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Jus Superveniens

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180 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Decadenza rimborso IRPEF: guida ai termini legali
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente riguardante la Decadenza rimborso IRPEF per le agevolazioni legate agli eventi sismici del 2002. La controversia verteva sul termine applicabile per la richiesta di restituzione delle imposte versate. La Corte ha chiarito che, quando il diritto al rimborso nasce da una legge successiva al pagamento (jus superveniens), non si applica il termine di 48 mesi previsto per le imposte dirette, bensì il termine biennale residuale. Poiché la legge istitutiva del beneficio è entrata in vigore il 1° gennaio 2007, l'istanza presentata nel 2011 è stata dichiarata tardiva per intervenuta decadenza.
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Incompatibilità avvocato: divieto doppia iscrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la cancellazione di un legale dall'albo a causa dell'incompatibilità avvocato derivante dall'iscrizione all'albo degli odontoiatri. La decisione chiarisce che la semplice iscrizione formale ad un altro albo professionale non autorizzato è sufficiente per determinare l'esclusione, a prescindere dall'effettivo esercizio della seconda attività o da finalità di studio.
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Estratto di ruolo: quando è possibile impugnarlo?
Una società di autoriparazioni ha impugnato un estratto di ruolo per contestare la mancata notifica di 24 cartelle esattoriali. Sebbene i primi gradi di giudizio avessero dato ragione al contribuente, la Corte di Cassazione ha ribaltato l'esito. La Suprema Corte ha chiarito che l'Agenzia delle Entrate-Riscossione può legittimamente difendersi tramite avvocati del libero foro. Fondamentalmente, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è stata dichiarata inammissibile per carenza di interesse ad agire, poiché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto (come la perdita di benefici o l'esclusione da appalti) richiesto dalle nuove norme introdotte nel 2021.
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Indeducibilità costi da reato: la Cassazione salva l’azienda
Una società costruttrice si vede negare la deduzione dei costi per la realizzazione di un complesso turistico, poiché l'opera è collegata a reati di lottizzazione abusiva, corruzione e truffa. La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'indeducibilità dei costi da reato. La Corte stabilisce un principio fondamentale: a seguito di una riforma del 2012, i costi sono indeducibili solo se direttamente collegati a delitti gravi e intenzionali. Anche in presenza di un unico disegno criminoso che lega un reato minore (contravvenzione) a uno grave (delitto), i costi relativi al reato minore restano deducibili. L'Agenzia delle Entrate perde quindi il ricorso, poiché non ha provato il nesso diretto tra i costi di costruzione e i delitti di corruzione e truffa, essendo questi legati solo alla lottizzazione abusiva, che è una semplice contravvenzione.
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Estratto di ruolo: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'impugnazione di un estratto di ruolo è inammissibile se non ricorrono i presupposti di legge introdotti dalle riforme recenti. Nel caso di specie, un contribuente aveva contestato debiti contributivi mai notificati, ma la Suprema Corte ha rilevato il difetto di interesse ad agire. Poiché l'interesse ad agire è una condizione dinamica, esso deve sussistere al momento della decisione. In assenza di pregiudizi concreti e tassativi previsti dall'art. 12 del D.P.R. 602/1973, l'azione non può proseguire, portando alla cassazione della sentenza senza rinvio.
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Accertamento induttivo: scomputo costi e sanzioni
Una società di logistica ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES, IRAP e IVA per l'anno 2006, scaturito da un accertamento induttivo basato su differenze inventariali. Dopo un primo annullamento in Cassazione per omessa pronuncia, la Commissione Tributaria Regionale, in sede di rinvio, ha nuovamente rigettato le istanze del contribuente. La Suprema Corte è intervenuta nuovamente, censurando la decisione per motivazione apparente riguardo allo scomputo dei costi e all'aliquota IVA media. Inoltre, i giudici hanno rilevato l'errore nel non applicare il cumulo giuridico delle sanzioni per più annualità e il principio del favor rei in merito alle sanzioni ridotte introdotte dalla normativa sopravvenuta.
