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Lavoro Straordinario

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84 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Straordinario base pensionabile: no al ricalcolo pensione
Un ex dipendente di un'azienda di trasporto pubblico ha richiesto il ricalcolo della propria pensione, sostenendo che il compenso per lavoro straordinario dovesse essere incluso nella base pensionabile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, per questo specifico settore, la normativa di riferimento (L. 889/1971) esclude categoricamente e in toto il compenso per straordinario dalla retribuzione utile ai fini pensionistici. La Corte ha chiarito che tale compenso è un concetto unitario e non può essere scisso in una quota base e una maggiorazione, confermando l'orientamento consolidato sul tema dello straordinario base pensionabile.
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Formazione sicurezza orario lavoro: obbligo anche fuori turno
La Corte di Cassazione ha stabilito che la formazione obbligatoria in materia di sicurezza può essere svolta anche al di fuori del normale orario di lavoro, purché venga retribuita come lavoro straordinario. Un lavoratore si era rifiutato di partecipare a un corso programmato fuori dal suo turno, venendo per questo sospeso senza retribuzione. La Corte ha respinto il suo ricorso, chiarendo che l'espressione 'durante l'orario di lavoro' include qualsiasi prestazione esigibile dal datore, anche straordinaria, e sottolineando il dovere di collaborazione del dipendente per la tutela della sicurezza.
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Indennità di reperibilità: quando è davvero dovuta?
Un dipendente pubblico, il cui cellulare era collegato al sistema di allarme dell'ufficio, ha richiesto il pagamento dell'indennità di reperibilità e del lavoro straordinario per il periodo 2005-2011. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha respinto il ricorso. È stato stabilito che la mera disponibilità a intervenire, anche se autorizzata, non costituisce un obbligo formale di reperibilità, il quale deve essere previsto da un provvedimento specifico e non può essere desunto da semplici circostanze di fatto.
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Lavoro straordinario: la prova dell’autorizzazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di richiesta di pagamento per lavoro straordinario svolto in giorni festivi, spetta al dipendente l'onere di provare l'esistenza di una specifica e preventiva autorizzazione da parte del datore di lavoro. Un ordine di servizio generico che organizza i turni non è sufficiente a dimostrare tale autorizzazione, specialmente se lo stesso ordine rinvia a future e specifiche approvazioni per le festività. La sentenza chiarisce un punto cruciale sull'onere della prova nel pubblico impiego.
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Lavoro straordinario: pausa pranzo non goduta va pagata
La Corte di Cassazione conferma la sentenza d'Appello che riconosceva il diritto di alcuni lavoratori al pagamento del compenso per lavoro straordinario. Tale compenso deriva dal prolungamento dell'orario di lavoro a causa della mancata fruizione della pausa pranzo. La Corte ha stabilito che la mancata predisposizione di turni da parte del datore di lavoro, che di fatto impediva la pausa, equivale a una richiesta di prestazione lavorativa extra, che deve essere retribuita. Vengono inoltre respinte le eccezioni procedurali del datore di lavoro relative all'interruzione del processo per successione di un altro ente.
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Lavoro straordinario pensione: esclusione totale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 833/2024, ha stabilito che il compenso per lavoro straordinario non può essere incluso nella base di calcolo della pensione per i lavoratori del settore autoferrotranviario. La Corte ha chiarito che la normativa di settore (L. 889/1971) esclude categoricamente e interamente tale compenso, senza possibilità di frazionarlo o di considerarlo ai fini pensionistici, indipendentemente dalle ragioni organizzative che hanno reso necessarie le ore di lavoro extra. Si tratta di una conferma sul tema del rapporto tra lavoro straordinario pensione.
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Surplus Orario: quando va pagato come straordinario?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31352/2024, ha stabilito che il surplus orario accumulato dai lavoratori turnisti, se non compensato con riposi, deve essere retribuito come lavoro straordinario. Il caso riguardava dipendenti del settore sanitario che avevano lavorato ore in eccedenza rispetto all'orario settimanale. La Corte ha chiarito che la distinzione teorica tra surplus orario e straordinario svanisce quando l'eccedenza si consolida nel tempo, facendo sorgere il diritto alla retribuzione.
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Lavoro straordinario e prova: la decisione della Corte
Un gruppo di dipendenti ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro per ottenere il pagamento di ore di lavoro che venivano sistematicamente decurtate. La Corte d'Appello aveva qualificato tale richiesta come pretesa per lavoro straordinario, respingendola per assenza di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso dei lavoratori inammissibile a causa della mancata specificazione delle norme di diritto a sostegno della loro tesi e per non aver fornito la prova necessaria.
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Lavoro straordinario: onere della prova e distinzioni
Un gruppo di dipendenti ha citato in giudizio un istituto sanitario per detrazioni salariali relative a pause non godute. La Cassazione ha respinto il ricorso, qualificando la richiesta come pagamento di lavoro straordinario e sottolineando la mancata prova dell'autorizzazione del datore di lavoro. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per vizi procedurali, evidenziando la necessità di specificare le norme violate e di distinguere correttamente i vizi processuali.
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Lavoro straordinario: quando va pagato senza autorizzazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un dipendente pubblico al pagamento del lavoro straordinario, anche in assenza di un'autorizzazione formale. La sentenza stabilisce che l'inserimento del lavoratore in turni obbligatori che superano l'orario contrattuale costituisce un'autorizzazione implicita, rendendo dovuta la retribuzione per le ore eccedenti.
