Due soggetti sono stati condannati per lo spaccio di stupefacenti (cocaina). La difesa ha contestato la competenza del Tribunale di Udine, sostenendo che lo scambio materiale fosse avvenuto a Padova. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi, stabilendo che la competenza territoriale per il reato di spaccio di stupefacenti si determina nel luogo in cui si perfeziona l'accordo telefonico, ossia dove l'acquirente proponente riceve l'accettazione del venditore (Udine). Inoltre, la Corte ha escluso la qualificazione di lieve entità del fatto, poiché i contatti tra soggetti residenti in province diverse dimostrano legami stabili e non occasionali, e ha confermato che anche l'intermediario risponde pienamente del reato.
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