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Lodo Arbitrale — Anno 2025

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54 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Lodo Arbitrale

Provvedimenti

Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di costruzioni, confermando che una polizza, sebbene denominata 'fideiussoria', deve essere qualificata come contratto autonomo di garanzia quando la sua funzione è quella di assicurare una rapida soddisfazione del creditore, specialmente nel contesto di appalti pubblici. La Corte ha stabilito che la volontà effettiva delle parti e il contesto normativo prevalgono sul nome formale ('nomen iuris') dato al contratto. I motivi procedurali sollevati dalla ricorrente sono stati dichiarati inammissibili in quanto questioni di fatto già coperte da un precedente lodo arbitrale e da decisioni conformi dei giudici di merito.
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Lodo arbitrale sportivo: quando il ritardo è valido
Un calciatore professionista ha impugnato un lodo arbitrale sportivo che confermava una sanzione disciplinare, lamentando un eccessivo ritardo nella procedura di nomina del terzo arbitro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, secondo lo specifico Accordo Collettivo di settore, l'assenza di termini perentori e la possibilità per entrambe le parti di attivarsi per la nomina impediscono di considerare il ritardo come una causa di nullità della sanzione.
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Nullità contratto ente locale: senza impegno di spesa
Un professionista ha fatto ricorso contro un Comune per il mancato pagamento di un incarico di progettazione. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del contratto con l'ente locale, poiché l'incarico era stato conferito senza un formale impegno di spesa registrato nel bilancio comunale. La Corte ha specificato che la previsione di una copertura con fondi esterni non sana questa nullità, data la natura imperativa delle norme di contabilità pubblica.
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Compenso arbitri: quando è dovuto anche con lodo nullo
Un'azienda sanitaria negava il compenso a un collegio arbitrale sostenendo la nullità del lodo per un vizio di nomina. La Corte di Cassazione chiarisce che il diritto al compenso arbitri sussiste anche in caso di lodo nullo, rigettando quasi integralmente il ricorso. Tuttavia, la Corte cassa la sentenza d'appello per omessa pronuncia su un punto specifico: la liquidazione delle spese per la segreteria del collegio, rinviando la causa per una nuova valutazione su tale aspetto.
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Compenso arbitri: quando la liquidazione è vincolante?
Una società ha citato in giudizio un collegio arbitrale per recuperare onorari ritenuti eccessivi. La Corte di Cassazione ha confermato che l'autoliquidazione del compenso arbitri è una mera proposta contrattuale. Se non viene accettata da tutte le parti coinvolte nell'arbitrato, non è vincolante, e il giudice può determinare l'importo corretto, ordinando la restituzione delle somme pagate in eccesso. La Corte ha inoltre chiarito che tra gli arbitri non sussiste un litisconsorzio necessario in merito ai loro onorari.
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Competenza arbitrale: l’impugnazione di delibere
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della competenza arbitrale in ambito societario. Il caso riguardava l'impugnazione di una delibera assembleare di una cooperativa edilizia. La Corte ha stabilito che una clausola statutaria che devolve agli arbitri le controversie relative all'interpretazione e applicazione delle delibere non include anche le impugnazioni volte ad annullare le delibere stesse. Tale interpretazione restrittiva è dovuta al fatto che l'arbitrato costituisce una deroga alla giurisdizione ordinaria. Pertanto, la competenza arbitrale non sussiste quando la delibera è l'oggetto dell'impugnazione e non il fondamento della domanda.
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Credito in contenzioso: la valutazione nel fallimento
Una società in liquidazione, dichiarata fallita dal Tribunale, ha impugnato la decisione sostenendo la propria solvenza sulla base di un ingente credito in contenzioso derivante da un lodo arbitrale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che, ai fini della valutazione dello stato di insolvenza, il giudice di merito deve effettuare un'analisi prudenziale e concreta degli attivi, inclusi i crediti contestati. La valutazione sulla verosimile infondatezza del credito in contenzioso costituisce un apprezzamento di fatto, non sindacabile in sede di legittimità, confermando così la dichiarazione di fallimento basata sull'incertezza del principale asset patrimoniale della società.
