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Irrisorietà

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

La qualità di una pretesa o di un valore di essere talmente esiguo e insignificante da non meritare, in linea di principio, tutela giuridica, configurando quasi un abuso del diritto.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Equa riparazione: quando il credito non è irrisorio
Una società di capitali ha proposto ricorso per ottenere l'equa riparazione a causa dell'irragionevole durata di una procedura fallimentare protrattasi per oltre otto anni. La Corte d'Appello aveva inizialmente rigettato la domanda, ritenendo il credito di circa 3.700 euro irrisorio rispetto alle grandi dimensioni dell'impresa e considerando improbabile il suo effettivo incasso data l'incapienza del fallimento. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, stabilendo che l'irrisorietà della pretesa deve essere valutata combinando un criterio oggettivo, legato al valore del bene, e uno soggettivo, legato alle condizioni della parte. Il solo fatto che l'impresa sia di grandi dimensioni non rende automaticamente irrisorio un credito di migliaia di euro.
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Equa riparazione: risarcimento per processi lenti
Due società hanno richiesto l'equa riparazione per l'irragionevole durata di una procedura fallimentare durata oltre vent'anni. Inizialmente rigettata, la domanda è stata accolta in sede di opposizione, riconoscendo un indennizzo di 8.400 euro per ciascuna società. L'Amministrazione Pubblica ha impugnato la decisione sostenendo l'irrisorietà del credito originario, ma la Cassazione ha confermato il diritto all'indennizzo, sottolineando che crediti superiori a 500 euro e una durata così estesa escludono la natura bagatellare della causa. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso delle società per il mancato riconoscimento dei compensi legali relativi alla fase istruttoria.
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Equa riparazione: quando il credito non è irrisorio
Una società cooperativa ha impugnato il diniego della Corte d'Appello alla richiesta di equa riparazione per un fallimento durato vent'anni. Il giudice di merito aveva ritenuto irrisorio il credito di circa 17.000 euro rapportandolo al fatturato milionario dell'azienda. La Corte di Cassazione ha annullato il provvedimento, chiarendo che l'equa riparazione non può essere negata se il valore della causa è oggettivamente significativo, a prescindere dalla ricchezza del richiedente.
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Equa riparazione: quando il credito è irrisorio?
Due società creditrici in una procedura fallimentare chiedevano l'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello rigettava la domanda ritenendo il credito "irrisorio". La Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che il criterio dell'irrisorietà non è meramente oggettivo ma va valutato alla luce della giurisprudenza europea, che considera anche le condizioni soggettive del ricorrente. La Corte ha quindi condannato il Ministero a pagare l'indennizzo.
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Indennizzo durata irragionevole: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo che il diritto a un indennizzo per durata irragionevole del processo non può essere negato sulla base delle buone condizioni economiche del richiedente. La valutazione della "irrisorietà" della pretesa è primariamente oggettiva; le condizioni personali servono a tutelare chi ha pretese di valore esiguo, non a penalizzare gli altri.
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