La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale del Riesame che escludeva la responsabilità di un padre per concorso morale nel reato di uso indebito di telefono in carcere commesso dal figlio detenuto. Secondo la Corte, il ricevere costantemente numerose telefonate, discutere di argomenti illeciti ed esortare a futuri contatti può integrare un contributo causale al reato, rafforzando il proposito criminoso del detenuto. Si distingue così la mera connivenza non punibile dal concorso morale, che richiede un'adesione psicologica all'azione illecita altrui, anche senza un contributo materiale. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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