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Liquidatore

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144 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Sanzioni società cancellata: la Cassazione rinvia
L'ex liquidatore di una società cancellata dal registro imprese nel 2015 riceve nel 2021 intimazioni di pagamento per il 2013, comprensive di sanzioni. L'uomo ricorre in Cassazione contestando la trasmissibilità delle sanzioni. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, riconosce la complessità della questione relativa alle sanzioni per una società cancellata e, dato che l'argomento è già oggetto di altri ricorsi rimessi a pubblica udienza, decide di rinviare la causa in attesa di una decisione di principio.
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Responsabilità del liquidatore: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali di una società. Il ricorso della liquidatrice, basato sulla mancata notifica di un avviso di accertamento personale, è stato respinto perché le cartelle di pagamento erano state regolarmente notificate alla società e non impugnate tempestivamente. La Corte ha ritenuto le eccezioni tardive e inammissibili, sottolineando che la regolare notifica delle cartelle preclude successive contestazioni. La ricorrente è stata anche condannata per lite temeraria.
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Omesso versamento IVA: la responsabilità del liquidatore
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un liquidatore di società, condannato per omesso versamento IVA per oltre 300.000 euro. L'imputato sosteneva di non avere colpa, essendo stato nominato poco prima della scadenza del pagamento e trovando la società già priva di liquidità. La Corte ha ribadito che il liquidatore subentrante ha il dovere di verificare la situazione fiscale e risponde del mancato pagamento, anche a titolo di dolo eventuale, poiché la crisi di liquidità non costituisce una scusante valida.
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Omesso versamento IVA: la responsabilità del liquidatore
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità penale del liquidatore per il reato di omesso versamento IVA, anche se subentrato in una situazione di crisi aziendale. La sentenza chiarisce che la scelta di pagare gli stipendi anziché le imposte non costituisce una causa di giustificazione, ribadendo la natura prioritaria degli obblighi fiscali. L'appello del liquidatore è stato dichiarato inammissibile, con conferma della condanna e della confisca per equivalente.
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Frode fiscale liquidatore: la responsabilità penale
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a due anni per un liquidatore accusato di frode fiscale. Il reato consisteva nell'aver utilizzato, nella dichiarazione IVA, fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, anche se queste erano state acquisite dalla gestione precedente. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale ricade su chi firma la dichiarazione, poiché ha il dovere di verificare la contabilità. Lo status di socio di maggioranza, detenuto prima della nomina a liquidatore, ha rafforzato la prova dell'intenzionalità, rendendo la difesa basata sulla buona fede inefficace. La sentenza chiarisce i doveri e le responsabilità del liquidatore in materia di frode fiscale.
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Responsabilità liquidatore: il giudicato non si discute
L'ordinanza in esame chiarisce la portata del giudicato in materia di responsabilità del liquidatore. Una ex liquidatrice di una società cancellata si opponeva a una cartella di pagamento, sostenendo che una precedente sentenza fosse rivolta alla società e non a lei personalmente. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza precedente, divenuta definitiva, aveva già accertato la sua responsabilità personale, creando un titolo esecutivo non più contestabile nel merito. Di conseguenza, la pretesa dell'Amministrazione Finanziaria è stata ritenuta legittima.
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Responsabilità liquidatore: la Cassazione chiarisce
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento direttamente nei confronti del liquidatore di una società cancellata dal registro delle imprese. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'atto, ritenendo che la responsabilità ricadesse sugli ex soci. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato la decisione, affermando la piena legittimità dell'azione fiscale contro il liquidatore. Viene chiarito che la responsabilità liquidatore è personale, autonoma e di natura civilistica, derivante dalla violazione degli obblighi di gestione del patrimonio sociale a tutela dei crediti erariali.
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Responsabilità del liquidatore: la guida alla sentenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33574/2024, ha stabilito che la responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali di una società sorge anche in assenza di un accertamento definitivo, se al momento della distribuzione degli attivi era a conoscenza della pretesa erariale. Il caso riguardava una presunta frode carosello. La Corte ha chiarito che la responsabilità del liquidatore è personale e autonoma rispetto a quella della società. Ha inoltre ribadito che, nelle frodi IVA, la prova della consapevolezza dell'acquirente può basarsi su presunzioni, annullando la precedente decisione che aveva escluso la colpa della società basandosi su indizi insufficienti.
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Dolo eventuale: quando risponde il liquidatore?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un liquidatore condannato per reati fiscali. La Corte conferma che la responsabilità penale sussiste a titolo di dolo eventuale quando il liquidatore, accettando l'incarico, non verifica la situazione debitoria fiscale della società e non adotta le misure necessarie, come la richiesta di fallimento, per evitare il reato, pur essendo consapevole della mancanza di liquidità.
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Qualifica pubblicistica: no peculato per il liquidatore
Un liquidatore di un consorzio, precedentemente condannato per peculato per aver sottratto fondi di provenienza pubblica, è stato assolto dalla Cassazione. La Corte ha stabilito che, essendo cessata l'attività pubblicistica dell'ente, l'imputato non rivestiva la qualifica pubblicistica necessaria per configurare tale reato. La condotta è stata riqualificata in appropriazione indebita e il reato dichiarato estinto per prescrizione.
