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Intimazione Di Pagamento — Anno 2024

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63 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Intimazione Di Pagamento

Provvedimenti

Prescrizione cartella esattoriale: la Cassazione decide
Una società ha impugnato un'intimazione di pagamento per un tributo locale del 1999, sostenendo la prescrizione della cartella esattoriale maturata nel decennio tra la notifica della cartella (2005) e l'intimazione (2015). I giudici di merito avevano respinto il ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso della società, affermando che l'eccezione di prescrizione maturata dopo la notifica della cartella è ammissibile e va esaminata nel merito. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Iscrizione ipotecaria: avviso e validità della notifica
La Corte di Cassazione chiarisce la validità di una iscrizione ipotecaria da parte dell'agente della riscossione. La sentenza distingue tra il 'preavviso di iscrizione', la cui assenza rende l'atto nullo, e la 'comunicazione di avvenuta iscrizione', la cui omissione incide solo sul termine per impugnare. Viene inoltre ribadito che l'intimazione di pagamento ex art. 50 D.P.R. 602/73 non è un presupposto di validità dell'ipoteca, essendo quest'ultima una misura cautelare e non esecutiva.
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Definizione agevolata: no se il debito è definitivo
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per un debito tributario divenuto definitivo a causa della mancata riassunzione di un precedente giudizio. Invocava l'applicazione della definizione agevolata, sostenendo che avrebbe dovuto sospendere la procedura. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la definizione agevolata è inapplicabile ai debiti fiscali ormai certi e non più oggetto di controversia. L'intimazione di pagamento è un atto di riscossione, non un nuovo atto impositivo idoneo alla definizione.
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Responsabilità del liquidatore: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del liquidatore per i debiti fiscali di una società. Il ricorso della liquidatrice, basato sulla mancata notifica di un avviso di accertamento personale, è stato respinto perché le cartelle di pagamento erano state regolarmente notificate alla società e non impugnate tempestivamente. La Corte ha ritenuto le eccezioni tardive e inammissibili, sottolineando che la regolare notifica delle cartelle preclude successive contestazioni. La ricorrente è stata anche condannata per lite temeraria.
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Prescrizione crediti tributari: decennale o breve?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su vecchie cartelle, eccependo un precedente giudicato e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un giudicato sull'annullamento di un'ipoteca non si estende all'intimazione di pagamento. Ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti tributari principali, come IRPEF, IVA e IRAP, è decennale, in assenza di specifiche disposizioni di legge che prevedano un termine più breve.
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Prescrizione crediti erariali: 10 anni, non 5
Un contribuente si oppone a intimazioni di pagamento sostenendo la prescrizione quinquennale dei crediti erariali. La Cassazione chiarisce che la prescrizione dei crediti erariali come Irpef e Iva è decennale, non quinquennale, in quanto non sono prestazioni periodiche. La Corte accoglie il ricorso dell'Agenzia di Riscossione, annullando la sentenza d'appello che aveva erroneamente applicato il termine breve.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Un contribuente aveva impugnato un avviso di intimazione di pagamento per IRPEF. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, nelle more del processo, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata della controversia prevista da una legge speciale. La Corte di Cassazione, preso atto dell'avvenuta definizione e della mancata opposizione dell'ente impositore, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza entrare nel merito del ricorso.
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Prescrizione quinquennale per sanzioni e interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 872/2024, ha accolto il ricorso di un contribuente, stabilendo che la prescrizione quinquennale si applica a sanzioni e interessi tributari. La Corte ha chiarito che queste voci, pur accedendo a un debito principale, acquisiscono un'autonomia propria e sono soggette a un termine di prescrizione più breve rispetto a quello ordinario decennale, cassando la decisione del giudice di merito che aveva erroneamente disatteso questa eccezione.
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Prescrizione debiti tributari: 5 o 10 anni?
Un contribuente ha contestato una richiesta di pagamento per debiti tributari risalenti, eccependo l'avvenuta prescrizione. La Corte di Cassazione ha chiarito le regole sulla prescrizione debiti tributari, stabilendo un termine di dieci anni per le imposte erariali (IRPEF, IVA) e un termine più breve di cinque anni per sanzioni, interessi e specifici contributi. La Corte ha cassato la precedente sentenza, rinviando il caso per una nuova valutazione basata sulla corretta applicazione dei diversi termini di prescrizione.
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Notificazione PEC: validità e motivazione sentenza
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, lamentando la mancata notifica degli atti presupposti e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notificazione PEC è valida anche se proviene da un indirizzo non presente nei pubblici elenchi, a condizione che non venga leso il diritto di difesa del destinatario. La Corte ha inoltre confermato che la motivazione 'per relationem' di una sentenza è legittima se non è acritica e ha ribadito che ai crediti erariali si applica la prescrizione ordinaria decennale.
