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Jammer

9 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Dispositivo elettronico utilizzato per disturbare o bloccare le frequenze radio, come quelle dei telefoni cellulari o dei sistemi di chiusura a distanza delle auto. Il suo uso in un furto è considerato un mezzo fraudolento.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Possesso di attrezzi da scasso: la condanna per il jammer guasto
L'Imputato è stato condannato per il possesso di attrezzi da scasso e di un jammer utile a bloccare le frequenze radio. La difesa ha presentato ricorso sostenendo che il disturbatore di frequenze fosse rotto e che gli altri utensili avessero una destinazione d'uso ordinaria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che l'eccezione sul mancato funzionamento del dispositivo è stata sollevata tardivamente in appello senza alcuna prova concreta. Inoltre, le circostanze di tempo, luogo e il rinvenimento congiunto degli strumenti confermano la finalità illecita della detenzione. L'Imputato deve scontare la pena fissata e pagare tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Gravi indizi di colpevolezza: le scuse smentite dalle prove
Un indagato ha impugnato l'ordinanza che confermava gli arresti domiciliari per presunto traffico di sostanze stupefacenti. La difesa sosteneva che i frequenti passaggi di denaro riguardassero questioni private legate all'intestazione di un veicolo e al rimborso di contravvenzioni stradali, lamentando l'assenza dei gravi indizi di colpevolezza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la solidità del quadro accusatorio. Le conversazioni intercettate, i riferimenti a pesi e quantità, il rumore di carta stagnola e l'impiego di disturbatori di frequenze durante gli incontri dimostrano la natura illecita dei rapporti e integrano pienamente i gravi indizi di colpevolezza. Il ricorrente resta agli arresti domiciliari e deve pagare le spese processuali e la sanzione pecuniaria.
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Jammer in auto: condanna per possesso di grimaldelli anche non tuo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per possesso ingiustificato di grimaldelli nei confronti di un automobilista. Nella sua vettura era stato trovato un 'jammer', un disturbatore di frequenze. L'uomo si era difeso sostenendo che l'oggetto non fosse suo, ma di un passeggero. I giudici hanno stabilito un principio chiaro: per la configurabilità del reato non conta la proprietà dell'oggetto, ma la sua 'disponibilità concreta ed immediata'. Essendo il jammer visibile e a portata di mano del conducente, la sua consapevolezza e possibilità di utilizzo erano sufficienti per la condanna. L'appello è stato quindi respinto.
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Mancata traduzione atto: quando è nullo il ricorso?
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di quattro persone sottoposte a misura cautelare per furto aggravato. Il punto centrale della sentenza riguarda la presunta nullità del provvedimento per mancata traduzione atto. La Corte ha stabilito che, per eccepire la nullità, l'indagato deve dimostrare un pregiudizio concreto e attuale al proprio diritto di difesa, non essendo sufficiente la mera allegazione di un danno potenziale. La capacità di presentare un riesame, infatti, smentisce l'impossibilità di comprendere le accuse. La Corte ha inoltre confermato la sussistenza delle aggravanti dell'uso di un jammer (mezzo fraudolento) e del furto di oggetti da un'auto parcheggiata (esposizione a pubblica fede).
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Furto con jammer: Cassazione su mezzo fraudolento
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto con jammer. La Corte ha confermato che l'uso di un dispositivo "jammer" per disattivare l'allarme di un veicolo costituisce mezzo fraudolento, aggravando il reato. Inoltre, ha ritenuto corretto non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e non concedere le attenuanti generiche in prevalenza, data la recidiva e la capacità criminale dimostrata.
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Jammer reato: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per il reato di utilizzo di un jammer. La sentenza conferma che l'installazione di un disturbatore di frequenze per impedire comunicazioni altrui costituisce un 'jammer reato' di pericolo, che si configura con la sola predisposizione del dispositivo, senza necessità di provare il danno effettivo. La testimonianza delle forze dell'ordine sull'interferenza radio è stata ritenuta prova sufficiente del funzionamento del dispositivo, rendendo superflua una perizia tecnica.
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Confisca auto: quando è legittima? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una sentenza relativa all'installazione di un dispositivo 'jammer' in un'auto. Pur confermando la colpevolezza degli imputati, i giudici hanno stabilito che la motivazione per la confisca auto era insufficiente. Non è stato provato un legame stabile e non occasionale tra il veicolo e il reato, poiché la semplice presenza del dispositivo sul sedile non basta. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione su questo specifico punto.
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Mezzo fraudolento: la prova logica basta in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto aggravato dall'uso di un mezzo fraudolento. La Corte ha stabilito che la prova dell'utilizzo di un dispositivo come un 'jammer' può essere raggiunta attraverso un ragionamento logico-induttivo, basato su elementi come il malfunzionamento simultaneo di più telecomandi nella stessa zona, anche in assenza del ritrovamento fisico dello strumento. L'inammissibilità è stata inoltre motivata dalla carenza di interesse del ricorrente, che aveva contestato solo un profilo dell'aggravante (l'uso del jammer) tralasciandone un altro (l'essersi procurati fraudolentemente le chiavi).
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Confisca veicolo: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un veicolo utilizzato per trasportare un 'jammer', un dispositivo per disturbare le comunicazioni. La sentenza stabilisce che per la confisca veicolo non è necessario che l'uso sia indispensabile, ma è sufficiente dimostrare un 'nesso di strumentalità' concreto e stabile con l'attività criminosa. In questo caso, l'auto non era un mezzo occasionale, ma parte integrante di un piano criminale più ampio, come dimostrato dalla presenza di altri arnesi da scasso a bordo e dalla necessità di spostarsi per commettere reati contro il patrimonio.
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