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Irap — Anno 2023

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168 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Irap

Provvedimenti

IRAP studi associati: forma non basta, serve prova
Uno studio professionale ha richiesto un rimborso IRAP, sostenendo la mancanza del requisito dell'autonoma organizzazione. La Commissione Tributaria Regionale aveva negato il rimborso basandosi sulla forma giuridica dello studio. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per gli IRAP studi associati la forma legale non è prova sufficiente. Il contribuente ha il diritto di dimostrare che l'attività è in realtà individuale, e il giudice deve motivare dettagliatamente la propria decisione, cosa che in questo caso non è avvenuta.
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Autonoma organizzazione: quando il medico non paga IRAP
Un medico convenzionato ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere una autonoma organizzazione. Dopo un lungo iter giudiziario, la Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso. La Corte ha stabilito che l'utilizzo di uno studio condiviso e di servizi di segreteria forniti da una società esterna, anche se partecipata dallo stesso medico, non costituisce di per sé il presupposto dell'autonoma organizzazione necessario per l'applicazione dell'imposta.
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Definizione agevolata: sospensione del processo
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato in Cassazione una sentenza favorevole a una società in materia di accertamento IRAP sull'ammortamento dell'avviamento. La società contribuente ha richiesto la sospensione del giudizio per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge n. 197/2022. La Corte, accogliendo l'istanza, ha sospeso il processo fino al 10 luglio 2023, data entro cui il contribuente deve dimostrare di aver presentato la domanda e pagato gli importi dovuti.
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Autonoma organizzazione IRAP: dipendente non basta
Un medico ha richiesto il rimborso dell'IRAP, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che l'impiego di un singolo dipendente con mansioni meramente esecutive non è sufficiente a integrare il presupposto impositivo dell'IRAP, in quanto non rappresenta quel 'quid pluris' che potenzia la capacità produttiva del professionista. La Corte ha cassato la sentenza precedente e ha dichiarato dovuto il rimborso al contribuente.
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Autonoma organizzazione: IRAP e studio associato
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un professionista che chiedeva il rimborso dell'IRAP per le sue attività autonome svolte parallelamente a quelle nell'ambito di uno studio associato. Secondo la Corte, il professionista non ha fornito la prova di non essersi avvalso della complessa struttura dello studio (la cosiddetta autonoma organizzazione) anche per le sue attività individuali. L'onere di dimostrare tale separazione, e quindi l'assenza del presupposto impositivo, spetta unicamente al contribuente.
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Rimborso IRAP: quando si presume l’organizzazione?
Un professionista ha richiesto il rimborso dell'IRAP per un decennio, sostenendo di non avere un'autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la partecipazione a uno studio associato crea una presunzione di utilizzo della sua struttura organizzativa. L'onere di provare il contrario, e quindi di non aver beneficiato di tale struttura per la propria attività individuale, spetta interamente al contribuente che chiede il rimborso IRAP.
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Autonoma organizzazione: quando il medico paga l’IRAP
Un medico pediatra ha contestato il pagamento dell'IRAP per gli anni 1998-2000, sostenendo la mancanza di autonoma organizzazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'imposta era dovuta. La decisione si è basata sulla presenza di beni strumentali di valore ingente e sull'impiego di collaboratori esterni, elementi ritenuti eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio della professione. L'ordinanza ribadisce che l'onere di provare l'assenza di tale organizzazione spetta al contribuente che chiede il rimborso.
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Cancellazione registro ONLUS: le conseguenze fiscali
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della cancellazione dal registro ONLUS di un ente religioso per aver corrisposto una retribuzione eccessiva a un dirigente. La sentenza analizza le gravi conseguenze fiscali, tra cui il recupero di IRES e IRAP, il raddoppio dei termini di accertamento e l'inapplicabilità delle esenzioni. Viene inoltre ripristinata l'applicazione delle sanzioni, precedentemente annullate per incertezza normativa, chiarendo i limiti di tale esimente.
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