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Legato In Sostituzione Di Legittima

12 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

È una disposizione testamentaria con cui il defunto lascia a un erede legittimario un bene specifico, dandogli la possibilità di scegliere: accettare quel bene e rinunciare alla sua quota di legittima, oppure rinunciare al bene e chiedere la sua quota di eredità per intero.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Legato in Conto di Legittima: Quando l’Erede può Chiedere di Più
Un defunto aveva disposto per testamento l'assegnazione di immobili ai figli. Alcuni eredi hanno contestato la lesione della loro quota di legittima, sostenendo che le disposizioni fossero legati in conto di legittima e non in sostituzione. La Corte d'Appello ha confermato che si trattava di legati in conto di legittima, permettendo agli eredi di chiedere la reintegrazione della loro quota. La Cassazione ha ribadito che, in assenza di una chiara volontà del testatore di escludere il legittimario dall'eredità, il lascito si considera un legato in conto di legittima. La Suprema Corte ha però accolto il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa per l'azione di riduzione si calcola sulla quota contestata, non sull'intera massa ereditaria.
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Legato in sostituzione di legittima: no a riduzioni dopo l’uso
La vicenda nasce dal contenzioso tra il coniuge superstite e i figli del defunto. Il marito aveva attribuito alla moglie un legato in sostituzione di legittima su un immobile. Il coniuge chiedeva in tribunale l'integrazione del valore economico del bene senza rinunciare al lascito. I giudici respingevano la domanda nel merito. Successivamente il coniuge formalizzava la rinuncia scritta al legato e promuoveva una nuova azione di riduzione. La Corte di Cassazione ha definitivamente respinto le richieste del coniuge superstite, confermando la decisione d'appello. La Suprema Corte ha stabilito che la volontà originaria di trattenere il bene ha comportato l'accettazione definitiva del legato in sostituzione di legittima. Tale scelta ha cancellato in modo irreversibile il diritto di chiedere la quota di legittima, rendendo inammissibile ogni successiva azione giudiziaria.
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Legato in sostituzione di legittima: niente quota senza rinuncia
Due figlie hanno citato i fratelli e la madre lamentando la lesione della quota di riserva a causa del testamento paterno, che lasciava loro solo una somma di denaro e assegnava gli immobili agli altri familiari. Le figlie chiedevano la riduzione testamentaria. I giudici hanno qualificato l'attribuzione in denaro come legato in sostituzione di legittima. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto delle domande delle eredi: chi riceve un legato sostitutivo perde automaticamente il diritto di agire per la quota di riserva se non rinuncia preventivamente e formalmente al legato stesso. Poiché le figlie non hanno rinunciato al legato, l'azione di riduzione resta preclusa in radice, rendendo irrilevante accertare se l'importo sia stato materialmente incassato.
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Rinuncia al legato sostitutivo: validità anche in causa
Un uomo riceve per testamento dalla moglie deceduta un legato in sostituzione della quota riservata per legge. Il coniuge intende recuperare la propria quota di legittima impugnando le donazioni fatte dalla defunta ai nipoti. Durante il processo, il coniuge dichiara formalmente la rinuncia al legato sostitutivo. I giudici di merito ritengono tardiva tale dichiarazione, affermando la necessità di una rinuncia antecedente all'inizio della causa. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e ribalta la decisione. I giudici supremi stabiliscono che la rinuncia al legato sostitutivo può validamente intervenire anche nel corso del giudizio, purché avvenga prima della decisione finale e non sia stata preceduta da un'effettiva accettazione del legato stesso.
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Azione di riduzione: legittima in natura e non in denaro
Un padre nomina la figlia erede universale e lascia al figlio alcuni immobili come legato. Il figlio rinuncia al legato e promuove un'azione di riduzione per ottenere la sua quota di legittima. Il Tribunale e la Corte d'Appello accolgono la domanda, condannando la sorella a pagare una somma in denaro. La Corte di Cassazione, tuttavia, accoglie il ricorso della sorella: la reintegrazione della quota di legittima deve avvenire, in linea di principio, in natura (cioè mediante la comproprietà dei beni ereditari) e non in denaro, a meno che non vi sia l'accordo di entrambe le parti. Chi subisce l'azione di riduzione non può essere costretto a pagare in contanti se preferisce restituire una quota dei beni fisici. La sentenza viene quindi cassata con rinvio.
