Durante un controllo stradale, un automobilista ha rivolto frasi intimidatorie contro due carabinieri intenti a redigere un verbale. L'imputato ha impedito la conclusione dell'atto con espressioni di vendetta e avvicinamenti continui. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per minaccia a pubblico ufficiale, infliggendo una multa di 200 euro oltre al risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità penale dell'imputato, qualificando il fatto come delitto di pericolo per la libertà morale delle vittime. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato l'illegalità della pena inflitta, poiché eccedeva il limite edittale vigente all'epoca del fatto. Di conseguenza, la Suprema Corte ha rideterminato d'ufficio la multa in 60 euro, confermando la condanna penale e il risarcimento.
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