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357 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Estinzione del giudizio per inerzia del ricorrente
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito dell'inerzia del ricorrente. Dopo aver ricevuto la proposta di definizione del caso, la parte non ha richiesto la decisione del ricorso entro il termine di 40 giorni, configurando così una rinuncia tacita all'impugnazione secondo l'art. 380-bis c.p.c.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un contribuente. La rinuncia è avvenuta dopo che il ricorrente ha aderito alla definizione agevolata per la rottamazione dei carichi, un meccanismo che permette di saldare i debiti fiscali. La decisione sottolinea come l'adesione a tali sanatorie comporti la cessazione del contenzioso in corso. In questo caso specifico, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali.
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Rimborso spese di accesso: tassabile per la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il cosiddetto 'rimborso spese di accesso', corrisposto a un medico ambulatoriale convenzionato per gli spostamenti verso una sede di lavoro in un Comune diverso da quello di residenza, costituisce reddito da lavoro dipendente e, pertanto, è interamente soggetto a tassazione IRPEF. La Suprema Corte ha riformato la decisione dei giudici di merito, accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate e rigettando la richiesta di rimborso della contribuente. La decisione si fonda sul principio di onnicomprensività del reddito, chiarendo che tale indennità non rientra nelle ipotesi di rimborsi spese esenti, come quelli per le trasferte.
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Ricorso rinunciato: quando il silenzio vale rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un procedimento a seguito del silenzio della parte ricorrente. Dopo aver ricevuto una proposta di definizione del giudizio, la parte non ha chiesto la decisione del ricorso entro il termine di quaranta giorni. Tale inerzia, secondo l'art. 380-bis c.p.c., equivale a un ricorso rinunciato, determinando la chiusura del caso senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il giudizio
Un privato cittadino, dopo aver proposto ricorso per Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che lo vedeva contrapposto a una compagnia assicuratrice, ha presentato una formale dichiarazione di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, preso atto della rinuncia e del fatto che la compagnia non si era costituita in giudizio, ha dichiarato l'estinzione del processo senza disporre nulla in merito alle spese legali.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di una società. Il decreto chiarisce che, in assenza di attività difensiva della controparte, non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, regolarmente accettata dalla controricorrente. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile, stabilendo che non vi è luogo a provvedere sulle spese processuali.
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Cambio mansioni: quando è legittimo? Analisi Cassazione
Una lavoratrice, trasferita da mansioni di centralinista a quelle di cuoca, ha contestato la decisione. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del cambio mansioni, ritenendolo conforme alla nuova formulazione dell'art. 2103 c.c. che permette l'adibizione a compiti riconducibili allo stesso livello e categoria legale, senza dequalificazione. Il ricorso è stato respinto per motivi procedurali, consolidando i limiti del potere del datore di lavoro.
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Regime del margine: esclusi i costi di vendita
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19725/2025, ha chiarito l'applicazione del regime del margine IVA. Una società aveva incluso i costi di vendita nel calcolo della base imponibile, riducendola. L'Amministrazione Finanziaria ha contestato tale operato. La Corte ha dato ragione al Fisco, stabilendo che solo le spese accessorie all'acquisto e quelle di riparazione possono essere computate. I costi relativi alla vendita sono esclusi e seguono il regime IVA ordinario. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della mancata risposta della parte ricorrente alla proposta di definizione formulata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c. Il silenzio protratto oltre il termine di quaranta giorni viene interpretato dalla legge come una rinuncia tacita al ricorso, comportando la chiusura del procedimento senza una decisione nel merito.
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Trattazione congiunta ricorsi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, in un caso relativo a sanzioni tributarie, ha emesso un'ordinanza interlocutoria disponendo la trattazione congiunta di ricorsi connessi. La Corte ha rilevato la pendenza di un altro ricorso relativo alla stessa vicenda societaria e ha rinviato la causa a nuovo ruolo per una decisione unica, al fine di evitare giudicati contrastanti e per ragioni di economia processuale, in applicazione dell'art. 274 c.p.c.
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Onere della prova: chi deve dimostrare la riduzione?
Una società ha richiesto una riduzione sulla tassa rifiuti (TARSU) sostenendo che il proprio stabilimento fosse lontano dai punti di raccolta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova spetta interamente al contribuente. Non avendo fornito prove concrete a sostegno della sua richiesta, come planimetrie o documentazione, il ricorso della società è stato respinto, confermando che chi chiede un'agevolazione fiscale deve dimostrarne i presupposti.
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Rinuncia al ricorso in Cassazione: estinzione
Un decreto della Corte di Cassazione analizza gli effetti della rinuncia al ricorso, dichiarando l'estinzione del giudizio. Il caso chiarisce che se la parte avversa non si difende, non vi è condanna alle spese. La decisione si fonda sull'applicazione degli articoli 390 e 391 del codice di procedura civile.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio tributario a seguito della rinuncia al ricorso presentata dall'Ente Fiscale. Il decreto chiarisce che, data la rinuncia, non si procede a una decisione sulle spese legali. La decisione si fonda sull'istituto processuale che prevede la chiusura del processo per rinuncia agli atti da parte dell'appellante.
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Produttori assicurativi: l’obbligo di iscrizione INPS
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33128/2019, ha stabilito che i produttori assicurativi con un rapporto diretto con la compagnia non sono automaticamente obbligati all'iscrizione nella Gestione Commercianti. L'obbligo riguarda solo coloro che operano tramite agenzie o sub-agenzie. Per i produttori diretti, l'inquadramento previdenziale dipende dalla natura, imprenditoriale o di collaborazione personale, della loro attività, che determina l'iscrizione alla Gestione Commercianti ordinaria o alla Gestione Separata.
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Obbligo di motivazione per riclassamento catastale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33846/2019, ha stabilito un importante principio in materia di riclassamento catastale. L'Agenzia delle Entrate aveva impugnato una sentenza che annullava un avviso di riclassamento basato su una revisione generalizzata di una microzona comunale. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'obbligo di motivazione non può ritenersi soddisfatto con il mero riferimento allo scostamento statistico tra valori di mercato e valori catastali. È necessario, invece, che l'atto impositivo indichi in modo specifico e puntuale gli elementi concreti (come qualità del contesto urbano, caratteristiche dell'edificio, etc.) che hanno inciso sul nuovo classamento della singola unità immobiliare, al fine di garantire la piena trasparenza e il diritto di difesa del contribuente.
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Termine lungo impugnazione: quando scade?
Un Comune ha impugnato una sentenza tributaria sfavorevole dinanzi alla Corte di Cassazione. L'appello sembrava tardivo, essendo stato notificato oltre il cosiddetto 'termine lungo impugnazione' di sei mesi dalla pubblicazione della sentenza. Tuttavia, il Comune ha sostenuto di non aver mai ricevuto una corretta notifica dell'atto di appello nel grado precedente. La Cassazione, prima di dichiarare l'inammissibilità, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per acquisire il fascicolo di merito e verificare la regolarità delle notifiche, sospendendo di fatto la decisione.
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