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Lieve Entità Dello Spaccio

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64 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Lieve entità dello spaccio: no se l’attività è continuativa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti. L'imputato chiedeva la riqualificazione del reato nella fattispecie di lieve entità dello spaccio, sostenendo la scarsa gravità dei fatti e l'insufficienza delle prove. I giudici hanno invece confermato la responsabilità penale basandosi su riprese video, testimonianze degli acquirenti e confessioni parziali. La Suprema Corte ha escluso la lieve entità dello spaccio a causa dell'abitualità, della continuatività dell'attività, dell'elevato numero di clienti e della struttura organizzata. Di conseguenza, il ricorso è stato ritenuto generico e ripetitivo, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Lieve entità dello spaccio: negato lo sconto di pena al pusher
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per spaccio di sostanze stupefacenti. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e chiedeva la riqualificazione del reato nella fattispecie di lieve entità dello spaccio. I giudici di legittimità hanno confermato la decisione della Corte d'Appello, evidenziando che la reiterazione delle condotte, il numero dei clienti e i quantitativi di droga escludono l'applicazione della lieve entità dello spaccio. Di conseguenza, la Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Lieve entità dello spaccio: la fortezza blindata nega lo sconto
L'Imputato è stato condannato per spaccio di stupefacenti dopo essere stato sorpreso in un appartamento blindato e videosorvegliato, adibito a centrale di spaccio, dove ha tentato di disfarsi della droga gettandola nel water. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Imputato, confermando la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. I giudici hanno escluso la lieve entità dello spaccio a causa della stabile organizzazione dell'attività illecita e del quantitativo di marijuana sequestrato, idoneo a confezionare ben 82 dosi. La Cassazione ha inoltre ribadito che non è possibile richiedere una nuova valutazione delle prove in sede di legittimità, condannando l'Imputato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Lieve entità dello spaccio: il bilancino in auto nega lo sconto
Un uomo, fermato in auto con altre persone in possesso di sostanze stupefacenti e un bilancino di precisione, ha impugnato la condanna chiedendo il riconoscimento della lieve entità dello spaccio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che per concedere la riduzione della pena occorre una valutazione globale di tutti gli elementi del caso. Nel caso specifico, la quantità di droga e la presenza del bilancino escludono la lieve entità dello spaccio. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese processuali oltre a una sanzione pecuniaria di tremila euro.
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