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Leasing Traslativo

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144 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Onere della prova nel leasing: sentenza commentata
Il Tribunale di Brescia ha revocato un decreto ingiuntivo emesso a seguito di un contratto di leasing finanziario. La decisione si fonda sulla mancata dimostrazione, da parte della società concedente, dell'esatto ammontare del proprio credito. La società non ha fornito la prova del quantum debeatur, presentando allegazioni contraddittorie sul prezzo di ricollocazione dell'immobile, fallendo così nel suo onere della prova.
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Leasing traslativo: no a domande nuove in appello
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7893/2024, ha confermato la decisione di merito che applicava l'art. 1526 c.c. a un contratto di leasing traslativo risolto per inadempimento. La Corte ha stabilito che la società concedente non può introdurre per la prima volta in appello una domanda di risarcimento del danno o un'eccezione basata su una clausola penale, se in primo grado si era limitata a chiedere la restituzione del bene, riservandosi di agire per i danni in separata sede. Tali richieste costituiscono domande ed eccezioni nuove, inammissibili ai sensi dell'art. 345 c.p.c.
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Applicazione Legge Leasing: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7527/2024, ha stabilito che la disciplina introdotta dalla Legge n. 124/2017 si applica anche agli effetti non ancora esauriti dei contratti di leasing risolti prima della sua entrata in vigore. La Corte ha rigettato il ricorso di una società immobiliare, confermando la decisione dei giudici di merito. È stato chiarito che non si tratta di un'applicazione retroattiva della norma, bensì di un'interpretazione storico-evolutiva che tiene conto del nuovo 'tipo' negoziale introdotto dal legislatore, superando la precedente distinzione tra leasing di godimento e traslativo. I motivi relativi alla presunta eccessività della clausola penale sono stati dichiarati inammissibili.
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Leasing traslativo: applicazione dell’art. 1526 c.c.
Una società finanziaria ricorre in Cassazione dopo che la sua richiesta di pagamento per un contratto di leasing traslativo di un'imbarcazione è stata drasticamente ridotta in Appello. La Corte Suprema rigetta il ricorso, confermando che per i contratti risolti prima della L. 124/2017 si applica per analogia l'art. 1526 c.c. e ribadendo l'insindacabilità delle valutazioni di fatto e del potere discrezionale del giudice di merito riguardo alla riduzione della penale e alla valutazione delle prove.
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Leasing traslativo: la Cassazione e la clausola penale
Una società utilizzatrice contesta la clausola penale in un contratto di leasing traslativo. La Cassazione conferma la validità della clausola, pur se generica, imponendone l'esecuzione in buona fede e ammettendo la riduzione da parte del giudice se manifestamente eccessiva, rigettando così i ricorsi di entrambe le parti.
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Leasing Traslativo: onere prova sulla rivendita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4236/2024, ha chiarito un punto cruciale in materia di leasing traslativo. In caso di risoluzione del contratto per inadempimento, il valore da detrarre dal credito della società concedente è il prezzo effettivo di rivendita del bene e non il suo valore di mercato. Spetta all'utilizzatore dimostrare che la società di leasing ha agito in modo negligente o abusivo nella ricollocazione del bene, aggravando la sua posizione debitoria. In assenza di tale prova, si presume che la società abbia agito nel proprio interesse per ottenere il miglior prezzo possibile.
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Leasing traslativo: restituzione canoni e art. 1526 c.c.
Una società in liquidazione ha richiesto la restituzione dei canoni versati per un contratto di leasing traslativo risolto prima della riforma del 2017. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la legge n. 124/2017 non è retroattiva e che a tali contratti si applica per analogia l'art. 1526 c.c. Di conseguenza, la clausola che permette al concedente di trattenere i canoni e rientrare in possesso del bene può essere ridotta dal giudice se manifestamente eccessiva, dovendo tener conto del valore residuo del bene per evitare un ingiusto arricchimento.
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Reiterazione istanze istruttorie: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 4102/2024, ha rigettato il ricorso di una società in una causa di leasing immobiliare. Il punto cruciale è la corretta reiterazione delle istanze istruttorie: la Corte ha ribadito che le richieste di prova non accolte in primo grado devono essere riproposte specificamente in appello, altrimenti si considerano rinunciate. Un richiamo generico agli atti precedenti non è sufficiente, consolidando un principio fondamentale della procedura civile.
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Leasing traslativo: la Cassazione sull’art. 1526 c.c.
Una società operante nel settore alberghiero ha contestato la risoluzione di un contratto di leasing traslativo per inadempimento, sollevando eccezioni di usura e illegittimità della pretesa della banca. La Corte di Cassazione ha accolto diversi motivi del ricorso, stabilendo che ai contratti di leasing traslativo risolti prima della legge 124/2017 si applica per analogia l'art. 1526 c.c., imponendo un riequilibrio delle posizioni tra le parti. La Corte ha inoltre fornito importanti chiarimenti sul calcolo del tasso soglia per gli interessi moratori e sugli obblighi di trasparenza contrattuale.
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Leasing traslativo: la Cassazione e la tutela del cliente
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società finanziaria, confermando la qualifica di un contratto come leasing traslativo. In caso di risoluzione per inadempimento, si applica l'art. 1526 c.c., che prevede la restituzione dei canoni versati dall'utilizzatore, al netto di un equo compenso per l'uso del bene, per evitare l'ingiusto arricchimento del concedente.
