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Istanza

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Istanza ripetitiva: quando è inammissibile in esecuzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato contro la revoca della sospensione condizionale della pena. La Corte stabilisce che una seconda istanza, identica a una precedente già rigettata, costituisce una istanza ripetitiva e deve essere dichiarata inammissibile se non vengono presentati nuovi elementi di fatto o nuove questioni di diritto. Il principio del 'rebus sic stantibus' impedisce di riesaminare all'infinito la stessa questione.
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Giudice di rinvio: i criteri di individuazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione di errore materiale che contestava la scelta del giudice di rinvio. Secondo i ricorrenti, poiché entrambe le sezioni penali della Corte d'Appello competente si erano già pronunciate sul caso in fasi diverse, il processo avrebbe dovuto essere trasferito a una corte vicina per garantire l'imparzialità. La Suprema Corte ha respinto la tesi, ribadendo che l'art. 623 c.p.p. impone solo che il rinvio avvenga a una sezione diversa da quella che ha emesso la specifica sentenza annullata, non a una Corte territorialmente diversa. L'imparzialità, precisa la Corte, è tutelata dagli istituti dell'astensione e della ricusazione.
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Esecuzione misura alternativa all’estero: oneri prova
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di un condannato per l'esecuzione di una misura alternativa in un altro Stato UE può essere respinta se l'interessato non fornisce la documentazione necessaria a provare la propria residenza e attività lavorativa all'estero. Anche se la normativa consente l'esecuzione misura alternativa all'estero, spetta al condannato collaborare attivamente e fornire le prove, non potendo riversare tale onere sulle autorità giudiziarie.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile
Una società in fallimento, ammessa al patrocinio a spese dello Stato, ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione, lamentando la mancata liquidazione delle spese legali. La Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che il ricorso per la correzione errore materiale non era stato notificato alla controparte, determinando un difetto di contraddittorio che impedisce alla Corte di decidere, anche d'ufficio.
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Errore di diritto detenzione: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato inammissibile un'istanza di detenzione domiciliare speciale. Il giudice di primo grado aveva commesso un errore di diritto, valutando la richiesta sulla base di articoli di legge errati (artt. 47 e 47-ter ord. pen.) invece che su quello corretto invocato dal detenuto (art. 47-quinques ord. pen.), che prevede presupposti diversi. La Cassazione ha quindi rinviato gli atti al Tribunale per una nuova valutazione nel merito.
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Deroga art 1957 c.c.: la clausola ‘a richiesta’
La Corte di Cassazione ha stabilito che la clausola 'a semplice richiesta' in un contratto di fideiussione costituisce una valida deroga all'art. 1957 c.c. Di conseguenza, il creditore non è tenuto a iniziare un'azione giudiziaria entro sei mesi dalla scadenza del debito, essendo sufficiente una semplice richiesta scritta al garante per evitare la decadenza. La Corte ha rigettato il ricorso dei fideiussori, confermando la legittimità della richiesta di pagamento della banca.
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Rimessione processo: inammissibile senza notifiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di rimessione del processo a causa di un vizio procedurale. Il richiedente non aveva provato di aver notificato la richiesta alle altre parti del procedimento, un requisito essenziale previsto dalla legge. Di conseguenza, il ricorso è stato respinto senza un esame del merito e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di 3.000 euro.
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Permesso premio negato: collaborazione impossibile
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a un detenuto condannato per reati ostativi e in carcere da oltre vent'anni. La decisione si fonda sulla mancata prova di una collaborazione impossibile o inesigibile con la giustizia e sulla persistenza di un pericolo concreto di riallacciare contatti con la criminalità organizzata. Secondo la Corte, né la buona condotta carceraria né il lungo tempo trascorso sono sufficienti a dimostrare un reale percorso di revisione critica, soprattutto in assenza di qualsiasi tentativo, anche simbolico, di riparazione del danno causato.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dispone la correzione di un errore materiale in una precedente sentenza. A seguito di un'istanza, la Corte ha corretto la data di nascita di un condannato, precedentemente indicata in modo errato, stabilendo il principio per cui un refuso anagrafico deve essere rettificato per garantire la corretta identificazione del soggetto.
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Disegno criminoso: quando non sussiste il reato unico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata che chiedeva il riconoscimento di un unico disegno criminoso per una serie di reati contro il patrimonio. La Corte ha stabilito che la notevole distanza temporale (sette anni) e la disomogeneità geografica dei luoghi in cui sono stati commessi i reati precludono la possibilità di configurare un piano unitario e preventivo, nonostante la somiglianza dei crimini. Il ricorso è stato respinto per mancanza di elementi concreti a sostegno della tesi di un'unica programmazione criminosa.
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Liquidazione compenso curatore: il contraddittorio è sacro
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di liquidazione del compenso di un curatore fallimentare dimissionario perché emesso senza la sua piena partecipazione al procedimento. Il caso riguarda la richiesta di compenso di un ex curatore, a cui è seguita un'istanza autonoma da parte dei curatori subentranti. La Corte ha stabilito che la violazione del principio del contraddittorio rende nullo il provvedimento, poiché a tutti i professionisti che si sono succeduti nell'incarico deve essere garantita la possibilità di interloquire sulla determinazione e ripartizione del compenso. La decisione sulla liquidazione compenso curatore è stata rinviata al tribunale per un nuovo esame nel rispetto del contraddittorio.
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Decorrenza patrocinio a spese dello Stato: la data
La Corte di Cassazione ha chiarito la questione sulla decorrenza del patrocinio a spese dello Stato. L'ordinanza stabilisce che gli effetti del beneficio iniziano dal momento della richiesta orale, purché questa sia seguita dal deposito formale dell'istanza scritta entro venti giorni. La decisione ribalta la precedente interpretazione di un Tribunale, che legava l'inizio del beneficio solo al deposito della documentazione. La Corte ha sottolineato che questa interpretazione garantisce il pieno diritto alla difesa, come previsto dalla Costituzione, coprendo anche le prime e più urgenti attività legali.
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Decadenza alloggio ERP: no retroattività della legge
Il Tribunale di Pescara ha sospeso un provvedimento di decadenza alloggio ERP. La causa era una condanna penale del convivente dell'assegnataria, divenuta definitiva prima dell'entrata in vigore della norma che prevedeva tale sanzione. Il giudice ha applicato il principio di non retroattività della legge, ritenendo che la nuova normativa non possa colpire fatti pregressi, e ha concesso la sospensione in attesa del giudizio di merito.
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Nomina giudiziale liquidatore: l’intervento del Tribunale
A seguito del decesso del socio unico, gli eredi deliberano lo scioglimento di una società ma non riescono a nominare un liquidatore. Il Tribunale di Brescia, su ricorso degli stessi eredi, procede alla nomina giudiziale liquidatore ai sensi dell'art. 2487 c.c., definendone poteri e doveri per portare a termine la liquidazione del patrimonio sociale e prevenire la paralisi dell'attività.
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