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Lavoro straordinario e pensione: la Cassazione decide
Una lavoratrice del settore trasporti pubblici aveva richiesto l'inclusione delle ore di straordinario nel calcolo della sua pensione. I tribunali di merito avevano parzialmente accolto la richiesta, ma la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Con una recente ordinanza, la Suprema Corte ha stabilito che il compenso per lavoro straordinario è indivisibile e deve essere interamente escluso dalla base pensionabile, in applicazione della normativa specifica del settore (L. 889/1971).
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Lavoro straordinario: basta il consenso implicito
Un dipendente del Ministero della Cultura ha richiesto il pagamento per lavoro straordinario svolto nei giorni festivi. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione precedente, ha stabilito che per il pagamento dello straordinario non è necessaria un'autorizzazione formale esplicita, ma è sufficiente un'autorizzazione implicita, desumibile dall'organizzazione del lavoro imposta dal datore. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Pronta disponibilità è straordinario anche con assenze
La Cassazione ha stabilito che le ore di lavoro prestate durante un turno di pronta disponibilità devono essere compensate come straordinario, anche se il lavoratore è stato assente per ferie o malattia nella stessa settimana. La Corte ha chiarito che le assenze legittime, come ferie e malattia, concorrono a formare l'orario di lavoro normale settimanale. Pertanto, qualsiasi prestazione aggiuntiva eccedente tale orario va retribuita con la maggiorazione per lavoro straordinario, respingendo la tesi di un'azienda sanitaria che voleva compensarle come ore ordinarie fino al raggiungimento delle ore effettivamente lavorate.
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Autorizzazione lavoro straordinario: basta il consenso
Una dipendente pubblica si è vista negare il pagamento dello straordinario in primo e secondo grado per mancanza di autorizzazione formale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per l'autorizzazione lavoro straordinario è sufficiente il consenso anche implicito del datore di lavoro. La Corte ha chiarito che il lavoro non deve essere svolto all'insaputa o contro la volontà del datore, valorizzando la sostanza sulla forma e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Lavoro Straordinario: Prova dell’Autorizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8089/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori che chiedevano il pagamento di ore di lavoro straordinario basandosi unicamente sui cartellini marcatempo. La Corte ha ribadito che spetta al lavoratore l'onere di provare non solo di aver lavorato oltre l'orario contrattuale, ma anche che tale prestazione aggiuntiva fosse stata specificamente autorizzata dal datore di lavoro. La sola registrazione della presenza non è sufficiente a fondare il diritto alla retribuzione per il lavoro straordinario.
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Lavoro straordinario: prova e autorizzazione necessarie
Un gruppo di dipendenti ha richiesto il pagamento per minuti di lavoro svolti durante le pause e all'inizio del turno, basandosi su una precedente sentenza. La Corte di Cassazione ha qualificato la richiesta come domanda di pagamento per lavoro straordinario, rigettandola. La Corte ha stabilito che i cartellini di presenza non sono sufficienti a provare il diritto alla retribuzione extra se non viene dimostrata anche la specifica autorizzazione del datore di lavoro a svolgere tali prestazioni.
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Lavoro straordinario PA: autorizzazione implicita basta
Un dipendente pubblico ha citato in giudizio la propria amministrazione per il mancato pagamento di ore di lavoro straordinario. L'amministrazione si è difesa sostenendo la mancanza di una formale autorizzazione preventiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che per il diritto al compenso per il lavoro straordinario è sufficiente un'autorizzazione implicita, desumibile da ordini di servizio o turnazioni che rendano necessarie le prestazioni extra. Il lavoro svolto con la consapevolezza del datore di lavoro deve essere retribuito.
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Lavoro straordinario: prova dell’autorizzazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 8110/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni dipendenti che chiedevano il pagamento per il lavoro svolto durante le pause. La Corte ha qualificato tale attività come lavoro straordinario, sottolineando che per ottenerne la retribuzione è indispensabile provare la specifica autorizzazione del datore di lavoro. Il ricorso è stato respinto perché criticava la valutazione delle prove effettuata dal giudice di merito, un'attività non sindacabile in sede di legittimità.
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Pronta disponibilità e straordinario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16147/2025, ha chiarito le regole per il calcolo del compenso per pronta disponibilità e straordinario. La Corte ha stabilito che le ore di assenza per ferie e malattia devono essere incluse nel computo dell'orario di lavoro ordinario. Di conseguenza, le ore di lavoro prestate in pronta disponibilità che eccedono tale soglia vanno retribuite come straordinario. La sentenza rigetta la tesi della società datrice di lavoro, secondo cui solo le ore di lavoro effettivamente prestate potevano essere considerate per determinare il superamento dell'orario normale, affermando la tutela dei diritti costituzionali al riposo e alla salute del lavoratore.
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Lavoro straordinario: la prova e il ricorso in Cassazione
Un'azienda ricorre in Cassazione contro la sentenza che la condannava al pagamento del lavoro straordinario a un dipendente. La Corte Suprema respinge il ricorso, ritenendo infondate le eccezioni procedurali e inammissibile la richiesta di rivalutazione delle prove testimoniali. Viene confermato il diritto del lavoratore al compenso per le ore di lavoro straordinario svolte.
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