La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che contestava la mancata applicazione della circostanza della lieve entità (art. 73, comma 5, T.U.S.) in luogo della fattispecie ordinaria. La Suprema Corte ha stabilito che le doglianze difensive, pur presentate come violazioni di legge, miravano in realtà a una rivalutazione del merito dei fatti, operazione preclusa in sede di legittimità. La decisione conferma la solidità della motivazione dei giudici di appello e condanna il ricorrente al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
Continua »