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Intimato — Anno 2025

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301 provvedimenti applicano questo termine

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Provvedimenti

Estinzione giudizio Cassazione: il caso del silenzio
Un decreto della Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio di Cassazione. La decisione segue il silenzio del ricorrente, che non ha chiesto una decisione entro 40 giorni dalla proposta di definizione del giudizio, portando alla rinuncia tacita del ricorso.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso in cui la parte ricorrente non ha dato seguito alla proposta di definizione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. La Corte ha stabilito che tale inerzia equivale a una rinuncia al ricorso, comportando la chiusura definitiva del procedimento senza una decisione nel merito, in applicazione dell'art. 380-bis del codice di procedura civile.
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Esperto stimatore: no contraddittorio nelle perizie
Un debitore ha impugnato una procedura esecutiva immobiliare sostenendo la nullità della perizia, poiché l'esperto stimatore non lo aveva informato dell'ispezione. La Corte di Cassazione, pur dichiarando il ricorso inammissibile, ha enunciato un importante principio di diritto: il ruolo dell'esperto stimatore è diverso da quello del CTU. Le sue operazioni non richiedono il contraddittorio con le parti, le quali possono presentare osservazioni solo dopo il deposito della relazione finale.
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Estinzione giudizio: silenzio dopo proposta definizione
Un ente previdenziale propone ricorso in Cassazione contro il fallimento di una società. La Corte avanza una proposta di definizione accelerata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. L'ente non risponde entro il termine di 40 giorni, determinando così l'estinzione del giudizio per presunta rinuncia al ricorso.
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Competenza giudice fallimentare: lavoratore e azienda
Un lavoratore ha agito in giudizio contro il suo datore di lavoro, un ente in liquidazione coatta amministrativa, per ottenere un risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice fallimentare prevale per le richieste di natura puramente economica, come i crediti da lavoro o i risarcimenti. Tali pretese devono essere fatte valere attraverso la procedura di insinuazione al passivo e non davanti al giudice del lavoro, a cui restano le sole questioni relative allo 'status' del lavoratore (es. illegittimità del licenziamento).
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una società in liquidazione ha impugnato una sentenza della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione, dopo aver formulato una proposta di definizione del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione si basa sulla mancata richiesta di trattazione da parte della società ricorrente entro il termine di quaranta giorni, un'inerzia che la legge interpreta come una rinuncia al ricorso stesso.
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Estinzione ricorso per silenzio: la decisione della Corte
Una società ha impugnato una sentenza tributaria in Cassazione. La Corte, dopo aver formulato una proposta di definizione, dichiara l'estinzione del ricorso per silenzio, poiché la ricorrente non ha chiesto una decisione entro 40 giorni, configurando una rinuncia tacita come previsto dalla procedura.
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Compensazione spese legali: l’obbligo di motivazione
Una contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate, ma il giudice d'appello decide per la compensazione spese legali senza fornire alcuna giustificazione. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della contribuente, stabilendo che la decisione di compensare le spese deve sempre essere supportata da una motivazione esplicita basata su 'gravi ed eccezionali ragioni'. In assenza di motivazione, si applica il principio generale per cui la parte soccombente paga le spese legali della parte vittoriosa.
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Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
Un soggetto, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello, ha deciso di procedere con la rinuncia al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, preso atto della conformità dell'atto di rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa alcuna pronuncia sulle spese legali, poiché le controparti non si erano costituite nel procedimento.
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Licenziamento illegittimo: la contestazione è cruciale
Un'azienda ha licenziato un dipendente per assenza ingiustificata. I tribunali hanno dichiarato il licenziamento illegittimo perché l'azienda non aveva seguito la procedura corretta, omettendo la contestazione formale dell'addebito. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso dell'azienda per vizi procedurali e ribadendo l'importanza fondamentale della garanzia difensiva del lavoratore.
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Responsabilità amministratori: obblighi e doveri
