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Locus Commissi Delicti

173 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Espressione latina che indica il luogo in cui è stato commesso il reato.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Competenza territoriale: Roma o Locri? La Cassazione decide sul foro
L'Ex Magistrato ha chiesto il risarcimento danni a Il Convenuto e L'Avvocato del Convenuto per aver usato un documento falso che lo accusava di estorsione. Il Tribunale di Roma si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale di Locri. La Corte di Cassazione, esaminando la questione di **competenza territoriale**, ha stabilito che l'eccezione di incompetenza non era stata sollevata correttamente dai convenuti. Ha quindi dichiarato che il Tribunale di Roma è il giudice competente, considerando che il potenziale danno alla reputazione dell'Ex Magistrato, residente e attivo a Roma per decenni, avrebbe avuto la sua massima diffusione in tale città. La causa tornerà al Tribunale di Roma.
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Competenza Territoriale Reati Droga: Consegna Prevale su Residenza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la conferma della custodia cautelare in carcere per plurime cessioni di sostanza stupefacente. L'imputato contestava la `Competenza territoriale reati di droga`, sostenendo che il luogo del reato non fosse stato correttamente individuato e che si dovesse applicare il criterio della residenza. La Suprema Corte ha confermato che, in caso di incertezza sul luogo dell'accordo, la competenza si determina in base al luogo della consegna della droga, desunto dalle intercettazioni. Ha inoltre ritenuto infondate le contestazioni sulla gravità indiziaria e sulle esigenze cautelari, basate su una motivazione logica e coerente del Tribunale.
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Truffa Online: La Cassazione decide la Competenza Territoriale del Bonifico
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto sulla competenza territoriale truffa online. Un Giudice di Torino aveva ritenuto incompetente il proprio tribunale per una truffa contrattuale online, inviando gli atti ad Alessandria. Il Giudice di Alessandria, però, ha sollevato un conflitto, sostenendo che il reato si fosse consumato a Torino, dove l'imputato aveva incassato il denaro tramite bonifico bancario. La Cassazione ha stabilito che, per i pagamenti con bonifico, la competenza è del luogo dove il truffatore incassa il profitto, confermando la competenza del Tribunale di Torino.
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Omesso versamento IVA: la sede ditta non sposta il processo penale
L'imprenditore titolare di una ditta individuale non versa oltre trecentomila euro di imposta dovuta per l'anno 2019, pur avendo presentato una dichiarazione fiscale integrativa. Il giudice dispone il sequestro preventivo di conti correnti e veicoli aziendali. La difesa contesta la competenza territoriale del tribunale procedente: sostiene che, al momento della scadenza del debito, la sede legale dell'impresa si trovasse in un'altra provincia. La Corte di Cassazione respinge l'eccezione difensiva e conferma il sequestro dei beni. Nei casi di omesso versamento IVA, non si applica il domicilio fiscale del contribuente. Poiché il pagamento tributario può avvenire telematicamente presso qualsiasi sportello bancario o postale del territorio nazionale, risulta impossibile individuare il luogo materiale dell'omissione. Diventa quindi competente il tribunale del luogo in cui l'autorità ha formalmente accertato il reato tributario.
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Unicità del disegno criminoso: reati diversi escludono lo sconto
Un condannato ha richiesto al giudice dell'esecuzione l'applicazione del reato continuato per diverse condanne definitive relative al traffico di stupefacenti. Il Tribunale ha respinto l'istanza. L'interessato ha proposto ricorso per Cassazione contestando la valutazione dei criteri di collegamento tra i reati. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'unicità del disegno criminoso richiede una programmazione iniziale specifica e non una generica propensione a delinquere. La distanza temporale di quattro anni, i diversi complici, i differenti ruoli e la diversità dei luoghi escludono il disegno unitario. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Competenza territoriale: Cagliari o Nuoro? La Cassazione decide sul reato permanente
Un Lavoratore è stato arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, dopo che la Guardia di Finanza ha trovato cannabis essiccata in un'azienda agricola e cannabis lavorata nella sua abitazione. La questione principale riguardava la **competenza territoriale per reato permanente**: se il caso dovesse essere giudicato dal Tribunale di Cagliari o di Nuoro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Lavoratore, confermando che per i reati permanenti, la competenza spetta al giudice del luogo dove l'attività illecita ha avuto inizio, che nel caso specifico era Cagliari.
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Competenza per territorio e confini: l’agguato ai tifosi
Un tifoso ha subito la misura cautelare dell'obbligo di dimora per aver partecipato a un violento agguato contro l'autobus dei sostenitori della squadra rivale lungo una strada statale. La difesa ha impugnato il provvedimento sostenendo il difetto di competenza per territorio del tribunale locale. Secondo la tesi difensiva, basata su fotografie e sulla presenza di siepi vicino a uno svincolo, l'aggressione era avvenuta nella provincia limitrofa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Gli accertamenti della polizia giudiziaria hanno localizzato chiaramente l'agguato al chilometro 19 della strada statale, in agro soggetto al tribunale che ha emesso la misura. I giudici hanno respinto le censure difensive, ritenendole generiche contestazioni di fatto non valutabili in sede di legittimità, confermando la piena validità della misura e condannando il ricorrente al pagamento delle spese.
