprete, non conoscendo la lingua italiana. La Suprema Corte ha stabilito che la violazione del diritto all'interprete in un atto così cruciale determina la nullità assoluta e insanabile del procedimento, rinviando gli atti alla Corte d'Appello.
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Mandato d’Arresto Europeo: no consegna senza 5 anni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33388/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una decisione di consegna basata su un Mandato d'Arresto Europeo. La Corte ha ribadito che il requisito della residenza o dimora continuativa in Italia per almeno cinque anni è una condizione imprescindibile per poter rifiutare la consegna, anche per i cittadini extracomunitari. Il solo radicamento sociale non è sufficiente se manca questo presupposto temporale.
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Mandato d’arresto europeo: la residenza non basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina straniera contro la sua consegna alla Francia in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha stabilito che la prova del 'radicamento' in Italia non era stata fornita in modo adeguato, sottolineando che una mera residenza anagrafica recente non è sufficiente per dimostrare una stabile e continuativa presenza nel territorio dello Stato, necessaria per poter scontare la pena in Italia.
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Mandato d’arresto europeo: quando si può rifiutare
La Corte di Cassazione chiarisce le condizioni per il rifiuto di un mandato d'arresto europeo. Nel caso di un imprenditore accusato in Francia di aver stampato etichette false per vini, la Corte ha stabilito che la semplice commissione parziale del reato in Italia o l'esistenza di un'indagine preliminare non sono sufficienti per negare la consegna. È necessario un 'effettivo e pregresso esercizio della giurisdizione nazionale', come l'avvio formale dell'azione penale, per giustificare il rifiuto e affermare la priorità della giustizia italiana.
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Mandato d’arresto europeo: il processo in absentia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna, basata su un mandato d'arresto europeo per una condanna in absentia. La Corte ha chiarito che il processo celebrato in assenza dell'imputato non osta alla consegna se l'ordinamento dello Stato emittente garantisce al condannato il diritto a un nuovo processo una volta venuto a conoscenza della sentenza.
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Mandato d’arresto europeo: quando l’Italia dice no
Un cittadino italiano, condannato in Belgio, si oppone alla consegna tramite un mandato d'arresto europeo. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 46360/2024, annulla la decisione di consegna. Sancisce il diritto del cittadino a chiedere di scontare la pena in Italia, in base all'art. 18-bis della L. 69/2005, per favorire la finalità rieducativa della sanzione, anche se la condanna estera è avvenuta in assenza, purché sia garantita la possibilità di un nuovo processo.
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