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Irap

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488 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Cuneo fiscale IRAP: quando spetta alle public utility
Un consorzio operante nel settore della depurazione delle acque è stato inizialmente escluso dalla deduzione del cuneo fiscale IRAP. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che l'esclusione dal beneficio si applica solo quando l'impresa riceve una "tariffa remuneratoria" che già copre il costo dell'IRAP. Poiché il compenso del consorzio era un mero rimborso dei costi e non una tariffa di questo tipo, il suo diritto alla deduzione è stato pienamente riconosciuto.
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Costi deducibili studio associato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4664/2025, si è pronunciata su un caso cruciale per i professionisti, definendo i confini dei costi deducibili per uno studio associato. La controversia riguardava la deducibilità di canoni di locazione ritenuti 'antieconomici' dal Fisco, il mancato riaddebito di spese comuni a collaboratori e l'assoggettamento a IRAP. La Corte ha stabilito che le scelte imprenditoriali, come affittare anziché acquistare, non sono sindacabili dall'Agenzia delle Entrate se non in casi di elusione. Ha inoltre chiarito che non vi è obbligo di riaddebitare le spese a collaboratori che operano in via esclusiva per lo studio. Infine, ha confermato la presunzione di assoggettamento a IRAP per gli studi associati, invertendo la decisione di merito.
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Scelte imprenditoriali e Fisco: limiti del sindacato
Le scelte imprenditoriali di un contribuente, come preferire una locazione costosa all'acquisto di un immobile, non possono essere sindacate nel merito dall'Agenzia delle Entrate, salvo palese irragionevolezza. Con questa ordinanza, la Corte di Cassazione ribadisce la libertà gestionale del professionista, distinguendola da condotte elusive. Viene inoltre confermato che gli studi professionali associati sono soggetti a IRAP per presunzione legale e si chiarisce che l'amministrazione non è tenuta a motivare nell'atto impositivo il rigetto delle osservazioni presentate dal contribuente.
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Aiuti di Stato: no esenzione IRAP per export
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società contro il recupero dell'IRAP. La Corte ha stabilito che l'esenzione fiscale prevista da una legge regionale siciliana costituisce un aiuto di Stato illegittimo, in quanto l'azienda svolgeva prevalentemente attività di esportazione, una condizione che viola le norme europee sulla concorrenza e gli aiuti di Stato.
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Aiuti di Stato: esenzione IRAP negata per export
La Corte di Cassazione ha negato a una società l'esenzione IRAP prevista da una legge regionale, qualificandola come aiuto di Stato illegittimo. La decisione si fonda sul fatto che l'azienda svolgeva una prevalente attività di esportazione, una condizione che esclude l'applicazione del regime di aiuti "de minimis" secondo la normativa europea, la quale prevale su quella nazionale per tutelare la concorrenza nel mercato unico.
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Aliquota Irap promotore finanziario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che un promotore finanziario deve essere soggetto all'aliquota IRAP ordinaria del 4,25% e non a quella maggiorata prevista per banche e società finanziarie. La decisione si fonda sia sull'interpretazione della normativa regionale toscana, che non include i promotori nelle categorie soggette a maggiorazione, sia sull'efficacia vincolante di una precedente sentenza (giudicato) tra le stesse parti che aveva già risolto la medesima questione. Di conseguenza, l'avviso di accertamento dell'Agenzia delle Entrate, che applicava l'aliquota Irap promotore finanziario maggiorata, è stato annullato.
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Onere della prova IRAP: a chi spetta dimostrarlo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5036/2025, ha stabilito un principio fondamentale sull'onere della prova IRAP. In un caso riguardante un medico che chiedeva il rimborso dell'imposta, la Corte ha ribaltato la decisione dei giudici di merito, affermando che è il contribuente, e non l'Amministrazione Finanziaria, a dover provare l'assenza dei presupposti impositivi, ovvero la mancanza di un'autonoma organizzazione. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio.
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Transfer pricing IRAP: la retroattività è legittima
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5913/2025, ha stabilito la piena legittimità dell'applicazione retroattiva delle regole sul transfer pricing IRAP. Il caso vedeva contrapposta l'Agenzia delle Entrate a una società per accertamenti relativi agli anni 2008 e 2009. La Corte ha chiarito che la Legge n. 147/2013 non ha introdotto una nuova norma, ma ha fornito un'interpretazione autentica, confermando che la disciplina sui prezzi di trasferimento si è sempre applicata ai fini IRAP, anche dopo la riforma del 2007. Di conseguenza, gli avvisi di accertamento emessi prima del 2013 sono stati ritenuti validi.
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Omessa dichiarazione IRAP: non è reato per la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1528/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di reati tributari. È stato chiarito che l'omessa dichiarazione IRAP non costituisce reato ai sensi dell'art. 5 del D.Lgs. 74/2000. La Corte ha annullato parzialmente la condanna di un imprenditore, specificando che la norma penale si applica esclusivamente alle imposte sui redditi e all'IVA. La sentenza ha invece confermato la responsabilità dell'imputato per gli altri illeciti fiscali, poiché le misure di prevenzione a suo carico non riguardavano la ditta individuale oggetto delle omissioni.
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Deduzione cuneo fiscale: Appalto vs Concessione
La Cassazione chiarisce che una società di trasporto pubblico ha diritto alla deduzione cuneo fiscale sull'IRAP quando opera in regime di appalto, e non di concessione. Decisivo è il criterio di remunerazione: se il corrispettivo è fisso e pagato dall'ente pubblico (a km) e non dagli utenti, si tratta di appalto e la deduzione è legittima, non configurando un aiuto di Stato.
