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Istanza

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza di correzione di un errore materiale contenuto in una precedente sentenza. Nel testo originale veniva erroneamente indicata la conferma di una condanna per il reato di maltrattamenti relativa a un periodo per il quale l'imputato era stato, in realtà, assolto. Trattandosi di una palese divergenza tra la volontà del giudice e la formulazione letterale dell'atto, la Corte ha disposto l'eliminazione della frase errata per ristabilire la verità processuale.
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Rinvio per trattative: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria in merito a un ricorso che vedeva contrapposti l'amministrazione finanziaria e una procedura concorsuale. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno presentato un'istanza congiunta richiedendo un rinvio per trattative. Il Collegio, preso atto della pendenza di negoziazioni volte a definire bonariamente la lite, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. Tale decisione mira a favorire il buon esito delle trattative in corso, sospendendo temporaneamente la decisione giudiziale per permettere una risoluzione stragiudiziale del conflitto.
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Rinvio per trattative in Cassazione: le regole
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso presentato dall'Ente della Riscossione contro una procedura fallimentare. Durante il procedimento, le parti hanno presentato un'istanza congiunta richiedendo un rinvio per trattative. La Corte ha riconosciuto la validità della richiesta, finalizzata al raggiungimento di un accordo transattivo stragiudiziale. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, sospendendo temporaneamente il giudizio per favorire la conclusione positiva delle negoziazioni in corso.
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Rinvio per trattative in Cassazione: guida pratica
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio per trattative in un giudizio che vedeva contrapposti l'amministrazione finanziaria e una procedura concorsuale. A seguito di un'istanza congiunta presentata dalle parti, i giudici hanno rilevato la pendenza di negoziazioni volte a definire la lite in via stragiudiziale. La Corte ha ritenuto necessario sospendere il procedimento, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento dell'accordo tra le parti.
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Oscuramento dati personali: privacy e sentenze
Il provvedimento segnala che una sentenza è attualmente sottoposta alla procedura di oscuramento dati personali. Questa operazione è fondamentale per garantire che la pubblicazione degli atti giudiziari non leda il diritto alla riservatezza delle parti coinvolte, conformemente alle normative vigenti sulla protezione dei dati.
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Definizione agevolata: stop alle liti tributarie
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia riguardante la detraibilità dell'IVA contestata dall'Agenzia delle Entrate a una società. Dopo che i giudici di merito avevano parzialmente accolto le ragioni della contribuente, il caso è giunto in legittimità. Durante il giudizio, la società ha presentato istanza di definizione agevolata ai sensi della Legge n. 197/2022, fornendo prova del pagamento dei debiti tributari. La Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la pace fiscale prevale sulla prosecuzione della lite.
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Errore Materiale: Garante Privacy vince, Cassazione corregge sé stessa
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta dell'Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali, disponendo la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato un numero di sentenza e una data di deposito sbagliati, relativi a un provvedimento del Tribunale. La Corte ha riconosciuto la svista come un mero refuso e ha ordinato la rettifica del testo. Questa decisione ribadisce che la procedura di correzione errore materiale serve a emendare imprecisioni formali che non alterano la sostanza della decisione, garantendo così l'accuratezza degli atti giudiziari. L'Autorità Garante ha quindi ottenuto la vittoria su questo punto procedurale.
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Correzione errore materiale: spese e contraddittorio
Un contribuente ha presentato istanza per la correzione errore materiale di un'ordinanza della Cassazione che lo aveva condannato alle spese di lite insieme ad altri due soggetti. Il richiedente sostiene che, avendo egli aderito a un condono fiscale, l'onere delle spese debba ricadere esclusivamente sugli altri due ricorrenti che hanno proseguito il giudizio. La Suprema Corte ha rilevato che tale modifica comporterebbe un aggravio economico per le altre parti, rendendo necessaria l'integrazione del contraddittorio per garantire il loro diritto di difesa prima di decidere sulla correzione.
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Gestione Separata: decorrenza pensione e cumulo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decorrenza della pensione di vecchiaia nella Gestione Separata, quando l'assicurato richiede il computo dei contributi versati nell'AGO, coincide con la data della domanda amministrativa. La decisione ribalta l'orientamento precedente che fissava la decorrenza al mese successivo alla maturazione dei requisiti anagrafici, sottolineando che il montante contributivo unificato si forma solo con l'esercizio della facoltà di computo tramite istanza formale.
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Ricusazione del giudice: atti validi se la difesa tace?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di ricusazione del giudice, gli atti processuali compiuti prima della formale istanza possono conservare la loro efficacia. La decisione si basa sulla condotta della difesa che, pur essendo a conoscenza di una potenziale incompatibilità del magistrato (coinvolto in un altro procedimento connesso contro lo stesso imputato), ha scelto di non sollecitarne l'astensione. Questo comportamento è stato interpretato come una scelta strategica che impedisce di lamentarsi successivamente della validità degli atti istruttori, a meno che non emerga una manifesta compromissione dell'imparzialità. La sentenza chiarisce inoltre che gli atti non espressamente dichiarati validi nel provvedimento di ricusazione diventano automaticamente inefficaci.
