LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Iscrizione A Ruolo — Anno 2022

Pagina 9 di 10

188 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Iscrizione A Ruolo

Provvedimenti

Controllo automatizzato 36-bis: il Fisco vince sul credito errato
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento nei confronti di una società di persone a seguito di un controllo automatizzato 36-bis sulla dichiarazione IRAP. Il fisco ha riscontrato una discrepanza tra il credito d'imposta indicato nel modello Unico (pari a 4.854 euro) e la dichiarazione dell'anno precedente, che mostrava invece un debito. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato la cartella, ritenendo illegittimo l'uso della procedura semplificata. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del fisco, stabilendo che il controllo automatizzato 36-bis è pienamente legittimo quando l'incongruenza emerge dal semplice confronto documentale tra le dichiarazioni del contribuente, senza necessità di valutazioni complesse o di un preventivo avviso di recupero. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: la banca vince e ottiene le spese
Due società hanno notificato un ricorso per cassazione a una banca, ma hanno omesso di depositarlo nei termini di legge. La banca ha quindi provveduto autonomamente all'iscrizione a ruolo della causa per far dichiarare l'improcedibilità del ricorso e recuperare le spese legali. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di questa iniziativa, sancendo che il resistente ha il potere di iscrivere a ruolo la causa se il ricorrente non lo fa. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso, condannando le società ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: il Ministero batte l’impresa
Una società ha notificato un ricorso per cassazione a un'amministrazione pubblica, ma ha omesso di depositarlo in cancelleria nei termini di legge. L'amministrazione, dopo aver notificato il controricorso, ha provveduto autonomamente all'iscrizione a ruolo della causa al solo fine di far dichiarare l'improcedibilità del ricorso. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di tale condotta, dichiarando l'improcedibilità del ricorso e condannando la società al pagamento delle spese processuali. La pronuncia ribadisce che la parte intimata ha un interesse qualificato a definire il giudizio per recuperare le spese ed evitare la riproposizione del ricorso.
Continua »
Opposizione a decreto ingiuntivo: l’atto errato costa la causa
Una società immobiliare ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un ente pubblico per canoni di locazione non pagati. L'ente ha proposto opposizione a decreto ingiuntivo notificando un atto di citazione invece di depositare un ricorso, come previsto per le locazioni. Sebbene la notifica sia avvenuta nei termini, il deposito in cancelleria è avvenuto in ritardo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che in materia di locazione non si applica la sanatoria retroattiva del mutamento del rito prevista dal D.Lgs. 150/2011. L'opposizione è tempestiva solo se l'atto errato (citazione) viene depositato in tribunale entro i quaranta giorni dalla notifica del decreto. Di conseguenza, l'opposizione dell'ente è stata dichiarata inammissibile per tardività, confermando la vittoria della società immobiliare.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: lo straniero perde la protezione
Un cittadino straniero ha impugnato la decisione del Tribunale che revocava la sua protezione sussidiaria a causa della stabilizzazione del suo Paese d'origine. Tuttavia, il ricorrente non ha depositato l'atto nei termini di legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso ai sensi dell'articolo 369 del codice di procedura civile, poiché l'iscrizione a ruolo è avvenuta solo su iniziativa del Ministero dell'Interno tramite il controricorso. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento del doppio contributo unificato.
Continua »
Iscrizione a ruolo telematica: il ritardo d’ufficio non punisce
L'Appellante ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato improcedibile il suo gravame per tardiva iscrizione a ruolo. Il deposito telematico degli atti era avvenuto il 9 luglio, ma la cancelleria aveva registrato la pratica il 12 luglio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la tempestività dell'adempimento dipende esclusivamente dalla data in cui la parte effettua l'iscrizione a ruolo telematica e non dal momento successivo in cui l'ufficio di cancelleria lavora e perfeziona la pratica. Di conseguenza, il ritardo della cancelleria non può penalizzare il cittadino diligente. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Notifica della cartella di pagamento: chi risponde degli errori?
L Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione del Tribunale di Roma che aveva annullato alcune cartelle esattoriali inviate a un contribuente. Il Tribunale aveva riscontrato vizi nella notifica e respinto la difesa dell Agenzia, la quale sosteneva di non essere responsabile per la notifica stessa. L ente impositore ha infatti evidenziato la netta distinzione tra l attivita di iscrizione a ruolo del tributo e la successiva notifica della cartella di pagamento, di competenza esclusiva dell agente della riscossione. Data la complessita e l importanza della questione riguardante la legittimazione passiva e la corretta applicazione delle norme sulla notifica della cartella di pagamento, la Sesta Sezione Civile della Corte di Cassazione ha deciso di non decidere immediatamente la causa, ma di rimettere la trattazione del ricorso alla pubblica udienza della Prima Sezione Civile per un esame piu approfondito.
