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Intestazione

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45 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Errore materiale della Cassazione: Cittadino ottiene la correzione
Un Cittadino si accorge di un'imprecisione in un'ordinanza della Corte di Cassazione. Il documento indicava che il ricorso era contro una sentenza della Corte d'Appello di Roma, mentre in realtà si trattava della Corte d'Appello de L'Aquila. Il Cittadino ha quindi presentato un'istanza di **correzione errore materiale**. La Cassazione ha riconosciuto l'evidente svista, basandosi sugli atti di causa, e ha accolto la richiesta. Ha ordinato di modificare il testo dell'ordinanza, sostituendo il nome della Corte errata con quella corretta. La vicenda stabilisce che gli errori formali palesi devono essere corretti per garantire l'esattezza degli atti giudiziari, senza modificare la sostanza della decisione.
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Errore materiale: Cassazione corregge data di nascita sbagliata
La Corte di Cassazione interviene per la correzione di un errore materiale in una sua precedente ordinanza. Un Pubblico Ministero aveva segnalato che la data di nascita di un imputato era stata trascritta in modo errato. I Giudici, verificata la documentazione, hanno confermato lo sbaglio. Hanno quindi disposto la rettifica del dato anagrafico con una procedura semplificata, senza necessità di un nuovo dibattimento. La decisione sottolinea come il sistema giudiziario preveda strumenti rapidi per garantire l'accuratezza formale degli atti, elemento essenziale per la certezza del diritto.
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Nome sbagliato in sentenza: la Cassazione ordina la correzione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di errore materiale in una precedente sentenza a causa di un nome di battesimo errato. Un soggetto era stato identificato con il nome 'Elio', mentre il suo nome corretto era 'Vincenzo'. Rilevata la svista, la Corte ha ordinato la modifica dell'intestazione del provvedimento per ripristinare la corretta identità della parte. Questa procedura non altera la sostanza della decisione originale, ma garantisce la precisione formale dell'atto giudiziario, un principio fondamentale per la certezza del diritto.
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Correzione Errore Materiale: Cassazione corregge sé stessa
Una società ha richiesto la correzione di un errore materiale in una sentenza della Corte di Cassazione. La Corte aveva omesso di indicare, sia nell'intestazione che nel dispositivo, il nome di una persona fisica che aveva agito in giudizio sia in proprio sia come legale rappresentante di una cooperativa. La Cassazione ha accolto la richiesta, riconoscendo la svista. Ha quindi ordinato di modificare la sentenza originale, inserendo il nome della parte mancante e accordando correttamente al plurale i verbi e i riferimenti. La decisione finale dimostra come la procedura di correzione errore materiale serva a sanare sviste formali senza alterare la sostanza della decisione.
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Errore materiale: Cassazione corregge nome società in sentenza
Una società ha richiesto alla Corte di Cassazione la correzione di un errore nel proprio nome, erroneamente trascritto in una precedente ordinanza. La Corte ha accolto la richiesta, disponendo la correzione di errore materiale. Il principio sancito è che le sviste puramente formali, come un refuso nel nome di una parte, devono essere corrette attraverso una procedura semplificata per garantire la precisione degli atti giudiziari, senza alterare la sostanza della decisione. La società ha quindi ottenuto la rettifica del documento ufficiale.
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Confisca allargata: i limiti del ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una terza interessata contro un provvedimento di confisca allargata. La ricorrente, pur essendo intestataria di alcuni beni, non ha fornito prove concrete della loro effettiva titolarità, limitandosi a contestazioni generiche. La Suprema Corte ha ribadito che il terzo può opporsi alla confisca solo per difendere la reale proprietà del bene e non per contestare i presupposti soggettivi riguardanti il condannato principale, come la pericolosità sociale o la sproporzione reddituale.
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Errore materiale: correzione dati in Cassazione.
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **errore materiale** relativo all'errata indicazione della data di nascita di una ricorrente in una precedente sentenza. Poiché l'identità fisica del soggetto era certa e l'inesattezza non modificava la sostanza del provvedimento, i giudici hanno disposto la correzione formale dei dati anagrafici nell'intestazione dell'atto, ordinando alla cancelleria le necessarie annotazioni di rito.
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Confisca di prevenzione: limiti al ricorso del terzo
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di titoli e denaro formalmente intestati a una figlia, ma ritenuti riconducibili ai genitori. I ricorrenti contestavano il nesso temporale tra l'acquisto dei beni e la manifestazione della pericolosità sociale, sostenendo che le risorse fossero di origine lecita. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, sottolineando che il terzo intestatario non può contestare i presupposti della misura applicata ai genitori e che, in sede di legittimità, non è possibile sindacare la logicità della motivazione, ma solo la sua eventuale assenza o natura meramente apparente.
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Confisca di prevenzione: i beni intestati ai familiari
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca di prevenzione applicata a un compendio immobiliare formalmente intestato alla figlia di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. I giudici hanno rilevato una netta sproporzione tra i redditi dichiarati dal nucleo familiare e gli investimenti effettuati, rigettando la tesi difensiva secondo cui l'acquisto fosse giustificato da proventi derivanti da evasione fiscale. La sentenza chiarisce che le indagini patrimoniali possono estendersi ai familiari anche se non più conviventi, qualora sussista il sospetto di un'intestazione fittizia volta a schermare la disponibilità effettiva dei beni da parte del proposto.
