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Intimati

68 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Le parti di un processo che, pur avendo ricevuto la notifica dell'atto di impugnazione, scelgono di non costituirsi in giudizio per difendersi attivamente.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Errore materiale: Avvocato ottiene distrazione spese contro l’Agenzia
Un Contribuente ha presentato ricorso per la correzione di un errore materiale in una precedente ordinanza della Corte di Cassazione. L'ordinanza aveva rigettato un ricorso dell'Agenzia delle Entrate e condannato quest'ultima al pagamento delle spese legali, ma aveva omesso di disporre la "distrazione delle spese" a favore dell'Avvocato del Contribuente, che si era dichiarato antistatario. La Corte ha accolto il ricorso, riconoscendo l'errore materiale. Ha ordinato di integrare la precedente ordinanza, aggiungendo la clausola per la distrazione delle spese a favore dell'Avvocato.
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Docente rinuncia al ricorso: Ricostruzione carriera bloccata in Cassazione
Una docente ha chiesto il riconoscimento del servizio pre-ruolo per la ricostruzione carriera docente a fini giuridici ed economici. Il Tribunale aveva accolto la sua domanda, ma la Corte d'Appello ha respinto il ricorso. La docente ha quindi presentato ricorso in Cassazione contro il Ministero dell'Istruzione. Tuttavia, prima che la Corte si pronunciasse nel merito, la ricorrente ha rinunciato al proprio ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio, senza affrontare la questione principale. Questo significa che la sentenza della Corte d'Appello è diventata definitiva.
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Opposizione a Decreto di Espulsione: La Cassazione rinvia per trattazione congiunta
Un cittadino straniero ha presentato un'opposizione a decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Catania, successivamente rigettata dal Giudice di Pace. Il cittadino ha poi proposto ricorso per cassazione contro tale decisione. Esisteva anche un ricorso separato contro la convalida delle misure accessorie all'espulsione (consegna passaporto, obbligo di firma). La Corte di Cassazione, riconoscendo la stretta connessione tra i due ricorsi, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa in esame. Questo permetterà una trattazione congiunta dei due procedimenti, garantendo una valutazione complessiva delle questioni legate all'opposizione a decreto di espulsione.
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Nullità Notifica Ricorso: Cassazione Ordina Rinnovo per Vizio
La Corte di Cassazione ha esaminato un ricorso riguardante il possesso di un bene. Ha rilevato una grave irregolarità nella notifica dell'atto di ricorso a uno degli intimati. La notifica era stata effettuata a un portiere presso un indirizzo non corrispondente al domicilio eletto del destinatario. La Corte ha dichiarato la nullità notifica ricorso e ha ordinato ai ricorrenti di rinnovare la notifica entro un termine stabilito, per garantire la corretta instaurazione del contraddittorio.
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Riunione delle impugnazioni: la Cassazione unifica i ricorsi
Gli eredi di un soggetto hanno impugnato una sentenza della Corte di Cassazione proponendo due ricorsi separati contro le medesime controparti. La Suprema Corte, rilevando che i due ricorsi riguardavano la stessa identica sentenza, ha disposto la riunione delle impugnazioni ai sensi dell'articolo 335 del codice di procedura civile. Questa decisione permette di trattare e decidere congiuntamente le due impugnazioni, evitando contrasti di giudicato e garantendo l'economia processuale. I ricorrenti ottengono così la trattazione unificata delle loro istanze.
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Scuola contro docenti: sì all’equiparazione retributiva
Alcuni dipendenti della Scuola per l'Europa di Parma hanno richiesto il pagamento delle differenze salariali, rivendicando il diritto a ricevere uno stipendio pari a quello del personale delle Scuole Europee di tipo I. L'istituto scolastico aveva invece applicato il contratto collettivo nazionale e, successivamente, operato una decurtazione del venticinque per cento decisa dal proprio Consiglio di amministrazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della scuola, confermando che la legge speciale prevede una precisa equiparazione retributiva per questo personale, indipendentemente dal superamento di procedure concorsuali interne. I giudici hanno stabilito che l'istituto non ha dimostrato la legittimità della riduzione dello stipendio, confermando così il diritto dei lavoratori a percepire le somme arretrate.
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Revocatoria ordinaria: Ricorso ritirato, il caso si estingue
Il caso riguarda un'azione di revocatoria ordinaria giunta alla Corte di Cassazione. I Ricorrenti avevano presentato un ricorso contro una precedente sentenza della Corte d'Appello. Tuttavia, hanno scelto di rinunciare al loro ricorso. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato il giudizio estinto per rinuncia, senza disporre sulle spese legali, poiché le parti Intimate non si sono costituite in giudizio. Questo significa che il caso si è chiuso senza una decisione nel merito, a causa della volontà dei Ricorrenti di non proseguire l'azione di revocatoria ordinaria.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio relativo a una causa di simulazione a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. Poiché le parti intimate non hanno svolto attività difensiva nel giudizio di legittimità, la Corte, applicando l'art. 391 c.p.c., ha stabilito di non dover provvedere alla liquidazione delle spese legali.