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Intimazione di pagamento: quando è impugnabile?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31957/2024, ha stabilito che l'intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile per vizi propri e per la prescrizione maturata dopo la notifica della cartella esattoriale. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato un'intimazione per IRPEF, lamentando sia la prescrizione del credito sia vizi procedurali dell'atto. Le corti di merito avevano rigettato il ricorso, ritenendo che tali contestazioni andassero sollevate contro la cartella originaria. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice di secondo grado ha errato per omessa pronuncia, non esaminando le specifiche doglianze relative all'intimazione, che costituisce un atto distinto e separatamente contestabile.
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Intimazione di pagamento: quando è impugnabile?
Una contribuente ha ricevuto un'intimazione di pagamento e l'ha impugnata per mancata notifica della cartella, prescrizione e vizi formali propri dell'atto. Dopo la reiezione nei primi due gradi, la Cassazione ha accolto il ricorso. La Corte ha stabilito che l'intimazione di pagamento è un atto autonomamente impugnabile per vizi propri, anche se la cartella presupposta non è stata contestata. Inoltre, la prescrizione maturata tra la notifica della cartella e l'intimazione è un valido motivo di ricorso. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Prescrizione crediti tributari: la Cassazione decide
Una contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per debiti fiscali risalenti agli anni '80, eccependo la prescrizione dei crediti tributari. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, la Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito. La Corte intende verificare la corretta riproposizione dell'eccezione di prescrizione in appello e valutare la questione della decadenza del potere di riscossione, non rilevata dal giudice precedente.
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Notifica cartella pagamento: Cassazione su prova e rito
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la prodromica cartella. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32808/2024, ha stabilito che la notifica della cartella di pagamento può essere provata con la semplice fotocopia dell'avviso di ricevimento, a meno che il contribuente non contesti in modo specifico e circostanziato la sua conformità all'originale. Tuttavia, ha accolto il ricorso sul punto del raddoppio del contributo unificato, ribadendo che tale sanzione non si applica ai processi tributari d'appello.
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Intimazione di pagamento: quando è legittima?
Un contribuente impugnava un'intimazione di pagamento relativa a un debito fiscale risalente al 1986. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, respingendo tutti i sei motivi presentati, tra cui vizi di notifica, prescrizione e illegittimità dell'agente della riscossione. La sentenza conferma che l'intimazione di pagamento è valida se fa riferimento alla cartella precedentemente notificata e che l'impugnazione sana eventuali vizi di notifica, consolidando la legittimità della pretesa erariale.
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Notifica cartella di pagamento: quando impugnare
Un contribuente ha ricevuto un pignoramento presso terzi senza una precedente notifica della cartella di pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che il pignoramento stesso costituisce l'atto da impugnare immediatamente. Se il contribuente non agisce entro i termini di legge dalla ricezione del pignoramento, perde il diritto di contestare la mancata notifica della cartella di pagamento in un momento successivo, consolidando di fatto la pretesa del Fisco.
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Prescrizione crediti erariali: la Cassazione decide
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento basandosi sulla prescrizione quinquennale dei crediti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34398/2024, ha ribaltato la decisione del giudice di merito, affermando che la prescrizione crediti erariali, come IRPEF e IVA, è decennale. La Corte ha chiarito che tali tributi, pur essendo annuali, costituiscono obbligazioni autonome e non pagamenti periodici, escludendo così l'applicazione del termine breve. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Confisca e debiti tributari: quando è tardi per agire
Una società, a seguito di confisca antimafia dei propri beni, sosteneva l'estinzione dei suoi debiti tributari. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, non per il merito della questione sulla confisca e debiti tributari, ma per un vizio procedurale: la società aveva impugnato un'intimazione di pagamento sollevando questioni che andavano fatte valere contro le cartelle di pagamento originarie, ormai definitive perché mai contestate nei termini di legge.
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Sospensione prescrizione tributaria e sanatoria fiscale
Un contribuente contesta un'intimazione di pagamento per prescrizione di sanzioni e interessi. La Cassazione, riformando la decisione di merito, chiarisce che la sospensione prescrizione tributaria prevista da una legge di definizione agevolata (L. 147/2013) si applica a tutti i ruoli affidati in riscossione fino al 31 ottobre 2013. Di conseguenza, il termine non era decorso e il ricorso del contribuente viene rigettato.
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Sospensione giudizio tributario per rottamazione
Un contribuente, in causa con l'Agente della Riscossione per la prescrizione di alcune cartelle esattoriali, ha richiesto la sospensione del giudizio tributario pendente in Cassazione a seguito dell'adesione alla "Rottamazione-quater". La Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, concedendo alle parti 60 giorni per fornire la documentazione completa che attesti il regolare pagamento delle rate del piano di definizione agevolata, ritenendo insufficiente la prova di un unico versamento.
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