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Sostituzione della pena: quando impugnare la sentenza
Un imputato, dopo una condanna con patteggiamento a una pena detentiva e pecuniaria, ha presentato un'istanza separata per la sostituzione della pena con lavori di pubblica utilità. Il Giudice ha rigettato l'istanza. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 43694/2023, ha dichiarato inammissibile il ricorso, chiarendo che l'eventuale mancata applicazione della sostituzione della pena deve essere contestata impugnando direttamente la sentenza di condanna e non tramite una richiesta successiva, considerata proceduralmente errata.
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Esenzione spese legali: l’errore materiale si corregge
Una cittadina, precedentemente condannata al pagamento delle spese legali a favore di un ente previdenziale, ha ottenuto la correzione di un'ordinanza. La Corte di Cassazione ha riconosciuto di aver commesso un errore materiale, non considerando la dichiarazione per l'esenzione spese legali basata sui limiti di reddito. Di conseguenza, la Corte ha modificato la decisione precedente, esonerando la ricorrente dal pagamento delle spese.
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Ricusazione giudici: quando è inammissibile?
Un ricorrente ha presentato un'istanza per la ricusazione di tre giudici della Corte di Cassazione, sostenendo una loro presunta parzialità derivante da precedenti decisioni in altri procedimenti che lo riguardavano. La Corte ha dichiarato l'istanza inammissibile, stabilendo che i motivi di ricusazione giudici sono applicabili solo a pronunce emesse all'interno dello stesso procedimento e che, per legge, i giudici chiamati a decidere su una ricusazione non possono a loro volta essere ricusati.
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Elezione di domicilio: la Cassazione annulla decreto
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto di inammissibilità emesso dal Tribunale di Sorveglianza. Il caso riguarda un condannato la cui prima istanza per una misura alternativa era priva della necessaria elezione di domicilio. Tuttavia, una seconda istanza, completa e corretta, era stata depositata ma ignorata dal giudice. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice avrebbe dovuto considerare la situazione processuale nella sua interezza, inclusa la seconda istanza, prima di decidere, garantendo il contraddittorio. La mancata valutazione ha costituito un vizio procedurale che ha portato all'annullamento con rinvio.
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Ricusazione del giudice: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la ricusazione del giudice. La sentenza stabilisce che il coinvolgimento di un magistrato in un precedente e diverso procedimento a carico dello stesso imputato non costituisce di per sé una causa di ricusazione. Inoltre, il ricorrente non ha interesse a lamentare la mancata notifica dell'udienza ai coimputati, in quanto tale garanzia è posta a tutela esclusiva di questi ultimi.
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Legittimo impedimento: sentenza nulla se la corte non valuta
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di appello perché i giudici non hanno valutato un'istanza di legittimo impedimento del difensore. La richiesta, inviata telematicamente il giorno prima dell'udienza, era pervenuta alla cancelleria solo dopo la lettura della decisione. Secondo la Corte, la tempestiva e rituale trasmissione dell'istanza è sufficiente a renderla valida, e la mancata valutazione viola il diritto di difesa, comportando la nullità della sentenza.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito conta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino la cui richiesta di ammissione al patrocinio a spese dello Stato era stata respinta. Il motivo era aver indicato il reddito di un anno fiscale per cui il termine di presentazione della dichiarazione non era ancora scaduto. La Corte ha chiarito che, per l'istanza, si deve fare riferimento al reddito dell'ultimo anno per cui è scaduto il termine di dichiarazione, a meno che non sia già stata presentata una dichiarazione più recente.
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Ricorso per cassazione: l’errore che blocca l’appello
Un imputato, tramite il suo legale, ha presentato un'istanza alla Corte d'Appello invece di un formale ricorso per cassazione. La Corte Suprema, rilevando l'assenza di un valido atto di impugnazione, ha disposto la restituzione degli atti alla corte inferiore, evidenziando come un errore procedurale possa impedire l'esame nel merito della vicenda.
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Affidamento in prova: valutazione della condotta
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza che negava l'affidamento in prova basandosi solo sulla gravità di un reato risalente. La sentenza stabilisce che per la concessione dell'affidamento in prova è cruciale una valutazione prognostica sulla condotta attuale del soggetto, sul suo percorso di revisione critica e sulla sua volontà di reinserimento, anche in assenza di lavoro o risarcimento del danno.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito conta?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una cittadina, stabilendo un principio chiaro per l'accesso al patrocinio a spese dello Stato. Per determinare il reddito, si deve considerare l'ultima dichiarazione per cui è scaduto il termine di presentazione, a meno che non sia già stata presentata una dichiarazione più recente. Nel caso di specie, con istanza di giugno 2023, il reddito di riferimento era quello del 2021, non del 2022.
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