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Attendibilità delle persone offese: condanna per rapina confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di due imputati condannati per rapina e lesioni personali. Gli imputati contestavano l'attendibilità delle persone offese, sostenendo che le loro dichiarazioni non fossero credibili. La Suprema Corte ha confermato la sentenza di condanna, ritenendo che le dichiarazioni delle vittime fossero pienamente attendibili. Queste dichiarazioni erano coerenti, mai cambiate nel tempo e corroborate da elementi oggettivi come la descrizione del luogo del fatto e le lesioni subite. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conferma della responsabilità penale.
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Distanza e complici diversi: no alla Continuazione del reato
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un giudice che aveva negato la "continuazione del reato" per un individuo condannato per diversi furti con strappo. Il ricorrente aveva commesso i reati in luoghi e tempi diversi, con complici differenti. La Corte ha ribadito che la "continuazione del reato" richiede un unico disegno criminoso originario, non una generica propensione al crimine. La distanza temporale e geografica tra i fatti, unita alla presenza di diversi correi, ha escluso l'esistenza di un piano unitario. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Estradizione negata: troppe incertezze sulle condizioni e i fatti
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di estradizione di una cittadina brasiliana richiesta dal Principato del Liechtenstein per truffa aggravata e riciclaggio di denaro. La Corte d'Appello aveva concesso l'estradizione, ma la documentazione presentata risultava generica e contraddittoria. Non erano chiari né il luogo né il tempo dei reati. Inoltre, la stessa persona indicata come vittima della truffa figurava anche come complice nel riciclaggio. La Cassazione ha ritenuto insufficienti le informazioni per valutare le condizioni per l'estradizione, rinviando il caso per un nuovo esame che chiarisca i fatti e la posizione dell'estradanda.
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Furto in abitazione: le tracce telefoniche battono i dubbi
Due individui condannati per furto in abitazione in concorso hanno presentato ricorso per cassazione per contestare l'accertamento della propria responsabilità penale. I ricorrenti lamentavano la mancata confutazione delle proprie difese, basate sull'uso promiscuo dell'autovettura impiegata nei raid, sull'assenza di analisi genetiche sui reperti e sull'asserita incompatibilità degli orari di geolocalizzazione cellulare. I giudici di legittimità hanno dichiarato i ricorsi del tutto inammissibili. La Corte ha chiarito che il quadro probatorio formato da intercettazioni telefoniche coerenti, tabulati di traffico e spostamenti coincidenti supera ogni ricostruzione alternativa priva di riscontri concreti. Inoltre, l'utilizzo probatorio dei dati di traffico telefonico acquisiti prima della riforma del 2021 non configura una nullità rilevabile d'ufficio se non contestata tempestivamente.
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Spendita di banconote false all’estero: la punibilità in Italia
L'Imputato è stato condannato per la spendita di banconote false all'estero, precisamente in Francia, riguardante tagli da 50 euro. L'uomo ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo che il fatto, essendo avvenuto in territorio francese, richiedesse la richiesta del Ministro della Giustizia per essere perseguito in Italia e la sua presenza sul territorio nazionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i reati di falsità in monete aventi corso legale nello Stato italiano sono punibili direttamente secondo la legge italiana, anche se commessi all'estero, senza necessità di autorizzazioni ministeriali o della presenza fisica dell'imputato nel Paese. È stata inoltre esclusa la buona fede nella ricezione del denaro, confermando la piena consapevolezza della contraffazione.
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Furto di energia elettrica: la condanna resta anche senza stima
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino condannato per il reato di furto di energia elettrica aggravato. Il ricorrente contestava la modifica del luogo del reato durante il processo, l'assenza di prove sulla quantità esatta di energia sottratta e il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. I giudici hanno chiarito che la precisione dell'indirizzo non invalida la difesa se l'imputato conosceva la casa oggetto del controllo. Inoltre, la quantificazione dell'energia andava contestata nel precedente grado di giudizio, mentre le aggravanti del reato impediscono il beneficio della particolare tenuità. L'imputato perde definitivamente il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione di tremila euro.
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Competenza per territorio e reati connessi: decide la Cassazione
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo determinando la competenza per territorio in favore del Tribunale di Ancona per un procedimento relativo a un'associazione a delinquere finalizzata a reati di bancarotta e riciclaggio. La Corte ha chiarito che, in presenza di reati connessi per finalità, la competenza per territorio si determina in base al reato-fine più risalente nel tempo, indipendentemente dalla coincidenza degli autori dei reati. Inoltre, per il reato di riciclaggio la competenza si incardina nel luogo in cui sono giunte le somme illecite sul conto corrente. Di conseguenza, gli atti processuali sono stati definitivamente trasmessi al tribunale marchigiano di Ancona.
