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Istanza

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134 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Gratuito patrocinio reddito zero: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di un Tribunale che aveva negato il gratuito patrocinio a una richiedente con reddito zero. I giudici di merito avevano ritenuto la dichiarazione inverosimile. La Suprema Corte ha stabilito che il solo dubbio sulla veridicità non è sufficiente a rigettare l'istanza; il giudice deve procedere ad accertamenti specifici, come previsto dalla legge, ad esempio tramite la Guardia di Finanza, prima di negare il beneficio, che costituisce un diritto fondamentale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
Una società, dopo aver vinto una causa in Cassazione, si è accorta che l'ordinanza non liquidava le spese legali per i primi due gradi di giudizio. Ha quindi presentato un'istanza di correzione errore materiale. La Suprema Corte ha accolto la richiesta, riconoscendo l'omissione come una svista e ha integrato la precedente decisione, condannando la parte soccombente al pagamento delle spese legali omesse.
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Correzione errore materiale: quando la Corte corregge
L'ordinanza analizza un caso di correzione errore materiale. La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento che indicava erroneamente il nome del difensore di un ente pubblico, sostituendolo con quello del legale subentrato nel corso del giudizio. La decisione sottolinea l'importanza dell'accuratezza formale degli atti giudiziari.
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Reato continuato: quando non si applica in esecuzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una condannata che chiedeva l'applicazione del reato continuato a tre sentenze definitive. La Corte ha stabilito che la notevole diversità dei crimini commessi (furto e falsa dichiarazione), la distanza temporale e le diverse modalità operative escludono l'esistenza di un unico disegno criminoso, requisito essenziale per il riconoscimento del reato continuato.
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Carenza di interesse: istanza inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un'istanza di modifica di una misura cautelare per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione scaturisce dal fatto che, nel frattempo, un'altra sentenza ha annullato le condizioni per l'estradizione del richiedente e ha revocato integralmente la misura cautelare stessa, rendendo di fatto inutile una pronuncia sulla richiesta di modifica.
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Ricusazione del giudice: quando la richiesta è tardiva
La Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la tardività di una richiesta di ricusazione del giudice. La richiesta, basata su un presunto debito del magistrato, è stata presentata oltre i termini di legge, senza che la ricorrente provasse di averne avuto conoscenza solo nei tre giorni precedenti.
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Legittimo impedimento difensore: i requisiti
La Cassazione chiarisce i requisiti per il legittimo impedimento del difensore. In un caso di richiesta di rinvio per impegno professionale concomitante, la Corte ha rigettato il ricorso perché l'istanza non specificava l'essenzialità della presenza del legale e l'impossibilità di nomina di un sostituto, confermando la decisione di rigetto anche se basata su motivazioni errate dal giudice precedente.
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Ricorso inammissibile: quando è mera riproposizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20296/2024, ha dichiarato un ricorso inammissibile in quanto mera riproposizione di una precedente istanza già respinta. La decisione si fonda sulla preclusione processuale prevista dall'art. 666, comma 2, c.p.p., che impedisce di riesaminare questioni già decise in fase esecutiva, a meno che non vengano addotti fatti o questioni nuove.
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Reato continuato: quando si applica? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19732/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva l'applicazione del reato continuato per due furti d'auto. La Corte ha ribadito che la vicinanza temporale e la somiglianza dei reati non sono sufficienti a dimostrare un 'medesimo disegno criminoso'. Spetta al richiedente fornire prove concrete di una programmazione unitaria, non bastando elementi che indicano una generica abitudine a delinquere.
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Rottamazione debiti fiscali: stop al processo tributario
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio tributario riguardante contestazioni su Iva, Ires e Irap, a seguito della richiesta di rottamazione debiti fiscali presentata da una società. Il contenzioso originale verteva sulla presunta fittizietà di operazioni di esportazione verso San Marino. La decisione evidenzia l'impatto delle procedure di definizione agevolata sui processi in corso.
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Doppio contributo e gratuito patrocinio: la Cassazione
Una ricorrente, ammessa al gratuito patrocinio, ha chiesto alla Corte di Cassazione di correggere una precedente sentenza che la condannava al pagamento del cosiddetto "doppio contributo". La Corte ha rigettato l'istanza, chiarendo che la pronuncia del giudice si limita ad attestare il presupposto processuale (l'esito negativo dell'impugnazione) che fa scattare l'obbligo. Spetta poi alla cancelleria, in fase di riscossione, verificare le condizioni soggettive, come l'ammissione al gratuito patrocinio, che esentano effettivamente dal pagamento. Pertanto, non sussiste alcun errore materiale da correggere.
