Un risparmiatore ha richiesto il pagamento di maggiori interessi su alcuni buoni fruttiferi postali della serie O emessi nel 1982, basandosi sulle tabelle stampate sul retro dei titoli. L'ente postale ha invece applicato tassi inferiori, ridotti da un successivo decreto ministeriale del 1986. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del risparmiatore. I giudici hanno stabilito che i buoni fruttiferi postali sono strumenti del debito pubblico. Di conseguenza, le variazioni dei tassi di interesse disposte con decreto ministeriale prevalgono sulle condizioni originariamente stampate sul retro del buono, anche se peggiorative. Questo avviene tramite l'inserimento automatico di clausole previsto dalla legge, che supera l'accordo tra le parti per tutelare il risparmio pubblico.
Continua »