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Interesse O Vantaggio

5 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Criteri fondamentali richiesti dal D.Lgs. 231/2001 per attribuire la responsabilità amministrativa a un ente. L'interesse è l'intenzione di beneficiare l'ente (valutato ex ante), mentre il vantaggio è il beneficio concreto ottenuto (valutato ex post).

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Gestione illecita rifiuti: condanne confermate, aziende a nuovo giudizio
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di gestione illecita dei rifiuti che ha coinvolto tre persone fisiche e due società. Il Tribunale aveva condannato gli imputati per aver stoccato rifiuti, inclusa lana di roccia, senza le dovute autorizzazioni. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi delle persone fisiche, confermando le loro condanne. Ha invece accolto i ricorsi delle due società. Per una società, mancava una motivazione chiara sull'interesse o vantaggio derivante dal reato, essenziale per la responsabilità amministrativa dell'ente. Per l'altra, la nomina del difensore da parte del legale rappresentante, anch'esso imputato, ha causato una nullità processuale. La sentenza è stata annullata con rinvio per le società, che dovranno affrontare un nuovo giudizio.
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Responsabilità amministrativa delle società e truffe sui fondi
Una società è stata condannata a una sanzione pecuniaria per la responsabilità amministrativa delle società derivante da truffe sugli aiuti pubblici commesse dai suoi amministratori. L'ente ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo l'incompetenza del giudice e la mancanza di un proprio beneficio, poiché gli amministratori avevano sottratto subito il denaro per fini personali. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno stabilito che la competenza territoriale non cambia se il reato principale si estingue in seguito. Inoltre, la società risponde dell'illecito se l'incasso dei finanziamenti è comunque transitato nei suoi conti, indipendentemente dalla successiva sottrazione personale dei dirigenti. La mancata adozione di un modello organizzativo preventivo conferma la colpa dell'ente, che deve pagare la sanzione, le spese e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso inammissibile 231: genericità e tardività
Una società condannata per responsabilità amministrativa ai sensi del D.Lgs. 231/2001 ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile 231, poiché un motivo era tardivo (non sollevato in appello) e l'altro generico (mera ripetizione di doglianze già respinte). La Corte conferma che il vantaggio per l'ente era un chiaro risparmio di spesa, validando la condanna.
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Responsabilità amministrativa ente: non è automatica
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per responsabilità amministrativa ente a carico di una società armatrice, il cui comandante aveva causato uno sversamento di idrocarburi in mare. La Corte ha stabilito che la responsabilità della società non può derivare automaticamente dal reato del dipendente, ma richiede una prova specifica che l'illecito sia stato commesso nell'interesse o a vantaggio dell'ente stesso, valutazione che il tribunale di merito aveva omesso.
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Responsabilità 231: quota a 103€ senza danno
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità 231 di una società unipersonale per reati ambientali, chiarendo che un'autorizzazione è inefficace se non vengono eseguiti i lavori prescritti. Pur confermando la colpevolezza, la Corte ha annullato la sanzione pecuniaria, rideterminando il valore di ogni quota a € 103,00, come previsto dalla legge in assenza di un danno ambientale accertato, correggendo l'errore del giudice di merito che l'aveva fissata a € 300,00.
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