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Institutio Ex Re Certa

14 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Figura giuridica per cui l'attribuzione di beni determinati in un testamento non costituisce un semplice legato, ma una vera e propria istituzione di erede per una quota del patrimonio, quando risulta che il testatore intendeva assegnare quei beni come frazione dell'intera eredità.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Erede o Legatario? La Cassazione ridefinisce i ruoli nell’eredità
Un Testatore ha lasciato alla Moglie l'eredità e ai Nipoti una parte della casa di famiglia e una somma di denaro, specificando che l'attribuzione ai Nipoti non doveva superare il 40% del patrimonio totale. La Moglie ha chiesto il rimborso di spese sostenute, sostenendo che i Nipoti fossero eredi e non legatari. I giudici di merito hanno qualificato i Nipoti come legatari. La Cassazione ha cassato la sentenza d'appello, stabilendo che l'indicazione di una percentuale del patrimonio, anche se riferita a beni specifici (institutio ex re certa), può qualificare i beneficiari come eredi. La Corte d'Appello dovrà ora riesaminare il caso per determinare se i Nipoti siano da considerare Erede o Legatario.
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Falso in testamento olografo: l’inganno scoperto, condanne confermate
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso in testamento olografo nei confronti de Il Beneficiario e L'Acquirente. I due avevano presentato un testamento manoscritto falso, attribuendo a Il Beneficiario un immobile poi parzialmente acquistato da L'Acquirente. Il figlio del defunto aveva denunciato l'inganno. La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ribadendo che il reato si perfeziona con la pubblicazione dell'atto falso. Ha valorizzato l'interesse economico de L'Acquirente e la sua partecipazione attiva. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali.
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Revoca tacita del testamento: la nipote perde l’immobile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una nipote che rivendicava la nuda proprietà di un immobile basandosi su un primo testamento della nonna. La nonna aveva successivamente redatto un secondo testamento lasciando tutta la restante proprietà al figlio. I giudici hanno confermato la revoca tacita del testamento precedente per incompatibilità oggettiva tra le disposizioni. Infatti, l'attribuzione dell'intero patrimonio residuo al figlio tramite la formula dell'institutio ex re certa impedisce la sopravvivenza del precedente legato sulla nuda proprietà dell'immobile alla nipote. La Suprema Corte ha chiarito che il secondo testamento prevale sul primo quando le disposizioni non possono coesistere materialmente. Di conseguenza, la nipote perde la proprietà del bene, che rientra interamente nell'asse ereditario del padre defunto, a favore degli altri eredi legittimi.
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Legato in sostituzione di legittima: accettare vieta la riduzione
Il caso nasce dal testamento di una donna che lasciava al marito l'usufrutto della casa coniugale e altre liquidità con la clausola a saldo di ogni sua ragione sulla mia successione. Gli eredi del marito, ritenendo lesa la quota di legittima, chiedevano la riduzione delle disposizioni testamentarie. I giudici di merito hanno qualificato il lascito come legato in sostituzione di legittima, dichiarando gli eredi decaduti dall'azione di riduzione per non aver rinunciato ai beni ricevuti. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso. La Corte ha stabilito che l'espressione usata nel testamento dimostrava chiaramente l'intenzione di tacitare i diritti del coniuge tramite un legato in sostituzione di legittima, impedendo di agire in riduzione senza una preventiva e formale rinuncia ai beni assegnati. Gli eredi del marito perdono definitivamente la causa e devono pagare le spese processuali.
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Institutio ex re certa: quando l’eredità cancella il debito
Due sorelle ereditano la farmacia paterna. Una di esse aveva acceso un mutuo personale per ripianare i debiti dell'attività del padre. Dopo la morte del genitore, la sorella creditrice chiede all'altra il rimborso delle rate. I giudici di merito rigettano la domanda, ritenendo che la disposizione testamentaria della farmacia costituisse una institutio ex re certa. Di conseguenza, la sorella creditrice, diventando coerede, è subentrata pro quota anche nel debito paterno, determinando l'estinzione del credito per confusione per la sua quota del cinquanta percento, mentre l'altra metà era già stata rimborsata. La Cassazione conferma la decisione, respingendo il ricorso e condannando la ricorrente al pagamento delle spese di giudizio.
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Erede o Legatario? La Cassazione decide sulla qualificazione
Una disputa tra due fratelli sull'eredità della zia defunta porta la Cassazione a un'importante decisione sulla qualificazione erede o legatario. La zia aveva lasciato a un nipote specifici beni tramite testamento e una cospicua donazione di titoli in vita. L'altro fratello ha contestato, sostenendo che il beneficiario fosse solo un legatario e non un erede universale, e che la donazione fosse nulla. La Corte ha dato ragione a quest'ultimo, stabilendo che l'attribuzione di beni determinati non implica la nomina a erede se non emerge una chiara volontà in tal senso. La donazione è stata dichiarata nulla per difetto di forma, e i beni sono rientrati nell'asse da dividere.
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Beneficiari Polizza Vita: Eredi o Legatari? La Cassazione Decide
La Corte di Cassazione chiarisce chi sono i beneficiari polizza vita quando la clausola indica genericamente gli 'eredi testamentari'. Un uomo aveva lasciato ai figli la quasi totalità del suo patrimonio e alle sorelle solo 'i rimanenti contanti'. Le sorelle ritenevano di essere eredi testamentari della quota disponibile e quindi di aver diritto all'indennizzo assicurativo. La Corte ha stabilito che le sorelle erano semplici legatarie di un bene specifico (il denaro), mentre la qualifica di 'eredi testamentari' spettava unicamente ai figli, quali successori universali. Di conseguenza, il premio della polizza vita è stato attribuito ai figli, confermando che per individuare i beneficiari è decisiva la qualità di erede universale e non quella di semplice legatario.
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Erede o legatario: chi paga i debiti di lavoro del defunto?
Una collaboratrice domestica ha citato in giudizio la beneficiaria di un testamento per ottenere il pagamento di differenze retributive e TFR maturati alle dipendenze della defunta datrice di lavoro. La questione centrale riguarda la distinzione tra erede e legatario. Mentre il Tribunale aveva riconosciuto la qualità di erede in capo alla convenuta a causa della cospicuità dei beni ricevuti, come titoli e conti correnti, la Corte d'Appello ha ribaltato la decisione. La Cassazione ha confermato che l'uso del termine 'lego' e la ripartizione di beni specifici configurano un legato e non un'istituzione di erede. