Un avvocato, in viaggio per raggiungere il tribunale, inviava tramite PEC un'istanza di differimento dell'udienza penale nel tardo pomeriggio del giorno precedente, temendo ritardi aerei. Giunto in ritardo, scopriva che la causa era già stata decisa con la nomina di un difensore d'ufficio. Nonostante la riapertura del verbale, lamentava la lesione del diritto di difesa. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che l'invio tardivo della richiesta non garantisce la sua tempestiva lettura da parte del Presidente del Collegio, a cui spetta in via esclusiva la gestione dell'udienza. Inoltre, il difensore avrebbe dovuto assicurarsi della ricezione o viaggiare il giorno prima per evitare l'imprevisto, escludendo così l'impossibilità assoluta a comparire.
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