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Clausola penale leasing: legittima se non eccessiva
Una società utilizzatrice e i suoi fideiussori hanno impugnato una sentenza d'appello relativa a un contratto di leasing finanziario. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la clausola penale leasing è legittima a condizione che non consenta al concedente di ottenere più di quanto avrebbe ricavato dalla regolare esecuzione del contratto. Il giudice mantiene il potere di ridurre una penale manifestamente eccessiva, tutelando l'equilibrio tra le parti e applicando analogicamente l'art. 1526 c.c. ai contratti risolti prima della L. 124/2017.
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Clausola penale leasing: come si calcola il dovuto?
Una società e il suo fideiussore hanno contestato la risoluzione di un contratto di leasing traslativo per un'imbarcazione. La Corte d'Appello aveva respinto le loro richieste, citando un precedente giudicato. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, chiarendo che la clausola penale leasing richiede un completo ricalcolo del dare e avere, inclusa la detrazione del valore del bene. La Corte ha stabilito che la precedente sentenza sui canoni non pagati non impedisce una nuova azione per determinare il saldo finale. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Clausola foro convenzionale: Cassazione sulla validità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa immobiliare contro una società di leasing, confermando la validità di una clausola sul foro convenzionale che stabiliva fori diversi per le parti. L'ordinanza chiarisce che tali clausole asimmetriche sono lecite nei rapporti tra imprese se specificamente approvate. Inoltre, la Corte ha stabilito che la valutazione sull'equità di una clausola penale in un contratto di leasing risolto può avvenire solo dopo la restituzione del bene da parte dell'utilizzatore.
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Leasing traslativo: Cassazione su clausole e ricorso
Un imprenditore ha presentato ricorso in Cassazione dopo che la Corte d'Appello aveva confermato le ingiunzioni di pagamento per canoni di leasing non saldati. L'appello, fondato sulla presunta nullità delle clausole sul foro competente e della penale in un contratto di leasing traslativo, è stato respinto. La Suprema Corte ha dichiarato i motivi principali inammissibili per vizi procedurali (mancanza di autosufficienza) e perché in contrasto con la giurisprudenza consolidata (Cass. S.U. 2061/2021), confermando così la decisione impugnata e l'ordine di pagamento.
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Risoluzione leasing: Cassazione su contratti ante 2017
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due garanti in un caso di risoluzione leasing. La Corte conferma che per i contratti risolti prima della Legge 124/2017, le parti possono definire contrattualmente le conseguenze dello scioglimento, derogando all'art. 1526 c.c. La decisione si allinea ai principi delle Sezioni Unite, sottolineando l'importanza dell'autonomia contrattuale e dei requisiti di specificità del ricorso.
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Interesse ad agire: quando impugnare la clausola penale
La Cassazione chiarisce che l'interesse ad agire per impugnare una clausola penale in un contratto di leasing sorge solo con la vendita del bene. Senza questo evento, la domanda è prematura perché manca un pregiudizio concreto e attuale, rendendo impossibile valutare l'eccessività della penale. La Corte, pur revocando un precedente errore procedurale, ha rigettato nel merito il ricorso di due utilizzatrici.
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Leasing traslativo: riduzione penale anche se non chiesta
In una causa relativa a un contratto di leasing traslativo, una società utilizzatrice, poi fallita, aveva chiesto la restituzione dei canoni versati. Il Tribunale aveva ridotto la penale contrattuale, ma la Corte d'Appello aveva annullato la decisione per ultrapetizione, non essendo stata chiesta esplicitamente la riduzione. La Corte di Cassazione ha ribaltato la sentenza d'appello, stabilendo che la richiesta di applicazione dell'art. 1526 c.c. include implicitamente il potere del giudice di ridurre una penale manifestamente eccessiva, senza necessità di una domanda specifica.
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Insinuazione passivo leasing: come calcolare il credito
Una società di leasing ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per l'intero credito residuo di un contratto, senza sottrarre il valore ricavato dalla vendita dei beni recuperati. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità. La sentenza chiarisce che, nell'insinuazione al passivo leasing, il creditore deve sempre detrarre dal suo credito il valore ottenuto dalla ricollocazione del bene, conformemente ai principi di compensazione previsti dalla legge fallimentare e dalla normativa speciale sul leasing.
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Leasing traslativo: nulla la clausola penale tardiva
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una clausola penale in un contratto di leasing traslativo. La società concedente aveva venduto l'imbarcazione oggetto del contratto due anni dopo la riconsegna, rendendo impossibile stabilire un giusto valore di mercato da detrarre dal debito dell'utilizzatore. Secondo la Corte, tale ritardo crea uno squilibrio contrattuale inaccettabile, violando i principi dell'art. 1526 c.c., che mira a proteggere l'utilizzatore da un arricchimento ingiustificato della società di leasing.
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Leasing traslativo: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso riguardante un contratto di leasing per un'automobile. L'utilizzatore sosteneva che si trattasse di un leasing traslativo, chiedendo l'applicazione dell'art. 1526 c.c. La Corte ha stabilito che la qualificazione del contratto è una valutazione di fatto riservata ai giudici di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità se non per specifici vizi di legge, non sollevati nel caso di specie.
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