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Liquidità

11 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Caratteristica di un credito pecuniario il cui ammontare è determinato precisamente nel titolo o può essere facilmente calcolato tramite semplici operazioni aritmetiche, senza necessità di ulteriori valutazioni discrezionali.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Contributo di solidarietà: stop ai prelievi illegittimi
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni già in essere. I giudici hanno chiarito che gli enti previdenziali privatizzati non possiedono poteri impositivi riservati al legislatore, rendendo nulle le trattenute operate senza base normativa primaria. La sentenza stabilisce inoltre che il diritto alla restituzione di tali somme è soggetto alla prescrizione ordinaria decennale, poiché la contestazione riguarda la corretta determinazione del trattamento pensionistico complessivo e non semplici ratei già liquidi.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** applicato da una cassa di previdenza privatizzata sui trattamenti pensionistici già maturati. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali non possono imporre prelievi forzosi per esigenze di bilancio senza una specifica copertura legislativa, violando la riserva di legge in materia di prestazioni patrimoniali. Inoltre, la Corte ha stabilito che per la restituzione delle somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale ordinaria, poiché il credito non poteva considerarsi liquido ed esigibile nella sua interezza finché l'ammontare era oggetto di contestazione.
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Contributo di solidarietà: stop ai tagli della Cassa
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del **contributo di solidarietà** imposto da una cassa di previdenza privatizzata su trattamenti pensionistici già in essere. La decisione ribadisce che gli enti previdenziali non possono adottare provvedimenti che riducano pensioni già determinate per bilanciare i conti, violando il principio del pro rata e la riserva di legge prevista dalla Costituzione. Inoltre, la Corte ha stabilito che il diritto al rimborso delle somme trattenute è soggetto alla prescrizione decennale, poiché il credito non era pienamente esigibile a causa della decurtazione operata dall'ente.
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Prescrizione decennale rimborsi pensioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto al rimborso delle somme trattenute illegittimamente a titolo di contributo di solidarietà sui ratei pensionistici è soggetto alla prescrizione decennale. Nel caso esaminato, un ente previdenziale aveva operato prelievi forzosi tra il 2014 e il 2016. La Suprema Corte ha chiarito che non può applicarsi la prescrizione breve quinquennale poiché il credito rivendicato dal pensionato non è considerato liquido ed esigibile, derivando da un atto unilaterale e illegittimo dell'ente che ha impedito la percezione integrale della prestazione dovuta.
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Interessi moratori e PA: il nodo alle Sezioni Unite
Una società agricola ha agito contro un ente pubblico per ottenere il pagamento di interessi moratori e compensativi derivanti dal ritardo nell'erogazione di contributi all'esportazione. La Corte d'Appello aveva confermato il diritto agli interessi, ritenendo che la richiesta originaria del contributo valesse come costituzione in mora. L'ente pubblico ha però contestato tale decisione, sostenendo che, in base alle norme sulla contabilità di Stato, il debito non sia liquido né esigibile fino all'emissione del formale titolo di spesa. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale tra la disciplina civilistica ordinaria e le regole contabili pubbliche, ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per definire se la domanda di contributo sia sufficiente a far decorrere gli interessi moratori.
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Responsabilità bancaria: prova del nesso causale
Una società e il suo titolare hanno citato un istituto di credito per responsabilità bancaria, lamentando la revoca illegittima di fidi e segnalazioni alla Centrale Rischi. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la crisi aziendale non era direttamente imputabile alla banca, poiché l'impresa disponeva di utili sufficienti per evitare lo sfratto e proseguire l'attività.
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Omesso versamento IVA: quando la crisi non scusa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di omesso versamento IVA nei confronti di un imprenditore, dichiarando il ricorso inammissibile. La difesa sosteneva l'esistenza di una crisi di liquidità incolpevole che avrebbe reso impossibile il pagamento. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che la crisi era prevedibile, essendo iniziata anni prima dell'omissione, e che l'imputato non aveva dimostrato di aver tentato di attingere al proprio patrimonio personale per saldare il debito tributario.
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Omesso versamento IVA e crisi di liquidità: i rischi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un imprenditore accusato di omesso versamento IVA, dichiarando il ricorso inammissibile. La difesa aveva tentato di giustificare il mancato pagamento citando una grave crisi di liquidità causata dalle difficoltà economiche del principale committente. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che non sono state fornite prove concrete sulle cause specifiche della crisi né sui tentativi effettuati per reperire i fondi necessari. Inoltre, la presenza di una recidiva specifica per omessa dichiarazione ha precluso la concessione delle attenuanti generiche e della sospensione condizionale della pena.
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Pro rata: calcolo pensione e prescrizione decennale
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un professionista alla riliquidazione della pensione di vecchiaia applicando il principio del pro rata. Una Cassa di previdenza aveva tentato di applicare criteri di calcolo peggiorativi, introdotti nel 2004, a un trattamento decorrente dal 2005. Gli Ermellini hanno ribadito che per le pensioni maturate prima del 2007 prevale il regime originario più favorevole. Inoltre, è stata respinta l'eccezione di prescrizione quinquennale: in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento, si applica la prescrizione ordinaria decennale poiché il credito non è considerato liquido ed esigibile.
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Revocatoria fallimentare: pagamenti professionali
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di un pagamento di oltre 50.000 euro effettuato da una società, poi fallita, a favore di un professionista. Il nucleo della controversia riguarda l'applicabilità dell'esenzione dalla **revocatoria fallimentare** per prestazioni professionali. La Corte ha stabilito che, in assenza di un accordo preventivo sul compenso, il credito non può considerarsi liquido. Di conseguenza, il pagamento eseguito in periodo sospetto non gode della protezione legale e deve essere restituito al fallimento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente per responsabilità aggravata.
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Competenza territoriale e debito liquido: la Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce la nozione di debito 'liquido' ai fini della competenza territoriale. In un caso di restituzione di somme pagate per una sentenza poi riformata, la Corte ha stabilito che il credito è liquido fin dall'origine. Di conseguenza, la competenza territoriale spetta al tribunale del luogo dove ha sede il creditore (forum destinatae solutionis), e non a quello del domicilio del debitore. La decisione ribalta la sentenza della Corte d'Appello, affermando un principio chiave per le azioni di recupero crediti.
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