LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Internato

7 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Nell'ordinamento giudiziario italiano, si definisce internato la persona che, a seguito di un provvedimento giudiziario, viene trattenuta in strutture apposite per un periodo determinato (di regola prorogabile o rinnovabile) a titolo di misura di sicurezza, in quanto giudizialmente ritenuto pericoloso per la società.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Isolamento vs. Socialità: Cassazione tutela il Diritto degli Internati
Un internato ha chiesto di poter interagire con altri detenuti nella stessa struttura, invocando il suo diritto alla socialità degli internati. Il Magistrato di Sorveglianza ha accolto la sua richiesta, considerando il suo isolamento prolungato. L'Amministrazione Penitenziaria ha presentato ricorso, sostenendo il divieto di mescolare detenuti e internati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Amministrazione, confermando che la separazione non è assoluta e che i giudici di merito hanno correttamente valutato le "particolari circostanze" che giustificavano la deroga, tutelando il diritto alla socialità dell'internato.
Continua »
41-bis: Internato Contesta Regime, Cassazione Conferma Pericolosità
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ex detenuto, membro di spicco di un sodalizio criminale, sottoposto al regime detentivo 41-bis anche dopo aver scontato la pena, durante l'esecuzione di una misura di sicurezza. L'uomo contestava la proroga del 41-bis, sostenendo l'assenza di attuale pericolosità. La Corte ha ribadito che il regime detentivo 41-bis è applicabile agli internati, ma deve essere costituzionalmente conforme, garantendo attività lavorativa. Tuttavia, ha confermato la legittimità della proroga, basandosi sulla capacità dell'individuo di ripristinare i contatti criminali, data la sua storia e il ruolo di vertice.
Continua »
41-bis: Internato Contesta Regime Speciale, Cassazione Chiarisce
Un internato, sottoposto a una misura di sicurezza detentiva, ha contestato la proroga del suo regime detentivo speciale 41-bis. Il Tribunale di Sorveglianza aveva respinto il suo reclamo. La Corte di Cassazione, prima di decidere, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale sull'applicazione del 41-bis agli internati. La Corte Costituzionale ha chiarito che le restrizioni del regime detentivo speciale 41-bis devono essere proporzionate e compatibili con la finalità risocializzante, garantendo la possibilità di lavorare. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell'internato, confermando la proroga del regime detentivo speciale 41-bis, poiché l'attività lavorativa svolta dall'internato preservava la finalità risocializzante del trattamento.
Continua »
Competenza territoriale magistratura di sorveglianza: le regole
Un soggetto internato in una casa circondariale ha ricevuto la notifica di un ordine di carcerazione e ha richiesto l'accesso alle misure alternative alla detenzione. È nata una controversia sulla competenza territoriale magistratura di sorveglianza tra il Tribunale di Palermo (sede del pubblico ministero procedente) e il Tribunale di Messina (luogo di detenzione). La Corte di Cassazione ha stabilito che per i soggetti già internati o detenuti la competenza spetta al Tribunale del luogo in cui si trova l'istituto al momento della domanda. Il successivo trasferimento dell'internato in un'altra struttura non sposta la competenza già radicata. Il ricorso del condannato è stato rigettato.
Continua »
Regime carcerario 41-bis: negata la licenza all’internato
Un internato sottoposto al Regime carcerario 41-bis ha richiesto una licenza temporanea. Il Tribunale di sorveglianza ha dichiarato inammissibile la domanda, applicando il divieto assoluto previsto dalla legge per chi si trova in questo regime speciale. L'internato ha proposto ricorso in Cassazione, contestando la legittimità costituzionale della norma e lamentando la mancata valutazione della sua ridotta pericolosità dopo molti anni di detenzione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i benefici penitenziari non possono essere concessi a chi è sottoposto al regime differenziato, a meno che questo non sia stato preventivamente revocato o non prorogato. La Corte ha ribadito la piena compatibilità di tale limite con la Costituzione e con le norme europee, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Continua »
Regime 41-bis: stop a CD e lettori musicali
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego all'acquisto di CD musicali e lettori digitali per un soggetto sottoposto al **Regime 41-bis**. La decisione ribadisce che l'amministrazione penitenziaria può legittimamente vietare tali oggetti se non dispone delle risorse necessarie per garantire i controlli di sicurezza. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché il ricorrente non ha fornito prove di disparità di trattamento né ha confutato il rischio che tali supporti possano veicolare comunicazioni illecite con l'esterno.
Continua »
Proroga 41-bis: quando è legittima la decisione?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro la proroga del regime detentivo speciale 41-bis. La Corte ha stabilito che, ai fini della proroga 41-bis, il giudice deve compiere una valutazione complessiva della pericolosità attuale, basata su plurimi elementi come informative di polizia e precedenti giudiziari. Segnali positivi di condotta non sono sufficienti a superare la presunzione di pericolosità se persistono forti indizi di collegamenti attuali con l'organizzazione criminale di appartenenza.
Continua »