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Ius Receptum — Anno 2026

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57 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ius Receptum

Provvedimenti

Omicidio stradale svolta a sinistra: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio stradale nei confronti di un'automobilista che, effettuando una svolta a sinistra, si è scontrata con un motociclo in fase di sorpasso. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, ribadendo che la responsabilità del conducente che esegue una manovra così pericolosa non è esclusa dalla condotta imprudente della vittima, come l'eccesso di velocità. La sentenza sottolinea i rigorosi obblighi di prudenza per chi effettua una svolta a sinistra.
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Concordato in appello: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, aveva impugnato la sentenza chiedendo l'applicazione di una causa di non punibilità. La Suprema Corte ribadisce che l'accordo implica la rinuncia a tali motivi, precludendo un successivo riesame nel merito.
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Furto in camper: quando è furto in abitazione?
La Corte di Cassazione ha confermato che un furto in camper, se questo è utilizzato come luogo per svolgere atti della vita privata, deve essere qualificato come furto in abitazione. Con l'ordinanza in esame, è stato dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per essersi introdotto in un camper dove le vittime dormivano. La Corte ha ribadito che il camper, in tali circostanze, assume la natura di 'privata dimora', giustificando l'applicazione della fattispecie aggravata prevista dall'art. 624-bis del codice penale.
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Riduzione misura prevenzione: sì alla modifica durata
Un soggetto, sottoposto a misura di prevenzione della sorveglianza speciale, ne chiedeva la riduzione della durata a seguito di un'assoluzione per un grave reato. La Corte d'Appello rigettava la richiesta, ritenendo la durata della misura non modificabile in quanto decisa con provvedimento definitivo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che, ai sensi dell'art. 11 D.lgs. 159/2011, il giudice deve sempre poter rivalutare e rideterminare la durata della misura se i motivi originari vengono meno, anche parzialmente. La Cassazione ha quindi disposto un nuovo giudizio per la Corte d'Appello, che dovrà motivare sulla richiesta di riduzione durata misura di prevenzione.
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Sospensione del processo: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sospensione del processo. Il caso riguardava due cause connesse: una per la risoluzione di un contratto di locazione e l'altra per l'esecuzione di un contratto preliminare di vendita dello stesso immobile. Poiché entrambe le cause pendevano dinanzi al medesimo Tribunale, sebbene assegnate a giudici diversi, la Corte ha stabilito che il giudice avrebbe dovuto disporre la riunione dei procedimenti e non la sospensione, secondo un principio consolidato.
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Riparazione per ingiusta detenzione: colpa grave
Un soggetto, assolto da accuse di narcotraffico dopo un lungo periodo di custodia cautelare, si è visto negare la richiesta di indennizzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione è escluso in presenza di 'colpa grave'. In questo caso, la condotta dell'individuo, consistita nel proporsi come acquirente di una partita di droga, ha creato una forte apparenza di colpevolezza che ha legittimamente indotto l'autorità giudiziaria a disporre la misura restrittiva, rendendo non indennizzabile la detenzione subita.
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Responsabilità aggravata: condanna per ricorso infondato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso palesemente infondato e condanna la parte ricorrente per responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c., sanzionando l'abuso dello strumento processuale. L'ordinanza sottolinea come la proposizione di un'impugnazione senza la normale diligenza costituisca un illecito.
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Reformatio in peius: la Cassazione annulla la pena
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del divieto di reformatio in peius. I giudici di secondo grado, dopo aver prosciolto l'imputato dal reato più grave, avevano rideterminato la pena per i reati residui partendo da una pena base superiore a quella fissata in primo grado per il reato principale, sebbene la pena finale fosse inferiore. La Suprema Corte ha ritenuto illegittimo tale calcolo e ha provveduto a rideterminare direttamente la sanzione corretta.
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Espulsione straniero: quando è legittima? Il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due cittadini stranieri contro la misura di sicurezza dell'espulsione, disposta a seguito di un patteggiamento per un reato lieve in materia di stupefacenti. La Corte ha confermato che la valutazione della pericolosità sociale, necessaria per l'espulsione dello straniero, era stata adeguatamente motivata dal giudice di merito sulla base della biografia penale e delle modalità del reato. Inoltre, ha ribadito che la norma speciale sull'espulsione per reati di droga (art. 86 T.U. Stupefacenti) prevale sulla disciplina generale (art. 235 c.p.), non richiedendo una pena minima per la sua applicazione.
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Assistenza giudiziaria: sequestro su conti non indicati
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro su un conto bancario non esplicitamente elencato in una richiesta internazionale di assistenza giudiziaria. La Corte ha stabilito che se la richiesta è formulata come 'aperta', utilizzando espressioni come 'con particolare riferimento a', autorizza implicitamente l'estensione del sequestro ad altri beni correlati, senza necessità di una successiva integrazione formale della richiesta.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso proposto contro una sentenza che applicava il cosiddetto 'concordato in appello' (ex art. 599-bis c.p.p.). L'imputato, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena rinunciando ad altri motivi di gravame, aveva tentato di sollevare proprio una delle questioni rinunciate. La Suprema Corte ha ribadito che l'accordo preclude la possibilità di contestare in sede di legittimità i punti oggetto di rinuncia, cristallizzando la decisione dell'appello.
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Concordato in appello: no ricorso per motivi rinunciati
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. L'ordinanza stabilisce che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a tutti gli altri motivi, incluse le cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., precludendo così un successivo ricorso per cassazione su tali punti.
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Concordato in appello: limiti al ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi proposti da due imputati avverso una sentenza di "concordato in appello". L'ordinanza ribadisce che l'accordo sulla pena in secondo grado comporta la rinuncia a contestare nel merito la sussistenza del reato e la valutazione delle prove, precludendo un successivo ricorso per tali motivi. Questa decisione consolida il principio secondo cui il patteggiamento in appello limita fortemente le successive vie di impugnazione.
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Verbale accertamenti urgenti: la Cassazione decide
Un automobilista ha impugnato una condanna per guida in stato di ebbrezza, contestando la validità della procedura di accertamento e chiedendo l'applicazione di benefici di legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il verbale accertamenti urgenti costituisce prova sufficiente dell'avvenuto avviso di farsi assistere da un legale, anche in assenza della firma dell'interessato. La Corte ha inoltre confermato la correttezza del diniego della particolare tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, motivato dalla gravità della condotta e dal pericolo creato per la pubblica incolumità.
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Omissione di soccorso: basta il dolo eventuale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per omissione di soccorso dopo un sinistro stradale. La Corte ha ribadito due principi chiave: la testimonianza della persona offesa può essere sufficiente per fondare la condanna, se attentamente vagliata; inoltre, per il reato di omissione di soccorso è sufficiente il dolo eventuale, ovvero la consapevolezza di accettare il rischio che dall'incidente possano essere derivate lesioni a persone, senza la necessità di averne la certezza.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato, dopo aver ottenuto una riduzione di pena tramite un concordato in appello, ha tentato di impugnare la sentenza in Cassazione contestando la sua colpevolezza. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena implica la rinuncia a contestare nel merito la propria responsabilità.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di concordato in appello. L'accordo sulla pena, previsto dall'art. 599-bis cod.proc.pen., preclude la possibilità di sollevare in Cassazione questioni relative alla responsabilità penale o alla qualificazione giuridica del fatto, poiché tali motivi si intendono rinunciati con l'accettazione del concordato.
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