Continua »
Deposito telematico: la Cassazione salva l’appello del cittadino
Il Tribunale di Roma aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello proposto da un cittadino contro una sanzione amministrativa, ritenendo che il deposito fosse avvenuto il giorno dell'iscrizione a ruolo. Il cittadino ha fatto ricorso in Cassazione, dimostrando di aver inviato l'atto tramite deposito telematico entro i termini di legge. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ribadendo che il deposito telematico si perfeziona nel momento in cui viene generata la ricevuta di avvenuta consegna (la seconda PEC), indipendentemente dal momento successivo in cui la cancelleria iscrive la causa a ruolo. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio al Tribunale per un nuovo giudizio.
Continua »
Deposito telematico: la PEC batte il ritardo della cancelleria
Un cittadino ha impugnato una sanzione amministrativa davanti al Giudice di Pace e, dopo la decisione, ha presentato appello tramite deposito telematico il 5 marzo 2019. Il Tribunale ha dichiarato l'appello inammissibile perché tardivo, considerando come data di deposito l'11 marzo 2019, giorno dell'iscrizione a ruolo da parte della cancelleria. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cittadino, stabilendo che il deposito telematico si perfeziona nel momento in cui viene generata la seconda PEC (ricevuta di avvenuta consegna), avvenuta tempestivamente il 5 marzo. Di conseguenza, la sentenza è stata cassata con rinvio al Tribunale per un nuovo esame.
Continua »
Definizione agevolata: la palestra chiude il debito con l’INPS
L'INPS ha richiesto il pagamento di contributi previdenziali a una società sportiva dilettantistica per le prestazioni di diversi collaboratori. La società si è opposta, sostenendo la natura non professionale delle collaborazioni. Durante il giudizio di Cassazione, la società sportiva ha aderito alla definizione agevolata del debito previdenziale, pagando integralmente tutte le rate previste. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, compensando le spese di lite tra le parti, poiché il pagamento integrale estingue l'oggetto della controversia.
Continua »
Sgravi contributivi: l’azienda perde se non prova i requisiti
L'Azienda ha impugnato la richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per contributi non versati risalenti al 2000, eccependo la decadenza dell'iscrizione a ruolo e rivendicando il diritto a ottenere degli sgravi contributivi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno chiarito che i termini di decadenza sono stati legittimamente prorogati dalle riforme legislative succedutesi nel tempo. Inoltre, la Corte ha ribadito che spetta interamente al datore di lavoro l'onere di provare la sussistenza di tutti i requisiti, sia oggettivi che soggettivi, necessari per beneficiare degli sgravi contributivi. Di conseguenza, l'Azienda è stata condannata al pagamento dei contributi dovuti e delle spese di giudizio.
Continua »
Cartella di pagamento nel concordato: il fisco può notificarla
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento per sanzioni e interessi IVA nei confronti di una società in concordato preventivo. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, ritenendo che la procedura concorsuale bloccasse la riscossione e che mancasse la motivazione sul calcolo degli interessi. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la cartella di pagamento nel concordato può essere legittimamente notificata. Infatti, l'emissione della cartella non costituisce un'azione esecutiva vietata, ma un atto necessario per accertare il credito fiscale. Inoltre, la Cassazione ha chiarito che l'indicazione degli interessi è valida se fa riferimento alle dichiarazioni originarie e alle norme di legge, trattandosi di un semplice calcolo matematico. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Svista del giudice sul cortile: serve il ricorso per revocazione
Un condomino ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato improcedibile il suo appello per una presunta iscrizione a ruolo tardiva. Il condomino sosteneva che i giudici avessero confuso il primo atto di appello con la copia (velina) di un secondo appello, tempestivo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che l'errore commesso dal giudice di secondo grado costituisce una svista percettiva (un errore di fatto). Di conseguenza, questo vizio non può essere fatto valere con il ricorso in Cassazione, ma deve essere impugnato esclusivamente attraverso il ricorso per revocazione davanti allo stesso giudice che ha emesso la sentenza.
