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Iscrizione A Ruolo — Anno 2022

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188 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Iscrizione A Ruolo

Provvedimenti

Improcedibilità del ricorso: errore di entrambi e niente spese
Un cittadino straniero ha proposto ricorso contro il Ministero dell'Interno ma non ha depositato l'atto in cancelleria nei termini di legge. Il Ministero ha iscritto la causa a ruolo per far dichiarare l'inammissibilità, omettendo però di depositare il ricorso notificato e il provvedimento impugnato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per potersi validamente sostituire al ricorrente inerte e ottenere la liquidazione delle spese, la parte resistente deve depositare la copia del ricorso e del provvedimento. In mancanza di tali adempimenti minimi, la Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso principale, ma non ha riconosciuto alcuna efficacia al controricorso, escludendo la condanna alle spese.
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Sanzioni tributarie: il Fisco vince sulla crisi d’impresa
Una società ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria ha contestato una cartella di pagamento per il recupero dell'IVA e le relative sanzioni tributarie. Il giudice d'appello aveva ritenuto illegittime le sanzioni tributarie e la cartella, ritenendo che la procedura concorsuale bloccasse tali pretese. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione. I giudici hanno stabilito che, se la violazione è avvenuta prima dell'apertura della procedura, le sanzioni tributarie sono pienamente applicabili e costituiscono crediti concorsuali. Inoltre, l'emissione della cartella tramite iscrizione a ruolo straordinario è legittima, poiché serve all'Amministrazione Finanziaria per formalizzare la richiesta di ammissione al passivo, anche in assenza di azioni esecutive dirette. La sentenza è stata quindi cassata con rinvio.
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Opposizione a cartella esattoriale: forma contro merito
L'Inps ha richiesto a una contribuente il pagamento di contributi previdenziali omessi tramite cartella esattoriale. La contribuente ha proposto opposizione a cartella esattoriale, sostenendo che l'iscrizione a ruolo fosse illegittima poiché pendeva ancora il giudizio sull'accertamento fiscale presupposto. La Corte d'Appello ha dichiarato nulla la cartella. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Inps, stabilendo che il giudice dell'opposizione non può limitarsi a rilevare l'illegittimità formale dell'iscrizione a ruolo, ma deve esaminare nel merito la fondatezza della pretesa creditoria dell'ente previdenziale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Detrazioni fiscali ristrutturazioni: ricorso perso per 33 euro
Il caso riguarda un contribuente che ha acquistato un immobile ristrutturato usufruendo delle detrazioni fiscali ristrutturazioni. L'Amministrazione Finanziaria ha negato l'agevolazione emettendo una cartella di pagamento. Successivamente, l'ufficio ha annullato quasi interamente il debito, lasciando in contestazione solo la somma di 33,11 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del contribuente per carenza di specificità. Il ricorrente non ha chiarito se la somma residua riguardasse le detrazioni fiscali ristrutturazioni o un errore da lui stesso ammesso sulle detrazioni per carichi di famiglia. Di conseguenza, il contribuente perde il ricorso e viene condannato al pagamento del doppio del contributo unificato.
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Notifica avviso bonario al portiere: il giorno in più costa caro
L'Amministrazione Finanziaria ha richiesto a una società il pagamento di sanzioni piene per il tardivo versamento dell'Irap, a seguito di un controllo automatizzato. La società ha sostenuto che la notifica dell'avviso bonario, consegnata al portiere dello stabile il 19 maggio 2010, fosse invalida e che il termine di trenta giorni per il pagamento ridotto dovesse decorrere dal giorno successivo, quando aveva effettivamente ricevuto l'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica avviso bonario al portiere effettuata direttamente a mezzo posta si perfeziona alla data di consegna al portiere stesso, senza necessità di ulteriori adempimenti o comunicazioni. Di conseguenza, il pagamento eseguito il 21 giugno 2010 è stato considerato tardivo, confermando la legittimità delle sanzioni piene applicate dall'ufficio fiscale.
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Notifica agli eredi: il fisco perde sul tempo contro la famiglia
Gli eredi di un contribuente defunto hanno impugnato un'intimazione di pagamento, lamentando l'invalidità della precedente cartella esattoriale per IRAP e IVA. L'agente della riscossione aveva eseguito la notifica agli eredi collettivamente e impersonalmente presso l'ultimo domicilio del defunto. La Cassazione ha accolto il ricorso degli eredi, stabilendo che la regolarità della notifica agli eredi deve essere valutata con riferimento alla data di notifica dell'atto impositivo e non a quella dell'iscrizione a ruolo, che è un mero atto interno dell'amministrazione finanziaria. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato l'atto impositivo, condannando l'agente della riscossione al pagamento delle spese di giudizio.
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Improcedibilità del ricorso per cassazione: ko per un ritardo
Il Debitore propone opposizione all'esecuzione promossa da una Società Creditrice e da alcuni privati. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, il Debitore presenta ricorso in Cassazione. Tuttavia, egli omette di depositare il ricorso nella cancelleria della Corte entro il termine tassativo di venti giorni dalla notifica. I Creditori notificano il controricorso e chiedono l'iscrizione a ruolo della causa per far dichiarare l'improcedibilità. La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso per cassazione. Il mancato rispetto del termine perentorio non è sanabile e comporta la chiusura definitiva del processo. Il Debitore viene condannato a rimborsare le spese legali e a pagare il doppio del contributo unificato.
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Improcedibilità del ricorso per cassazione: i costi del silenzio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso per cassazione presentato da una cittadina contro un'Azienda Sanitaria Locale. La ricorrente, dopo aver notificato il ricorso all'ente pubblico, ha omesso di depositarlo presso la cancelleria della Corte nei termini prescritti dalla legge. L'Azienda Sanitaria Locale ha depositato regolarmente il proprio controricorso, dimostrando il mancato deposito della controparte tramite apposita certificazione della cancelleria. Di conseguenza, i giudici hanno applicato la sanzione dell'improcedibilità, condannando la ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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