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Revoca ordine di demolizione: quando è infondata?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro il rigetto di un'istanza di revoca ordine di demolizione. La decisione si fonda sul fatto che la richiesta di permesso di costruire in sanatoria era stata definitivamente respinta dall'amministrazione comunale, rendendo le argomentazioni dei ricorrenti generiche e non pertinenti al merito della decisione impugnata.
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Correzione errore materiale: l’ordinanza della Cassazione
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore riguardava l'errata indicazione del luogo di nascita di un imputato. Su istanza della Procura della Repubblica, la Corte ha rettificato il dato anagrafico, ripristinando la correttezza formale del provvedimento e sottolineando l'importanza della precisione negli atti giudiziari.
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Reato continuato e arresto: quando si interrompe?
Un'analisi della sentenza della Cassazione sul reato continuato. La Corte annulla una decisione per travisamento dei fatti, chiarendo che un arresto successivo a più condotte non interrompe necessariamente il disegno criminoso. Il caso riguardava tre sentenze per spaccio, e la Corte ha riesaminato la continuità tra due di esse, confermando l'inammissibilità per la terza a causa della distanza temporale.
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Vincolo della continuazione: analisi per blocchi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava il riconoscimento del vincolo della continuazione. Il giudice di merito aveva errato nel condurre un'analisi complessiva e unitaria di tutti i reati, ignorando la richiesta della difesa di valutare la continuazione per 'blocchi' separati e omogenei di sentenze. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice deve esaminare specificamente la richiesta così come formulata, procedendo a una valutazione parcellizzata per ogni gruppo di reati indicati.
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Ne bis in idem: due condanne per mafia sono possibili?
La Corte di Cassazione ha stabilito che non viola il principio del ne bis in idem la doppia condanna per associazione di tipo mafioso a carico di un soggetto che abbia partecipato a due distinte consorterie criminali. Anche se i clan sono territorialmente vicini e operano in cooperazione, la diversità di struttura, ruolo dell'imputato e periodi temporali non coincidenti configurano due fatti di reato separati, legittimando così due distinti giudizi.
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Patrocinio a spese dello Stato: quale reddito conta?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4358/2024, chiarisce un punto fondamentale per l'accesso al patrocinio a spese dello Stato. La Corte ha stabilito che, per valutare i limiti di reddito, si deve fare riferimento all'annualità più recente per cui è sorto l'obbligo di dichiarazione, anche se i termini di presentazione non sono ancora scaduti. Questa decisione, basata sul principio di prossimità cronologica, annulla un provvedimento che aveva erroneamente richiesto di considerare un'annualità di reddito più vecchia, garantendo così una valutazione più attuale della condizione economica del richiedente.
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Correzione errore materiale: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un'istanza di correzione errore materiale presentata dalla difesa di un imputato. La richiesta mirava a ottenere un'assoluzione per il reato di peculato, sostenendo che la Corte avesse omesso di inserirla nel dispositivo di una precedente sentenza. I giudici hanno stabilito che la procedura di correzione non può essere utilizzata per modificare in modo sostanziale una decisione, come sarebbe un'assoluzione, ma solo per emendare errori formali o omissioni che non alterano il contenuto della pronuncia.
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Correzione errore materiale: la Cassazione corregge
La Corte di Cassazione accoglie un'istanza per la correzione di errore materiale in una sua precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'aver indicato una "società" come parte tenuta al pagamento delle spese legali, anziché una specifica persona fisica. La Corte ha disposto la semplice cancellazione del termine errato, ripristinando la corretta identificazione del soggetto debitore e sottolineando l'importanza di questo strumento processuale per rettificare sviste senza alterare la decisione.
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Errore materiale: la correzione secondo la Cassazione
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in un'ordinanza della Corte di Cassazione, dove la denominazione sociale di un'altra società era stata riportata in modo errato. La Corte, riconoscendo la svista come un mero errore di trascrizione, ha accolto l'istanza e disposto la correzione del provvedimento. La decisione chiarisce che la correzione dell'errore materiale non modifica la sostanza della decisione ma ripristina la correttezza formale dell'atto, seguendo la procedura specifica prevista dalla legge.
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