L'Imputato è stato fermato a bordo di un taxi con circa 50 grammi di cocaina ad altissima purezza (74,6%), pari a 248 dosi. Durante il controllo, ha opposto resistenza ferendo due agenti. Condannato in appello a tre anni di reclusione, ha proposto ricorso in Cassazione chiedendo la riqualificazione del fatto nella fattispecie di lieve entità nei reati di droga, valorizzando il basso peso complessivo del principio attivo. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la lieve entità nei reati di droga non si misura solo sulla quantità, ma richiede una valutazione globale: l'elevata purezza della sostanza, il numero di dosi ricavabili, il trasporto su mezzo pubblico e i precedenti penali specifici dell'uomo dimostrano un'attività di spaccio strutturata e non occasionale. L'Imputato perde la causa e deve pagare le spese e 3.000 euro alla Cassa delle ammende.
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