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Deduzione IRAP: onere della prova per public utility
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3466/2025, ha chiarito i requisiti per la deduzione IRAP in capo a imprese che svolgono sia attività regolate (come le 'public utility') sia attività liberalizzate. La Corte ha stabilito che l'onere della prova per ottenere il beneficio fiscale spetta interamente al contribuente, che deve dimostrare in modo analitico e specifico l'impiego di ciascun dipendente nelle attività non regolate. Non è sufficiente una ripartizione forfettaria del personale. Di conseguenza, è stata cassata la sentenza di merito che aveva concesso la deduzione IRAP a una società di gestione aeroportuale senza tale prova rigorosa.
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Aliquota Irap promotore finanziario: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5046/2025, ha stabilito che l'aliquota Irap per un promotore finanziario in Toscana è quella ordinaria del 4,25% e non quella maggiorata. L'Agenzia delle Entrate aveva applicato un'aliquota superiore, ma la Corte ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La decisione si fonda sia sull'interpretazione delle leggi regionali, che non includono i promotori finanziari tra i soggetti passivi dell'aliquota maggiorata, sia sull'efficacia di un precedente giudicato formatosi tra le stesse parti sulla medesima questione legale per un'annualità diversa.
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Spese di sponsorizzazione: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista contestare la deducibilità delle spese di sponsorizzazione a favore di associazioni sportive. La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso, stabilendo due principi chiave: la presunzione legale di deducibilità per tali spese fino a 200.000 euro non richiede un'ulteriore prova di inerenza e il raddoppio dei termini di accertamento per reati tributari non si applica all'IRAP. La sentenza è stata annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Raddoppio termini accertamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17233/2025, ha stabilito che il raddoppio dei termini di accertamento fiscale è legittimo quando sussiste l'obbligo di denuncia penale per reati tributari, a prescindere dall'effettiva presentazione della denuncia o dall'esito del processo penale. La Corte ha chiarito che tale principio non si applica all'IRAP. Il caso riguardava un avviso di accertamento per IRES e IRAP emesso oltre i termini ordinari, che i giudici di merito avevano annullato. La Cassazione ha cassato la sentenza di secondo grado, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Litisconsorzio necessario: tutti i soci in giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per violazione del principio del litisconsorzio necessario. Il caso riguardava un accertamento fiscale emesso nei confronti di un contribuente, ritenuto socio di una società di fatto derivante dalla riqualificazione di una cooperativa. La Corte ha stabilito che, quando la controversia verte sulla configurabilità stessa di una società di fatto, tutti i presunti soci devono obbligatoriamente partecipare al giudizio, pena la nullità assoluta del procedimento. La causa è stata rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame con la corretta integrazione del contraddittorio.
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Onere della prova associazioni: la Cassazione decide
Un'associazione si è vista ridurre l'imponibile fiscale grazie alla documentazione di rimborsi spese, nonostante non avesse pienamente dimostrato il suo status di ente di volontariato. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato la decisione, sollevando questioni sull'onere della prova. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. La sentenza chiarisce che la valutazione delle prove documentali sui costi sostenuti è distinta dalla prova formale dello status associativo, consolidando il principio che una prova adeguata delle uscite può legittimamente ridurre il reddito imponibile.
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Rimborso IRAP e cuneo fiscale: appalto o concessione?
Una società nel settore ecologico ha richiesto un rimborso IRAP basato sulle deduzioni per il 'cuneo fiscale', sostenendo di operare tramite contratti di appalto. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, classificando il rapporto come concessione, esclusa dal beneficio. La Corte di Cassazione ha dato ragione alla società, stabilendo che il criterio distintivo è il rischio d'impresa. In un appalto, il corrispettivo è pagato dall'ente pubblico e il rischio è a suo carico, garantendo il diritto al rimborso IRAP. In una concessione, il rischio operativo è trasferito al privato, che viene remunerato tramite tariffe, escludendo così l'agevolazione.
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Autonoma organizzazione IRAP: il medico vince
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che un medico di base, operante in regime di 'medicina di gruppo' e avvalendosi di una segretaria condivisa e un'infermiera part-time, non è soggetto a IRAP. La Corte ha stabilito che tali supporti rientrano nel 'minimo indispensabile' per l'esercizio della professione, come previsto dagli accordi con il Servizio Sanitario Nazionale, e non costituiscono quella autonoma organizzazione che rappresenta il presupposto per l'applicazione dell'imposta.
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Deducibilità costi personale IRAP: il rinvio della Cassazione
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato alla pubblica udienza una causa cruciale sulla deducibilità costi personale IRAP per le compagnie di assicurazione. Il caso riguarda la corretta applicazione delle deduzioni per i costi del personale classificati nel "conto non tecnico", una questione ritenuta nuova e priva di precedenti specifici, che necessita di un esame approfondito.
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Giudicato esterno: IRAP e canoni di leasing deducibili
La Corte di Cassazione ha stabilito che il principio del giudicato esterno si applica alle controversie tributarie su annualità diverse, ma con le stesse parti e lo stesso oggetto. Nel caso specifico, una precedente sentenza favorevole al contribuente sulla deducibilità IRAP dei canoni di leasing per un'area pertinenziale a un distributore di carburante è stata ritenuta vincolante per l'annualità successiva, portando all'accoglimento del ricorso del contribuente.
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