Continua »
Controllo automatizzato della dichiarazione: stop avviso bonario
Una società riceveva una cartella di pagamento a seguito di un controllo automatizzato della dichiarazione dei redditi, senza ricevere il preventivo avviso bonario. La società impugnava l'atto lamentando la mancanza di comunicazione e l'avvenuto pagamento delle somme tramite ravvedimento operoso. La Corte di Cassazione ha chiarito che il controllo automatizzato della dichiarazione non richiede l'avviso bonario se si tratta di un mero riscontro cartolare senza incertezze. Tuttavia, i giudici hanno accolto il ricorso della contribuente poiché la sentenza d'appello presentava una motivazione apparente, non avendo esaminato i documenti relativi ai pagamenti effettuati. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Intimazione di pagamento: valida anche senza calcolo interessi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agente della Riscossione contro una società agricola. I giudici di merito avevano annullato un'intimazione di pagamento ritenendo insufficiente la motivazione sul calcolo degli interessi di mora. La Suprema Corte ha invece chiarito che l'intimazione di pagamento ha un contenuto vincolato ministeriale e non richiede un calcolo dettagliato degli interessi, poiché i tassi sono stabiliti direttamente dalla legge (ex lege). È sufficiente il richiamo alla cartella esattoriale precedentemente notificata. Di conseguenza, la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: se lo abbandoni paghi comunque
Un cittadino ha impugnato la nomina del Sindaco di un Comune, notificando il ricorso per cassazione ma omettendo poi di depositarlo nei termini di legge. Il Sindaco si è difeso notificando il controricorso e ha iscritto la causa a ruolo per chiedere la condanna alle spese del ricorrente. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. I giudici hanno stabilito che il resistente, per recuperare le spese legali affrontate, ha il pieno diritto di iscrivere la causa a ruolo e far accertare l'improcedibilità del ricorso qualora il ricorrente non vi provveda nei termini stabiliti dall'articolo 369 del codice di procedura civile.
Continua »
Definizione agevolata delle liti: stop alla cartella esattoriale
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che annullava una cartella di pagamento per imposta di successione notificata agli eredi. Il Fisco sosteneva che, essendoci una sentenza definitiva precedente, si applicasse il termine di prescrizione decennale e non la decadenza quinquennale. Tuttavia, durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata delle liti ai sensi del decreto legge 119/2018, provvedendo ai relativi pagamenti. Non essendo intervenuto alcun diniego da parte dell'amministrazione finanziaria, né alcuna richiesta di trattazione da parte dei contribuenti entro i termini di legge, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, compensando le spese di giudizio tra le parti.
Continua »
Soglia di fallibilità: la rateizzazione non salva dal fallimento
L'ex amministratore di fatto di una società ha impugnato la sentenza di fallimento, sostenendo che l'esposizione debitoria fosse inferiore alla soglia di fallibilità di trentamila euro. Secondo il ricorrente, i debiti tributari erano stati rateizzati o ammessi alla definizione agevolata, lasciando solo debiti verso fornitori di modesta entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno confermato che l'accettazione della definizione agevolata non cancella l'esistenza del debito ai fini del superamento della soglia di fallibilità. Risultava infatti provato un debito di oltre quattrocentomila euro verso l'Agenzia delle Entrate già iscritto a ruolo, oltre ad altre pendenze verso fornitori. Di conseguenza, il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
Continua »
Decadenza della cartella di pagamento: Fisco battuto sul sisma
Una contribuente siciliana, colpita dal terremoto del 1990, riceve nel 2006 una cartella esattoriale per tasse del 1991 e 1992. L'Agenzia delle Entrate sostiene la tempestività della notifica, applicando la proroga dei termini legata alla massima rateizzazione prevista per le vittime del sisma. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso della contribuente e sancisce che la proroga dei termini di riscossione spetta solo a chi ha effettivamente richiesto e ottenuto il pagamento a rate. Non avendo la donna mai richiesto la rateizzazione, i termini ordinari erano ormai ampiamente decorsi. La Corte dichiara quindi la decadenza della cartella di pagamento, annullando l'atto impositivo e condannando il fisco al pagamento delle spese legali.
Continua »
Opposizione all’avviso di addebito: vince il merito sulla forma
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a un Professionista il pagamento di contributi omessi alla gestione separata tramite un avviso di addebito. Il Professionista ha proposto opposizione, accolta nei gradi di merito perché l'obbligo di iscrizione alla gestione era oggetto di un altro giudizio ancora pendente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, stabilendo che il giudice dell'opposizione all'avviso di addebito non può limitarsi a dichiarare l'illegittimità formale dell'atto. Egli deve sempre valutare nel merito se il debito contributivo esista o meno, applicando le stesse regole dell'opposizione a decreto ingiuntivo. La causa è stata quindi rinviata alla Corte d'Appello per l'esame del merito.
Continua »