Una persona viene condannata per rapina aggravata. La vittima, un cittadino straniero, lo aveva riconosciuto ma era poi diventata irreperibile. La difesa contesta l'uso della testimonianza della vittima irreperibile, sostenendo che la sua scomparsa fosse prevedibile e che le sue dichiarazioni fossero nulle per l'assenza di un interprete ufficiale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso. Ha stabilito che la scomparsa non era prevedibile e che la mancanza di un interprete per la vittima non rende inutilizzabili le sue dichiarazioni. La condanna, inoltre, non si basava solo su quella testimonianza, ma anche su altre prove, come il racconto di un altro testimone e il ritrovamento del corpo del reato. L'imputato perde e la condanna diventa definitiva.
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