La Corte di Cassazione ha stabilito che la denuncia di omissione contributiva da parte di un lavoratore, se presentata dopo la scadenza del termine di prescrizione di cinque anni, non è idonea a estendere tale termine a dieci anni. L'ente previdenziale aveva impugnato la decisione della Corte d'Appello che lo condannava a regolarizzare i contributi per un periodo lavorativo dal 2004, a seguito di una denuncia del lavoratore del 2011. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, affermando che un diritto già prescritto non può essere "resuscitato" da una denuncia tardiva, cassando la sentenza precedente e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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