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Mandato D'Arresto Europeo

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91 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Mandato d’arresto europeo: no all’esecuzione in Italia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la sua consegna al Portogallo in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la possibilità di scontare la pena in Italia è preclusa a chi non risiede legalmente e continuativamente da almeno cinque anni. Inoltre, ha confermato che la consegna è legittima anche in caso di condanna in absentia, se l'interessato era stato regolarmente citato e informato della possibilità di una decisione in sua assenza, in linea con il principio di reciproca fiducia tra gli Stati membri dell'UE.
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Mandato d’arresto europeo: quando si può rifiutare?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino italiano contro la sua consegna alla Romania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La Corte ha chiarito che la pendenza di un procedimento in Italia per fatti non perfettamente sovrapponibili e per il quale è stata chiesta l'archiviazione non impedisce la consegna. Inoltre, ha stabilito che la valutazione del rischio di trattamenti inumani nelle carceri estere deve basarsi su informazioni specifiche e individualizzate fornite dallo Stato richiedente, non su timori generici.
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Mandato arresto europeo e diritti della difesa
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa informazione immediata all'arrestato della facoltà di nominare un difensore nello Stato emittente di un mandato arresto europeo non comporta la nullità dell'arresto. La sentenza chiarisce che tale omissione, se sanata successivamente e in assenza di un pregiudizio concreto, non invalida la procedura. Inoltre, viene ribadito che la valutazione del pericolo di fuga in questi casi è finalizzata a garantire la consegna del soggetto alle autorità estere.
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Mandato d’arresto europeo: quando l’Italia rifiuta
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello di Napoli riguardante un mandato d'arresto europeo. La corte territoriale aveva negato la consegna di un cittadino italiano alla Francia, optando per l'esecuzione della pena in Italia. La Cassazione ha ritenuto la decisione illegittima poiché la sentenza francese non era ancora "definitiva", condizione necessaria per l'esecuzione interna. Ha inoltre stabilito che non è possibile aggiungere pene accessorie non previste nella condanna originale.
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Mandato d’arresto europeo: la discrezionalità del giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una decisione della Corte d'Appello che, in un caso di mandato d'arresto europeo, ha negato il rinvio della consegna. La Suprema Corte ribadisce che la scelta di posticipare l'estradizione per consentire di scontare una pena pregressa in Italia rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivata, come nel caso di specie in cui è stata data priorità all'urgenza del processo nello Stato richiedente.
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Mandato d’Arresto Europeo: limiti della convalida
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza della Corte d'Appello che aveva negato la convalida di un arresto eseguito su mandato d'arresto europeo. La Suprema Corte ha stabilito che la fase di convalida deve limitarsi a un controllo puramente formale sulla legittimità dell'arresto e sull'identità della persona, senza entrare nel merito delle cause ostative alla consegna, valutazione che spetta alla fase successiva del procedimento.
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Mandato d’arresto europeo: inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la decisione della Corte d'Appello di disporne la consegna alla Spagna in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per lesioni personali. Il ricorso si basava sul presunto radicamento del soggetto in Italia, ma la Suprema Corte ha chiarito che, a seguito delle recenti riforme, non può più esaminare vizi di motivazione, ma solo specifiche violazioni di legge. L'accertamento del radicamento territoriale è una valutazione di merito non sindacabile in sede di legittimità.
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Mandato d’arresto europeo: limiti del ricorso
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la consegna basata su un mandato d'arresto europeo, sottolineando i nuovi limiti del ricorso. Il ricorso per vizi di motivazione non è più ammesso, specie se riguarda l'accertamento del radicamento sul territorio.
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Mandato d’arresto europeo: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un ordine di consegna basato su un mandato d'arresto europeo. La sentenza chiarisce i limiti del sindacato del giudice italiano sulla residenza stabile, sulle condizioni carcerarie estere e sulla durata della custodia cautelare disposta dall'autorità emittente.
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Mandato d’arresto europeo: quando l’Italia consegna
La Cassazione ha confermato la consegna di un cittadino italiano alla Francia in base a un mandato d'arresto europeo per associazione a delinquere, truffa e contraffazione. Il ricorso, basato su presunta incertezza del mandato e pendenza di un procedimento in Italia, è stato respinto. La Corte ha chiarito che la valutazione dei gravi indizi non spetta più all'Italia e che la priorità è stata data al procedimento francese, più avanzato.
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Mandato d’arresto europeo: i limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un cittadino italiano richiesto dalle autorità finlandesi tramite un mandato d'arresto europeo per reati di riciclaggio. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il giudice italiano non può riesaminare nel merito la necessità della misura cautelare decisa dallo Stato emittente. Ha inoltre confermato la legittimità della diversa disciplina tra mandato processuale ed esecutivo, ribadendo i principi di fiducia e cooperazione giudiziaria europea.