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Legato in sostituzione di legittima: accettare vieta la riduzione
Il caso nasce dal testamento di una donna che lasciava al marito l'usufrutto della casa coniugale e altre liquidità con la clausola a saldo di ogni sua ragione sulla mia successione. Gli eredi del marito, ritenendo lesa la quota di legittima, chiedevano la riduzione delle disposizioni testamentarie. I giudici di merito hanno qualificato il lascito come legato in sostituzione di legittima, dichiarando gli eredi decaduti dall'azione di riduzione per non aver rinunciato ai beni ricevuti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che l'espressione usata nel testamento dimostrava chiaramente l'intenzione di tacitare i diritti del coniuge tramite un legato in sostituzione di legittima, impedendo di agire in riduzione senza una preventiva e formale rinuncia ai beni assegnati. Gli eredi del marito perdono definitivamente la causa e devono pagare le spese processuali.
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Legato in sostituzione di legittima: guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un coniuge superstite che intendeva agire in riduzione senza aver preventivamente rinunciato per iscritto a un legato in sostituzione di legittima avente ad oggetto l'usufrutto di immobili. La Suprema Corte ha ribadito che, quando il legato riguarda diritti reali immobiliari, la rinuncia deve rivestire la forma scritta a pena di nullità, non essendo sufficiente la semplice proposizione della domanda giudiziale di riduzione. L'acquisto del legato avviene infatti automaticamente al momento dell'apertura della successione, rendendo necessaria una dismissione formale per poter reclamare la quota di riserva.
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Legato in sostituzione di legittima: guida alla rinuncia
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema del legato in sostituzione di legittima in un caso di successione ereditaria contestata. I ricorrenti, pur avendo ricevuto un lascito testamentario, avevano agito per la riduzione delle disposizioni lesive della loro quota di riserva. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il gravame per difetto di specificità. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'appello è valido se contiene una critica puntuale alla sentenza di primo grado, chiarendo inoltre che la rinuncia al legato può avvenire anche tacitamente attraverso comportamenti concludenti, come l'impugnazione del testamento stesso.
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Divisione ereditaria: valore beni alla data di divisione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31125/2023, ha stabilito un principio cruciale in materia di successioni. Quando un erede legittimo, inizialmente escluso dal testamento, ottiene la sua quota attraverso un'azione di riduzione, si crea una comunione ereditaria con gli altri eredi. In questo scenario, la successiva divisione ereditaria dei beni deve basarsi sul loro valore al momento della divisione stessa, e non sul valore che avevano all'apertura della successione. Questa decisione garantisce che l'erede reintegrato partecipi equamente all'eventuale aumento di valore dei beni ereditari nel tempo.
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Legato in sostituzione di legittima: rinuncia implicita
La Corte di Cassazione chiarisce che un erede legittimario, a cui sia stato lasciato un legato in sostituzione di legittima, rinuncia implicitamente a tale legato nel momento in cui agisce in giudizio per ottenere la sua quota di eredità in natura. La Corte ha stabilito che tale azione è incompatibile con la volontà di conservare il legato, confermando la decisione dei giudici di merito e rigettando il ricorso dell'erede universale.
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Legato in sostituzione di legittima: la Cassazione
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito. La disposizione a favore della figlia, definita con il verbo "lego" e "a titolo di legittima", è correttamente qualificata come legato in sostituzione di legittima. La Corte sottolinea che l'interpretazione del testamento, se ben motivata, non è sindacabile in sede di legittimità. Il ricorso del fratello, nominato erede universale, viene dichiarato inammissibile.
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Legato in sostituzione di legittima: effetti rinuncia
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9734/2025, chiarisce le conseguenze della rinuncia a un legato in sostituzione di legittima. La Corte stabilisce che, a seguito della rinuncia, il legittimario non acquisisce un legato in conto legittima, ma diventa un legittimario pretermesso. In questa veste, egli ha il diritto di agire in riduzione per ottenere la quota di eredità che la legge gli riserva, e la disposizione testamentaria a suo favore perde efficacia retroattivamente.
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