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Responsabilità liquidatore: omessa pronuncia in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado per omessa pronuncia. I giudici di merito avevano annullato degli avvisi fiscali notificati alla liquidatrice di una società cancellata, ritenendo il soggetto societario ormai estinto. Tuttavia, non hanno esaminato il motivo d'appello dell'Agenzia delle Entrate che verteva sulla distinta e personale responsabilità del liquidatore, prevista dalla legge. La Suprema Corte ha stabilito che ignorare questo specifico punto costituisce un vizio procedurale, rinviando il caso per una nuova valutazione che tenga conto della potenziale responsabilità personale della liquidatrice.
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Responsabilità del liquidatore e creditori privilegiati
Un ex socio ha citato in giudizio il liquidatore di una società cancellata, lamentando una gestione scorretta del patrimonio residuo. La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti della responsabilità del liquidatore, stabilendo la legittimità del pagamento prioritario dei creditori privilegiati, anche se ciò esaurisce l'attivo sociale. La condotta del liquidatore è stata ritenuta corretta, respingendo le pretese risarcitorie del socio.
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Legittimazione liquidatore: nullo il ricorso post-estinzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso originario presentato dal liquidatore di una società avverso un avviso di accertamento IVA notificato dopo la cancellazione della società stessa dal registro delle imprese. La sentenza chiarisce che, a seguito dell'estinzione della società, si perde la legittimazione del liquidatore a rappresentarla in giudizio. Tale potere passa in capo ai soci, quali successori dei rapporti giuridici della società estinta, i quali sono gli unici soggetti legittimati a impugnare l'atto impositivo.
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Responsabilità del liquidatore: quando risponde?
Un liquidatore di società è stato condannato per reati tributari. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, confermando la sua responsabilità penale. Secondo la Corte, chi assume la carica di liquidatore ha il dovere di verificare la contabilità pregressa. Accettare l'incarico senza un'adeguata verifica integra il dolo eventuale, sufficiente per la condanna. Il tema della confisca non è stato esaminato perché sollevato per la prima volta in Cassazione.
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Interesse ad impugnare: quando il liquidatore può agire
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un liquidatore che impugnava la dichiarazione di fallimento della società agendo anche in proprio. È stato ribadito che l'interesse ad impugnare deve essere concreto, attuale e personale, non un generico auspicio al ritorno in bonis della società. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini della dichiarazione di fallimento, possono essere considerati anche debiti non accertati in via definitiva, come quelli tributari oggetto di contenzioso.
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Rinuncia tacita al ricorso: il caso della Cassazione
Un'azienda in liquidazione ricorre in Cassazione ma, a seguito della morte del suo liquidatore, non presenta l'istanza di decisione con procura speciale dopo una proposta di rito. La Corte Suprema dichiara la rinuncia tacita al ricorso e l'estinzione del procedimento, condannando la ricorrente alle spese.
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Responsabilità del liquidatore: società estinta e debiti
Un liquidatore ha impugnato un avviso di accertamento fiscale notificato a una società già cancellata dal registro delle imprese. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la società, essendo estinta, non aveva più capacità processuale. Tuttavia, ha confermato la sussistenza della personale responsabilità del liquidatore per non aver saldato i debiti fiscali con il patrimonio sociale prima di chiudere la liquidazione, chiarendo la natura e i presupposti di tale obbligazione.
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Scioglimento società: i limiti del potere del Tribunale
La Corte d'Appello di Roma interviene su un caso di scioglimento società per 'impasse' assembleare. Pur confermando la causa di scioglimento per impossibilità di funzionamento dell'organo assembleare, la Corte ha sospeso la nomina del liquidatore effettuata dal Tribunale. Il provvedimento chiarisce che, anche in caso di intervento giudiziale, la competenza per la nomina del liquidatore spetta in prima battuta all'assemblea dei soci, che deve essere convocata dagli amministratori a seguito della dichiarazione di scioglimento.
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Responsabilità liquidatore e debiti: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che la responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali di una società cancellata dal registro delle imprese non è automatica né una forma di coobbligazione. Si tratta di una responsabilità personale e di natura civilistica, che l'Agenzia delle Entrate deve accertare con un atto autonomo e specificamente motivato. Nel caso di specie, è stato annullato il provvedimento che riteneva il liquidatore responsabile sulla base di un atto impositivo notificato alla società già estinta, senza un'adeguata contestazione personale della sua responsabilità.
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Consegna documenti sociali: obbligo ex amministratore
Un liquidatore di una S.r.l., rischiando il licenziamento dal proprio impiego pubblico per incompatibilità, ha citato in giudizio l'ex amministratrice (e sua ex consorte) per ottenere la documentazione societaria. Il Tribunale di Napoli ha rigettato la richiesta di nomina di un nuovo liquidatore, ritenendola inammissibile, ma ha accolto la domanda relativa alla consegna dei documenti sociali. L'ordinanza ha stabilito che sull'ex amministratrice grava un preciso obbligo di legge di consegnare tutta la documentazione, emettendo un ordine d'urgenza per prevenire il grave pregiudizio lavorativo del ricorrente.
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