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Iscrizione A Ruolo Straordinaria

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Una procedura di riscossione accelerata che l'Amministrazione Finanziaria può attivare in caso di fondato pericolo per la riscossione del credito tributario, anche prima della conclusione del contenzioso.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Azienda in liquidazione sconfitta: confermata la Frode IVA carosello
L'Agenzia delle Entrate ha accertato una Frode IVA carosello a carico di un'Azienda in liquidazione, contestando l'utilizzo di fatture per operazioni oggettivamente e soggettivamente inesistenti. L'Azienda aveva immesso merci in un deposito fiscale, cedendole a una società greca "cartiera" e poi a tre aziende italiane fittizie, senza versare l'IVA. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. Ha confermato la legittimità dell'accertamento e dell'iscrizione a ruolo straordinaria, ritenendo provata la partecipazione dell'Azienda alla frode e il fondato timore per la riscossione, dato lo stato di liquidazione e i debiti pregressi.
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Domanda nuova in appello tributario: inammissibile il cambio di rotta del Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che la "Domanda nuova in appello tributario" è inammissibile. Nel caso specifico, l'Agenzia delle Entrate aveva tentato di modificare la natura di un'iscrizione a ruolo (da straordinaria a ordinaria) per una cartella di pagamento (IRES, IRAP, IVA) solo in sede di appello. La Suprema Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, affermando che tale modifica costituiva una nuova pretesa, basata su presupposti diversi, e quindi vietata dalla legge processuale tributaria. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Iscrizione a ruolo straordinaria: il Fisco perde contro l’impresa
L'Agenzia delle Entrate ha emesso una cartella di pagamento tramite iscrizione a ruolo straordinaria nei confronti di una società in liquidazione e concordato preventivo, ipotizzando un pericolo per la riscossione delle imposte. La società ha impugnato l'atto. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato la cartella sia per un vizio di notifica, sia perché l'Amministrazione stessa aveva sospeso l'atto in autotutela, smentendo l'esistenza di un reale pericolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco. I giudici hanno stabilito che la valutazione sull'assenza di pericolo è un accertamento di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Di conseguenza, l'iscrizione a ruolo straordinaria è stata dichiarata illegittima e la società ha vinto definitivamente la causa.
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Sospensione cautelare: nullo il ruolo se il fisco la ignora
L'Amministrazione Finanziaria emetteva avvisi di recupero per crediti d'imposta inesistenti contro una Società. Il giudice tributario concedeva la sospensione cautelare di tali atti. Nonostante la misura cautelare, l'Agente della Riscossione procedeva all'iscrizione a ruolo straordinaria e notificava la cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sospensione cautelare ex art. 47 d.lgs. 546/1992 inibisce qualsiasi attività esecutiva. Pertanto, l'Amministrazione non può né formare il ruolo, anche straordinario, né notificare la cartella di pagamento fino alla sentenza di primo grado. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Società, annullando definitivamente la cartella.
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Iscrizione a ruolo straordinaria: debito salvo, sanzioni ridotte
Un contribuente impugna una cartella di pagamento derivante da un'iscrizione a ruolo straordinaria, contestando unicamente la sussistenza del 'pericolo per la riscossione' e non il debito fiscale. La Corte di Cassazione stabilisce un principio fondamentale: in questi casi, il giudice non può annullare l'intera cartella. Deve invece 'convertire' la procedura da straordinaria a ordinaria. Di conseguenza, il debito per imposte e interessi resta valido, ma le sanzioni devono essere ridotte secondo le norme previste per la riscossione ordinaria in pendenza di giudizio. L'Agenzia delle Entrate vince parzialmente, vedendo salvaguardata la pretesa tributaria principale.
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Iscrizione a ruolo straordinaria: stop alla cartella
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di una cartella di pagamento emessa a seguito di iscrizione a ruolo straordinaria per IVA. Il caso riguardava una società holding che aveva utilizzato in compensazione crediti di una controllata. L'Agenzia delle Entrate aveva proceduto alla riscossione anticipata basandosi su un atto di recupero. Tuttavia, poiché l'atto di recupero presupposto era stato annullato da un'altra sentenza (seppur non ancora definitiva), la Suprema Corte ha stabilito che l'iscrizione a ruolo straordinaria perde ogni efficacia. La decisione ribadisce che l'annullamento giudiziale dell'atto impositivo travolge automaticamente le misure cautelari e di riscossione ad esso collegate.
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Alternatività IVA-registro: cessione crediti e imposta
Un istituto di credito ha contestato l'applicazione dell'imposta di registro proporzionale su una retrocessione di crediti. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'operazione, parte di un più ampio piano di finanziamento, rientra nel campo IVA (seppur esente) e, per il principio di alternatività IVA-registro, è soggetta solo a imposta fissa, annullando gli avvisi di liquidazione.
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