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Errore di Fatto Revocatorio: i limiti in Cassazione
Due individui hanno richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un "errore di fatto revocatorio". Essi lamentavano che la Corte avesse erroneamente valutato la autosufficienza del loro precedente ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato la richiesta inammissibile, chiarendo che l'"errore di fatto revocatorio" deve consistere in un errore di percezione (una svista fattuale), non in un disaccordo con il ragionamento giuridico o la valutazione della Corte. Le argomentazioni dei ricorrenti sono state qualificate come una critica all'errore di giudizio, non un'indicazione di un errore percettivo.
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Proroga termine lodo: la Cassazione decide
La Cassazione ha stabilito che la proroga termine lodo automatica, prevista dall'art. 820 c.p.c. in caso di CTU, si applica anche nell'arbitrato amministrato, a meno che il regolamento arbitrale non la escluda espressamente. Il silenzio del regolamento non equivale a una deroga alla norma di legge, confermando la validità di un lodo depositato oltre il termine originario ma entro quello prorogato.
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Impugnazione lodo arbitrale: limiti e condizioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19277/2025, ha rigettato il ricorso di una società che contestava un lodo arbitrale. Il caso riguardava un contratto preliminare di vendita immobiliare che, secondo la ricorrente, mascherava un patto commissorio vietato. La Corte ha stabilito che, dopo la riforma del 2006, l'impugnazione del lodo arbitrale per violazione di norme di diritto è ammessa solo se espressamente prevista dalle parti nella convenzione di arbitrato. Inoltre, ha chiarito che la violazione del divieto di patto commissorio, pur essendo una norma imperativa, non costituisce una violazione dell'ordine pubblico tale da consentire l'impugnazione in assenza di tale previsione, rafforzando così la stabilità delle decisioni arbitrali.
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Provvedimento associativo: non è un lodo arbitrale
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza di un iscritto da un sindacato, decisa dagli organi interni, non costituisce un lodo arbitrale, bensì un provvedimento associativo. Di conseguenza, l'atto deve essere impugnato davanti al Tribunale ordinario e non alla Corte d'Appello. La Corte ha accolto il ricorso incidentale del sindacato, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa al Tribunale competente per un nuovo esame, sottolineando la differenza fondamentale tra le due tipologie di atti e i relativi rimedi giurisdizionali.
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Equo premio inventore: no a interessi maggiorati
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19724/2025, interviene su un caso riguardante la determinazione dell'equo premio per un inventore dipendente. La Corte ha stabilito che la nuova normativa sugli interessi legali maggiorati (art. 1284, comma 4, c.c.) non si applica retroattivamente ai procedimenti arbitrali per la quantificazione del premio iniziati prima dell'entrata in vigore della legge nel dicembre 2014. La Suprema Corte ha chiarito che il procedimento arbitrale per la liquidazione del compenso è autonomo rispetto a quello per l'accertamento del diritto, e la sua data di inizio è dirimente per l'applicazione della legge. Di conseguenza, è stata cassata la decisione d'appello che aveva applicato tali interessi maggiorati.
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Avviso di liquidazione: quando la motivazione è valida
Un contribuente ha impugnato un avviso di liquidazione per l'imposta di registro, sostenendo che fosse nullo per carenza di motivazione in quanto non era allegata la sentenza da cui scaturiva il debito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la motivazione dell'avviso è sufficiente se indica gli estremi dell'atto presupposto (la sentenza) e il contribuente ne era a conoscenza per essere stato parte del relativo giudizio. Non è quindi necessaria l'allegazione fisica dell'atto.
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Incarico professionale PA: la forma scritta è essenziale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22158/2025, affronta il caso di un professionista contro un Comune per il mancato pagamento di prestazioni. La Corte ribadisce che un incarico professionale PA (Pubblica Amministrazione) richiede inderogabilmente la forma scritta del contratto, a pena di nullità. Sebbene il ricorso del professionista contro la nullità dell'incarico venga respinto, la Cassazione accoglie il motivo relativo all'omessa pronuncia sulla domanda di arricchimento senza causa, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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