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Lieve Entità Nei Reati Di Droga

7 provvedimenti applicano questo termine

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Lieve entità nei reati di droga: il taxi non salva il corriere
L'Imputato è stato fermato a bordo di un taxi con circa 50 grammi di cocaina ad altissima purezza (74,6%), pari a 248 dosi. Durante il controllo, ha opposto resistenza ferendo due agenti. Condannato in appello a tre anni di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità nei reati di droga, valorizzando il basso peso complessivo del principio attivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la lieve entità nei reati di droga non si misura solo sulla quantità, ma richiede una valutazione globale: l'elevata purezza della sostanza, il numero di dosi ricavabili, il trasporto su mezzo pubblico e i precedenti penali specifici dell'uomo dimostrano un'attività di spaccio strutturata e non occasionale. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese e 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: ricorso respinto e multa salata
Il Ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga e l'applicazione della recidiva nel trattamento sanzionatorio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che le contestazioni sollevate riguardano valutazioni di merito già ampiamente e logicamente motivate nei precedenti gradi di giudizio. Tali questioni di fatto non possono essere riesaminate in sede di legittimità. Di conseguenza, la Suprema Corte ha confermato la condanna precedente e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali, oltre al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: no allo sconto con troppe dosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un cittadino contro la sentenza della Corte di Appello. L'imputato chiedeva il riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga per il possesso di sostanze stupefacenti. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando che il quantitativo di droga sequestrato era notevole e consentiva di ricavare ben 469 dosi singole. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la gravità del fatto, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro a favore della Cassa delle Ammende.
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Spioncino smart e droga: niente lieve entità nei reati di droga
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di hashish e cocaina. L'imputato chiedeva il riconoscimento della "lieve entità nei reati di droga" per l'hashish. I giudici hanno respinto la richiesta evidenziando che l'uomo deteneva 11,43 grammi di sostanza (pari a 28 dosi), possedeva diversi tipi di droghe (cocaina, hashish, marijuana) e strumenti di confezionamento. Inoltre, aveva installato uno spioncino elettronico digitale per sorvegliare il pianerottolo da remoto, indice di un'attività organizzata e non occasionale. La Corte ha confermato la pericolosità del soggetto e la legittimità della pena, condannandolo anche al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: no allo sconto in sala giochi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio. L'imputato, gestore di una sala giochi, era stato trovato in possesso di 269 grammi di hashish e 10 grammi di cocaina, oltre a un bilancino e banconote di piccolo taglio. La difesa chiedeva il riconoscimento della Lieve entità nei reati di droga. I giudici hanno escluso questa attenuante a causa della diversità delle sostanze, del quantitativo complessivo e del luogo di detenzione, un locale frequentato da giovani. La Cassazione ha confermato che la valutazione complessiva degli indici esclude la minima offensività del fatto. L'imputato è stato condannato anche al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità nei reati di droga: la Cassazione nega lo sconto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato che contestava il mancato riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità nei reati di droga (Art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990). I giudici di legittimità hanno chiarito che la valutazione sulla gravità del fatto spetta esclusivamente ai giudici di merito. Se la motivazione della sentenza d'appello è logica e coerente, la Cassazione non può procedere a una nuova valutazione dei fatti, poiché il suo ruolo è limitato al controllo della corretta applicazione della legge. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità nei reati di droga: negato lo sconto allo spaccio
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso de L'Imputato, condannato per spaccio e ricezione di cocaina. L'Imputato contestava la ricostruzione dei fatti e chiedeva il riconoscimento della lieve entità nei reati di droga. I giudici hanno confermato l'esclusione della circostanza attenuante a causa dell'elevata quantità di stupefacente (oltre cento grammi di cocaina), della frequenza delle cessioni (più di cinquanta episodi) e della costante disponibilità di droga in un ristretto arco temporale. Di conseguenza, L'Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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