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Mandato d’arresto europeo: i limiti del controllo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino contro la consegna alle autorità tedesche in esecuzione di un mandato d'arresto europeo per reati fiscali e di immigrazione. La Corte ha stabilito che, in base al principio di reciproco affidamento, il giudice italiano non può valutare la sufficienza degli indizi di colpevolezza, competenza esclusiva dell'autorità giudiziaria emittente. Inoltre, ha dichiarato inammissibili i motivi di ricorso presentati successivamente a quelli originari.
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Mandato d’arresto europeo: consenso dello Stato emittente
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una Corte d'appello che rifiutava la consegna di un cittadino italiano al Belgio sulla base di un mandato d'arresto europeo, disponendo l'esecuzione della pena in Italia. La Suprema Corte, applicando una recente sentenza della Corte di Giustizia UE, ha stabilito che l'esecuzione della pena nello Stato di residenza è possibile solo con il consenso formale dello Stato emittente del mandato. In assenza di tale consenso, la consegna deve essere effettuata per evitare l'impunità del condannato.
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Mandato Arresto Europeo: il rifiuto non è automatico
La Corte di Cassazione ha chiarito che il rifiuto di consegna basato sul principio di territorialità, previsto per il Mandato d'arresto europeo, non è automatico. Anche se un reato è stato commesso in parte in Italia, la consegna può essere negata solo se esiste già un procedimento penale pendente nel nostro Paese per gli stessi fatti. In assenza di un'azione giudiziaria italiana già avviata, la cooperazione europea prevale sull'astratta competenza territoriale.
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Mandato d’arresto europeo e diritto di difesa: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte di Appello che autorizzava la consegna di un cittadino italiano alla Germania in esecuzione di un mandato d'arresto europeo. La decisione è stata motivata dalla violazione del diritto di difesa, poiché alla difesa non era stato concesso un rinvio dell'udienza nonostante la tardiva ricezione degli atti necessari per preparare una difesa adeguata. La Suprema Corte ha ribadito che le garanzie procedurali previste dall'art. 127 c.p.p. si applicano pienamente anche nei procedimenti di consegna davanti alla Corte d'Appello.
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Mandato d’arresto europeo: non basta la residenza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 28291/2025, ha annullato una decisione della Corte di Appello che rifiutava la consegna di un cittadino straniero sulla base di un mandato d'arresto europeo. La Suprema Corte ha stabilito che la mera residenza formale in Italia è insufficiente. I giudici devono condurre una valutazione approfondita sul reale radicamento della persona nel territorio e sulle concrete possibilità di reinserimento sociale, secondo i nuovi e specifici criteri introdotti dalla legge.
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Mandato d’arresto europeo: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una procedura di consegna basata su un mandato d'arresto europeo, anche se privo dell'indicazione della pena minima. La sentenza chiarisce che l'elemento essenziale è la pena massima. Inoltre, ha respinto l'opposizione alla consegna basata sulla presunta residenza in Italia, sottolineando come le dichiarazioni dell'interessato e la mancanza di iscrizione anagrafica prevalgano su altri indizi.
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Mandato d’arresto europeo: i limiti al rifiuto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cittadina rumena contro la sua consegna alla Romania, richiesta tramite mandato d'arresto europeo per traffico di droga. La Corte ha chiarito due punti fondamentali: primo, l'Italia può rifiutare la consegna per un reato commesso in parte sul suo territorio solo se ha già avviato un procedimento penale per gli stessi fatti, manifestando una volontà concreta di esercitare la propria giurisdizione. Secondo, le garanzie fornite dalla Romania sulle condizioni carcerarie, che assicuravano uno spazio personale sufficiente, sono state ritenute idonee a escludere il rischio di trattamenti inumani o degradanti, rendendo legittima la consegna.
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Mandato d’arresto europeo: la custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un tribunale che negava la sostituzione della custodia in carcere con una misura meno afflittiva a una persona richiesta in consegna tramite mandato d'arresto europeo. La decisione si fonda sul fatto che il giudice di merito non aveva considerato un elemento nuovo e decisivo: un precedente annullamento, da parte della stessa Cassazione, della sentenza che disponeva la consegna. Questo annullamento, secondo la Corte, incide sulla valutazione del pericolo di fuga e impone un nuovo esame della misura cautelare.
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Mandato d’Arresto Europeo: consegna senza doppia punibilità
La Corte di Cassazione conferma la consegna di un cittadino rumeno sulla base di un Mandato d'Arresto Europeo per traffico di stupefacenti. La sentenza chiarisce che per reati gravi, come il traffico di droga, la procedura non richiede la verifica della doppia punibilità, ovvero che il fatto sia reato anche in Italia. La Corte distingue nettamente tale fattispecie dal possesso per uso personale, per il quale la consegna era stata negata.
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