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Omesso versamento IVA: rateazione e tenuità del fatto
Un imprenditore subiva una condanna per il reato di omesso versamento IVA relativo a due distinte annualità fiscali, nonostante avesse intrapreso un piano di rateizzazione parziale del debito ed espresso difficoltà aziendali connesse al pagamento degli stipendi dei dipendenti. La Corte di Cassazione ha chiarito la portata della recente riforma penale tributaria. I giudici hanno dichiarato estinto per prescrizione il reato legato alla prima annualità, mentre hanno annullato con rinvio la condanna sulla seconda annualità. La Suprema Corte ha stabilito che i versamenti parziali effettuati tramite rateizzazione costituiscono un indice prevalente da esaminare obbligatoriamente per concedere la non punibilità per particolare tenuità del fatto.
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Competenza territoriale reato associativo: la scelta del giudice
Una complessa indagine per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ha generato un conflitto tra più uffici giudiziari sulla competenza territoriale reato associativo. Le attività illecite dell'organizzazione si estendevano in vari contesti regionali e internazionali, rendendo impossibile individuare con certezza la sede principale del comando e della programmazione criminale. La Corte di Cassazione, chiamata a risolvere lo stallo tra i tribunali che rifiutavano la cognizione del caso, ha chiarito la regola applicabile. Quando l'operatività della struttura criminale è fortemente frazionata e non si può stabilire dove sia stato ideato il sodalizio, opera il criterio residuale previsto dal codice di procedura penale. La competenza spetta quindi al tribunale del luogo in cui l'ufficio del Pubblico Ministero ha iscritto per primo la notizia di reato nel registro. La Corte ha quindi assegnato il processo al tribunale della prima iscrizione.
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Custodia in carcere per ultrasettantenni: frena la mafia
L'Indagato, un uomo di oltre settanta anni accusato di estorsioni aggravate dal metodo mafioso protrattesi per quasi un decennio, ha proposto ricorso contro la decisione che ne confermava la misura detentiva. La difesa sosteneva la prevalenza del divieto di carcerazione legato all'età anagrafica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la custodia in carcere per ultrasettantenni in presenza di esigenze cautelari di eccezionale rilevanza. I giudici hanno riscontrato la certezza del pericolo di reiterazione dei reati e di condizionamento dei testimoni. Misure meno afflittive, come gli arresti domiciliari anche con controllo elettronico, non offrono adeguate garanzie per interrompere i contatti con la criminalità organizzata. L'Indagato rimane quindi in carcere ed è stato condannato alle spese processuali.
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Conflitto positivo di competenza: vince la sede di accertamento
Due diverse autorità giudiziarie hanno avviato procedimenti penali contro la medesima persona per il reato di indebita compensazione tributaria. Il giudice milanese ha sollevato un conflitto positivo di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione, rilevando la sovrapposizione tra le contestazioni pendenti a Bologna e quelle milanesi. La Suprema Corte ha attribuito la competenza esclusiva al Tribunale di Milano. I giudici hanno chiarito che il procedimento milanese abbraccia un perimetro d'indagine più ampio e che nel capoluogo lombardo sono avvenute sia la consumazione dell'illecito sia la concreta valutazione degli accertamenti fiscali.
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Spaccio di lieve entità e carcere: la droga minima non basta
I giudici hanno confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo sorpreso a cedere una modica dose di cocaina, pari a 0,80 grammi. Le forze dell'ordine hanno rinvenuto nella sua abitazione oltre 8.600 euro in contanti, privi di giustificazione reddituale. La difesa ha invocato lo spaccio di lieve entità basandosi esclusivamente sul ridotto peso della dose ceduta, richiedendo in subordine gli arresti domiciliari anche presso terzi. La Suprema Corte ha respinto la tesi: la valutazione della lieve entità richiede un esame complessivo dei fatti e non un mero calcolo quantitativo. Il possesso dell'ingente somma ingiustificata e l'uso dell'abitazione come base logistica provano un'attività strutturata e continuativa. I giudici hanno escluso i domiciliari per l'alto rischio di reiterazione, confermando la massima misura carceraria.
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Competenza territoriale per reati tributari: sede fittizia e indagini
Due amministratori di società fittizie hanno subito un sequestro preventivo per frode fiscale ed emissione di fatture false. La difesa ha contestato il tribunale procedente, sostenendo che la competenza spettasse alla sede legale delle aziende. I giudici hanno invece rilevato la natura di mere cartiere delle società, prive di operatività reale. In assenza di una sede effettiva e del luogo esatto di emissione dei documenti fittizi, la competenza territoriale per reati tributari si radica nel luogo del primo accertamento investigativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli indagati, confermando la piena validità del sequestro e del tribunale individuato dalla polizia giudiziaria.
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