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Tempo tuta: conciliazione e fine del giudizio
Una fondazione datrice di lavoro ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa alla retribuibilità del **tempo tuta** per alcuni dipendenti. Prima della decisione di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo tramite conciliazione sindacale. La ricorrente ha quindi depositato atto di rinuncia al ricorso, portando la Suprema Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio senza procedere all'esame del merito.
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Tempo tuta: estinzione del giudizio in Cassazione
Una fondazione datrice di lavoro aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello riguardante la retribuibilità del tempo tuta per alcuni dipendenti. Prima che la Suprema Corte potesse esprimersi nel merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo tramite conciliazione sindacale. A seguito di tale accordo, la parte ricorrente ha depositato un atto di rinunzia formale. La Corte di Cassazione ha dunque preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia legale.
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Rinuncia agli atti: estinzione del giudizio civile
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della formale rinuncia agli atti presentata dai ricorrenti. La decisione, basata sulla volontà delle parti di non proseguire la lite, ha comportato la chiusura del procedimento senza una valutazione del merito. Poiché le parti intimate non hanno svolto alcuna attività difensiva nel corso del giudizio di legittimità, la Corte non ha emesso alcuna statuizione relativa alla rifusione delle spese processuali, applicando rigorosamente le norme del codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalla parte ricorrente. La controversia, nata per una violazione delle distanze tra costruzioni, si conclude senza una decisione nel merito in questa fase, a causa dell'atto abdicativo della parte che aveva promosso l'impugnazione. La Corte, inoltre, non dispone sulle spese legali data l'assenza di attività difensiva della controparte dopo la rinuncia.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un'azienda sanitaria, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a risarcire i propri dirigenti medici, ha deciso di effettuare una rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della regolarità della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Non è stata emessa una condanna alle spese poiché le controparti non si erano costituite nel processo.
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Inammissibilità ricorso: notifica e prova in Cassazione
Un ricorso dell'Agenzia delle Entrate è dichiarato in parte estinto per definizione agevolata e in parte inammissibile. La Cassazione ha stabilito l'inammissibilità ricorso per il mancato deposito della prova di notifica (avviso di ricevimento), confermando un principio procedurale fondamentale.
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Responsabilità soci società estinta: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un avviso di accertamento fiscale a una società già estinta è valida se effettuata nei confronti degli ex soci. Questi ultimi subentrano nei debiti sociali, inclusi quelli tributari, a seguito di un fenomeno successorio. La sentenza analizza la questione della responsabilità soci società estinta, affermando che la cancellazione dal registro delle imprese non estingue le obbligazioni. Pertanto, l'atto impositivo notificato agli ex soci, quali successori, è legittimo, e la causa viene rinviata per un esame del merito.
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Comunione legale accessione: di chi è la casa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10727/2024, ha stabilito un principio fondamentale in tema di comunione legale e accessione. Il caso riguardava un immobile costruito, durante il matrimonio, su un terreno di proprietà esclusiva di un coniuge, in quanto da lui ereditato. La Corte ha chiarito che il principio di accessione (art. 934 c.c.) prevale sulle norme della comunione legale. Di conseguenza, l'edificio diventa di proprietà esclusiva del coniuge titolare del suolo. Al coniuge non proprietario, che abbia contribuito economicamente alla costruzione, spetta unicamente un diritto di credito, ossia il diritto al rimborso delle somme versate.
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Data certa: quando un accordo estingue il debito?
Una società dichiarata fallita impugna la decisione, sostenendo che il debito del creditore istante era stato estinto tramite un accordo privato. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché l'accordo non possiede una data certa anteriore alla dichiarazione di fallimento, requisito indispensabile per provare l'avvenuta estinzione del debito nei confronti dei terzi e della massa dei creditori.
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Rinuncia al ricorso: no al contributo unificato doppio
Una società finanziaria, dopo aver perso in appello in una causa relativa a garanzie fideiussorie, ha presentato ricorso in Cassazione per poi rinunciarvi. La Suprema Corte ha dichiarato estinto il giudizio, chiarendo un principio fondamentale: in caso di rinuncia al ricorso, non si applica l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, poiché tale misura ha carattere sanzionatorio e si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Rinotifica ricorso: quando è possibile in Cassazione
Una società appaltatrice, dopo aver perso in appello una causa relativa a un contratto, ricorre in Cassazione. La notifica del ricorso a due resistenti fallisce per irreperibilità. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, concede un termine di 60 giorni per la rinotifica del ricorso, poiché il fallimento della notifica non è risultato imputabile alla società ricorrente, e rinvia la causa a nuovo ruolo.
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Responsabilità banca: fiducia al dipendente infedele
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento danni avanzata da un correntista contro un istituto di credito. La Corte ha escluso la responsabilità della banca per non aver segnalato operazioni anomale, poiché il cliente aveva concesso al proprio dipendente, autore delle frodi, una fiducia talmente ampia e una libertà operativa tale da rendere le operazioni stesse non qualificabili come sospette agli occhi della banca.
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