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Confisca di prevenzione: guida alla difesa
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di prevenzione di un immobile formalmente intestato alla figlia di un soggetto ritenuto socialmente pericoloso. La ricorrente non è riuscita a dimostrare la disponibilità di redditi leciti sufficienti per l'acquisto del bene, mentre è emerso che il padre esercitava un controllo diretto sull'immobile, detenendone le chiavi. La decisione ribadisce che il terzo interessato può contestare solo l'effettiva titolarità del bene e non la pericolosità sociale del proposto.
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Confisca di prevenzione: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca di prevenzione applicata a un patrimonio immobiliare fittiziamente intestato a familiari. Il ricorrente contestava la disparità dei termini processuali per l'impugnazione e l'assenza di sproporzione tra redditi e acquisti. La Suprema Corte ha ribadito che il legislatore gode di ampia discrezionalità nella fissazione dei termini e che la confisca è giustificata quando i beni sono acquisiti in periodi di pericolosità sociale qualificata, specialmente se i familiari intestatari risultano privi di capacità reddituale autonoma.
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Errore materiale: correzione dati in Cassazione
La Corte di Cassazione è intervenuta per sanare un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una propria precedente sentenza. Il vizio riguardava l'errata indicazione della data di nascita del ricorrente, riportata erroneamente come 17 luglio 1991 anziché 15 luglio 1991. Trattandosi di una mera svista documentale che non altera la sostanza del giudizio, la Corte ha disposto la correzione del dato anagrafico e ordinato alla Cancelleria di procedere con le annotazioni necessarie sugli originali dell'atto.
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Errore materiale: correzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale riscontrato nell'intestazione di una precedente ordinanza. L'errore consisteva nell'errata indicazione di un componente del collegio giudicante, riportando un magistrato diverso da quello effettivamente presente come risultante dai verbali di udienza. La Corte ha agito d'ufficio applicando la procedura semplificata prevista dal codice di rito per garantire la corrispondenza tra la realtà processuale e il documento formale.
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Correzione errore materiale: data di nascita errata
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha disposto la correzione errore materiale di un suo precedente provvedimento del 2016. L'errore consisteva nell'errata indicazione della data di nascita di un'imputata. La Corte ha applicato l'articolo 130 del codice di procedura penale per sostituire la data errata con quella corretta, ripristinando la precisione formale dell'atto giudiziario.
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Correzione errore materiale: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione accoglie un'istanza di correzione errore materiale per rettificare il nome di una parte in una precedente ordinanza. Il caso chiarisce che una svista sul nome di battesimo, verificabile dagli atti, costituisce un errore emendabile tramite l'apposita procedura, senza alterare la sostanza della decisione.
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Correzione errore materiale: il caso del nuovo difensore
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in una propria precedente ordinanza. L'errore consisteva nella mancata menzione di un nuovo avvocato nominato da una delle parti durante il giudizio. A causa di un ritardo tecnico del sistema informatico del tribunale, la procura del nuovo difensore era stata registrata solo dopo l'emissione della decisione. La Corte, agendo d'ufficio, ha rettificato l'intestazione del provvedimento per garantire la corretta rappresentazione della difesa, senza alterare la sostanza della decisione originale.
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Correzione errore materiale: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha ordinato la correzione di un errore materiale presente in una sua precedente ordinanza. L'errore riguardava l'indicazione errata della data e del luogo di nascita di un ricorrente. Su istanza del Procuratore, la Corte ha disposto la rettifica, sostituendo i dati sbagliati con quelli corretti per garantire la coerenza e la precisione dell'atto giudiziario.
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Errore materiale: la correzione di un’ordinanza
La Corte di Cassazione ha corretto d'ufficio un proprio precedente provvedimento per un errore materiale. L'ordinanza originale aveva erroneamente omesso di indicare, tra le parti ricorrenti, i soci di una società, menzionando solo quest'ultima. La Corte ha riscontrato l'evidente svista, definita lapsus calami, e ha disposto la modifica del testo per includere correttamente tutti i soggetti appellanti, ripristinando la corretta intestazione e formulazione del provvedimento.
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Errore materiale: correzione e avvocato antistatario
La Corte di Cassazione corregge un proprio precedente provvedimento a causa di un errore materiale. L'errore consisteva nell'aver indicato un avvocato cancellato dall'albo e nell'aver omesso di liquidare le spese in favore del difensore rimasto, dichiaratosi antistatario. La Corte ha accolto l'istanza di correzione, modificando l'intestazione e il dispositivo della precedente ordinanza per rispecchiare la corretta rappresentanza legale e il diritto del legale antistatario a ricevere direttamente il pagamento delle spese.
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Correzione errore materiale: quando è ordinanza?
La Corte di Cassazione ha disposto la correzione di un errore materiale in un proprio provvedimento. L'errore consisteva nell'aver qualificato il provvedimento come 'sentenza' anziché 'ordinanza' nella sua intestazione. La Corte ha accolto la richiesta di correzione, specificando che, essendo il procedimento stato trattato con rito de plano, la forma corretta del provvedimento è quella dell'ordinanza.
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