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Irpeg

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31 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Rimborso IRAP: la Cassazione chiarisce i limiti
Una società aveva richiesto il rimborso IRPEG per l'indeducibilità dell'IRAP sui costi del personale per il 2005. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per le istanze presentate prima delle nuove leggi, si applica la deduzione forfettaria del 10% (D.L. 185/2008) e non quella integrale (D.L. 201/2011). La Corte ha cassato la precedente sentenza, che aveva erroneamente concesso il rimborso IRAP totale, e ha rinviato il caso al giudice di merito per il ricalcolo.
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Deducibilità IRAP: limiti retroattivi per il rimborso
Una società chiedeva il rimborso dell'IRPEG per l'anno 2004, a causa della mancata deduzione dell'IRAP sui costi del personale. I giudici di merito avevano concesso il rimborso integrale basandosi su una legge del 2011. L'Agenzia delle Entrate ha fatto ricorso in Cassazione, che ha accolto il ricorso. La Corte Suprema ha stabilito che la piena deducibilità IRAP non si applica ai periodi d'imposta per cui il termine di decadenza per il rimborso era già spirato al momento dell'entrata in vigore della nuova legge. Per tali casi, si applica la precedente norma, che prevede una deduzione forfettaria del 10%. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Deducibilità IRAP: i limiti della retroattività
Una società richiedeva il rimborso dell'IRPEG per la mancata deduzione dei costi del personale dall'IRAP per l'anno 2006. Le corti di merito avevano concesso la deduzione integrale basandosi su una legge sopravvenuta (D.L. 201/2011). La Corte di Cassazione ha invece chiarito che per i periodi d'imposta per cui il termine di decadenza per il rimborso era già spirato al momento dell'entrata in vigore della nuova norma, si applica solo la deduzione forfettaria del 10% (prevista dal D.L. 185/2008), e non quella integrale. La sentenza chiarisce quindi l'ambito di applicazione temporale delle norme sulla deducibilità IRAP.
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Aliquota agevolata fondazioni: l’onere della prova
Una fondazione bancaria si è vista negare l'applicazione dell'aliquota agevolata IRPEG per l'annualità 1992-1993. L'Amministrazione Finanziaria sosteneva che l'attività principale dell'ente fosse la gestione della partecipazione di controllo in un istituto di credito, e non un'attività no-profit. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33107/2023, ha accolto il ricorso dell'Agenzia, cassando la decisione del giudice di merito. La Corte ha ribadito che l'onere di provare la prevalenza dell'attività sociale e di pubblica utilità rispetto a quella commerciale grava sulla fondazione. Secondo i giudici, non sono sufficienti documenti formali come statuto e bilancio, ma è necessaria una prova concreta e analitica delle attività effettivamente svolte, che il giudice del rinvio non aveva adeguatamente accertato.
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Fondazioni bancarie e onere della prova per IRPEG
Una fondazione bancaria ha richiesto il rimborso dell'IRPEG, sostenendo di avere diritto all'aliquota agevolata per enti non-profit. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33105/2023, ha annullato la decisione favorevole alla fondazione, ribadendo che l'ente ha l'onere della prova di dimostrare che la sua attività istituzionale sia "prevalente" o "esclusiva" rispetto a quella economica di gestione della partecipazione bancaria. La Corte ha ritenuto insufficiente la mera elencazione delle erogazioni, richiedendo un'analisi comparativa concreta che il giudice di merito non aveva effettuato.
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Domanda rimborso: quando inizia a decorrere il termine?
Una società di trasporto pubblico chiedeva il rimborso di imposte (IRPEG) versate per gli anni 2003 e 2004, ritenendole non dovute a seguito di una legge interpretativa del 2007. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per la domanda rimborso decorre dal momento del versamento degli acconti, e non dalla data della legge successiva, se il contribuente era già consapevole della potenziale non debenza del tributo. La richiesta è stata quindi giudicata tardiva.
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Definizione agevolata controversie: la Cassazione
Una società di telecomunicazioni, impegnata in una lunga controversia fiscale con l'Amministrazione Finanziaria per accertamenti IRPEG e ILOR, ha visto il suo caso arrivare in Corte di Cassazione. Oggetto del contendere erano la deducibilità di costi, consulenze e ammortamenti. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio. La decisione si basa sulla richiesta della società di accedere alla definizione agevolata controversie, uno strumento normativo che permette di chiudere le liti pendenti con il fisco. Il processo è quindi temporaneamente fermo in attesa dell'esito della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: estinzione del giudizio
Una società impugnava un avviso di accertamento per maggiore Irpeg. Dopo essere risultata soccombente in appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, aderiva alla definizione agevolata delle liti pendenti prevista dal D.L. 50/2017. La Corte di Cassazione, accogliendo l'istanza, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, precisando che ciò non comporta l'estinzione del debito, non essendo stato integralmente saldato. Le spese legali sono state dichiarate irripetibili.
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Deduzione costi di ricerca: la scelta è irrevocabile
Una società ha tentato di dedurre in un unico esercizio i costi di ricerca residui di un progetto fallito, dopo aver scelto un piano di ammortamento quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la scelta iniziale sulla deduzione costi di ricerca è irrevocabile. La decisione ribadisce che il contribuente non può modificare la strategia fiscale adottata (ius variandi) anche in presenza di un cambiamento delle circostanze.
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Esenzione fiscale IPAB: la Cassazione sui redditi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33337/2024, ha stabilito che i redditi derivanti dalla locazione di immobili da parte di un'IPAB (Istituzione Pubblica di Assistenza e Beneficenza) non beneficiano automaticamente dell'esenzione fiscale. Tale attività è considerata di natura commerciale e, pertanto, soggetta a tassazione. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva favorito l'ente, affermando che lo status di ente pubblico assistenziale non è sufficiente per escludere la commercialità dell'attività e ottenere l'esenzione fiscale IPAB.
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Prescrizione rimborso Irpeg: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14532/2025, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando il diritto di un istituto di credito al rimborso di un'eccedenza Irpeg del 1985. Il caso verteva sulla prescrizione del diritto al rimborso. La Corte ha stabilito che la Legge 350/2003 ha imposto all'Agenzia un obbligo di non eccepire la prescrizione per i crediti sorti da dichiarazioni presentate fino al 30 giugno 1997, facendo decorrere un nuovo termine decennale dal 1° gennaio 2004. L'istanza del contribuente, presentata nel 2009, è stata quindi ritenuta tempestiva, interrompendo efficacemente la nuova prescrizione rimborso Irpeg.
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