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Operazioni soggettivamente inesistenti e onere prova
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società operante nel settore dei metalli, accusata di aver utilizzato fatture per operazioni soggettivamente inesistenti emesse da una società 'cartiera'. I giudici di merito avevano inizialmente annullato l'accertamento basandosi sulla regolarità formale dei pagamenti e della contabilità. Tuttavia, la Suprema Corte ha stabilito che la regolarità documentale non è sufficiente a provare la buona fede se l'Amministrazione fornisce indizi gravi sulla fittizietà del fornitore. Inoltre, è stato chiarito che l'IVA relativa a tali operazioni non è mai deducibile come costo, mentre i costi diretti richiedono comunque la prova dell'inerenza.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della ammissibilità dell'impugnazione estratto di ruolo. Un contribuente aveva contestato debiti previdenziali scoperti tramite estratto, ma la Corte ha dichiarato l'azione inammissibile per difetto di interesse ad agire, applicando le restrizioni legislative che richiedono un pregiudizio concreto e specifico per poter agire in giudizio.
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Rimborso fiscale per calamità: i termini di scadenza
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per calamità basandosi su una legge successiva al pagamento delle imposte. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, chiarendo che il termine per agire è di due anni dall'entrata in vigore della nuova legge e non di quarantotto mesi dal pagamento. Essendo la domanda presentata oltre tale termine, il diritto al rimborso è stato dichiarato estinto.
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Aiuti di Stato: sisma ’90, la Cassazione decide
Un contribuente siciliano, colpito dal sisma del '90, ha richiesto il rimborso del 90% delle imposte. La Cassazione ha stabilito che, avendo egli anche redditi d'impresa, il giudice di merito deve prima verificare se tale rimborso costituisca un illegittimo aiuto di Stato secondo le normative europee, annullando la decisione precedente.
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Decadenza rimborso IRPEF: la Cassazione decide
Un contribuente ha richiesto un rimborso IRPEF basandosi su una legge agevolativa successiva ai pagamenti. La Cassazione ha stabilito che la richiesta era tardiva, chiarendo che il termine di decadenza rimborso IRPEF di due anni decorre dall'entrata in vigore della legge che crea il diritto al rimborso (jus superveniens), e non da proroghe successive relative ad altre fattispecie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha promosso un'azione legale per l'annullamento di diverse cartelle di pagamento, sostenendo di non averle mai ricevute. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile basandosi su una nuova normativa. La sentenza stabilisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è permessa solo se il debitore dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. In assenza di tale prova, manca l'interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento prodromico. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. Applicando una nuova normativa (jus superveniens), la Corte ha stabilito che l'impugnazione estratto di ruolo è permessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da gare pubbliche. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere accolta per carenza di interesse ad agire.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti della Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, applicando la nuova normativa che limita fortemente l'impugnazione estratto di ruolo. La sentenza chiarisce che il ricorso è ammissibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, come l'esclusione da gare d'appalto, condizione non provata nel caso di specie.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo relativo a una cartella non notificata. La Cassazione, applicando la nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il contribuente non ha provato di subire un pregiudizio concreto, presupposto ora indispensabile per agire in giudizio.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società contesta un estratto di ruolo per mancata notifica della cartella. La Cassazione, applicando la nuova normativa, dichiara il ricorso inammissibile. Per l'impugnazione estratto di ruolo è necessario dimostrare un pregiudizio specifico, come l'esclusione da appalti pubblici, cosa che la società non ha fatto.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento di cui è venuto a conoscenza solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una nuova legge (jus superveniens), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La sentenza stabilisce che l'impugnabilità dell'estratto di ruolo è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e specifico, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può procedere.
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Procedibilità a querela: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una condanna per furto, applicando le nuove norme sulla procedibilità a querela introdotte dalla Riforma Cartabia. La sentenza stabilisce che un ricorso basato su una modifica legislativa favorevole, sopravvenuta dopo la condanna ma prima della presentazione del ricorso stesso, è ammissibile. Di conseguenza, in assenza della querela della persona offesa, il reato è stato dichiarato improcedibile, con l'annullamento della relativa condanna.
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Rimborso sisma 1990: quando è aiuto di Stato?
La Corte di Cassazione analizza un caso di richiesta di rimborso sisma 1990 per le imposte IRPEF. L'ordinanza accoglie parzialmente il ricorso dell'Agenzia Fiscale, stabilendo che se il contribuente è un imprenditore, l'agevolazione fiscale si configura come aiuto di Stato. Di conseguenza, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare, anche d'ufficio, il rispetto dei limiti e delle condizioni imposte dalla normativa europea. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale accertamento.
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Inammissibilità del ricorso: motivi non dedotti
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata condannata per furto. Il motivo, basato sulla presunta improcedibilità dell'azione penale per un vizio della querela, non era stato sollevato nel precedente grado di giudizio. La Corte chiarisce che questioni che richiedono accertamenti di fatto non possono essere introdotte per la prima volta in sede di legittimità, e tale inammissibilità impedisce anche di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato.
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