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità amministratori per la mancata dichiarazione di una causa di scioglimento della società. In un caso riguardante un'impresa edile creditrice verso una società cliente con capitale azzerato, la Corte ha stabilito un principio fondamentale: la responsabilità non è automatica per chi subentra nella carica. È necessario accertare il nesso causale tra la condotta omissiva di ciascun singolo amministratore e il danno subito dal terzo. La semplice pubblicazione di un bilancio in perdita non esonera gli amministratori dai loro specifici obblighi di accertamento e pubblicità della causa di scioglimento.
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Litisconsorzio necessario: rinvio per causa connessa
L'Agenzia delle Entrate ricorre contro un socio di una società di persone per un accertamento IRPEF. La Cassazione rileva la pendenza di un ricorso analogo contro un altro socio e, ravvisando un caso di litisconsorzio necessario, ordina il rinvio della causa per una trattazione congiunta, al fine di garantire una decisione unitaria.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: le conseguenze
Il caso analizza le conseguenze della rinuncia al ricorso presentato presso la Corte di Cassazione. A seguito della rinuncia volontaria da parte del ricorrente, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea che, data la mancata costituzione in giudizio delle controparti, non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali. La pronuncia si basa sui requisiti previsti dagli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio per inerzia: il caso Cassazione
Un decreto della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze dell'inerzia della parte ricorrente. A seguito di una proposta di definizione agevolata del giudizio ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., il mancato riscontro entro quaranta giorni ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte ha interpretato il silenzio come una rinuncia tacita al ricorso, procedendo alla declaratoria di estinzione senza statuire sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Contributi spettacolo: quando il ricorso è inammissibile
Un'associazione culturale si oppone a una richiesta di pagamento di contributi per lavoratori dello spettacolo, invocando una specifica esenzione legale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il presupposto di fatto per l'esenzione (la preesistente copertura assicurativa dei lavoratori) non era mai stato allegato né provato nei gradi di merito. La decisione sottolinea l'impossibilità di introdurre nuove questioni di fatto nel giudizio di legittimità.
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Estinzione ricorso Cassazione: il silenzio che vale
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del ricorso presentato da un cittadino contro un ente previdenziale. La decisione si basa sulla mancata richiesta di una decisione da parte del ricorrente entro il termine di 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione del giudizio, ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Tale silenzio viene interpretato dalla legge come una rinuncia all'impugnazione, portando alla chiusura anticipata del processo.
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Sentenza penale nel processo tributario: le novità
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato una sentenza della Corte di Giustizia Tributaria che aveva annullato un avviso di accertamento, valorizzando una precedente assoluzione penale del contribuente. La Corte di Cassazione, rilevando l'esistenza di contrasti giurisprudenziali e l'entrata in vigore di nuove norme sull'efficacia della sentenza penale nel processo tributario, ha sospeso il giudizio e ha rimesso la questione alle Sezioni Unite per una pronuncia definitiva.
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Reverse charge oro: onere della prova sul contribuente
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22483/2025, ha stabilito un principio fondamentale in materia di IVA sulla cessione di oro usato. Nel caso di applicazione del meccanismo del reverse charge oro, spetta al contribuente che ne beneficia dimostrare la sussistenza di tutti i requisiti di legge. La Corte ha chiarito che una semplice dichiarazione sostitutiva dell'acquirente non è sufficiente a provare la destinazione del bene alla trasformazione industriale, ribaltando una precedente decisione che aveva erroneamente posto l'onere della prova a carico dell'Amministrazione Finanziaria.
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Estinzione processo: rinuncia al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo a seguito della rinuncia formale dell'appellante. La controparte, un ente previdenziale, non si era costituita in giudizio. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli del codice di procedura civile che regolano la rinuncia, portando alla chiusura del procedimento senza una sentenza di merito.
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Estinzione giudizio per rinuncia: le regole della Cassazione
Una parte ricorrente in Cassazione ha presentato una formale rinuncia al ricorso avverso una sentenza della Corte d'Appello. La Suprema Corte, verificata la conformità della rinuncia ai requisiti di legge (artt. 390 e 391 c.p.c.), ha dichiarato l'estinzione del giudizio con decreto. Poiché le controparti non si erano costituite in giudizio, non è stata emessa alcuna statuizione sulle spese legali.
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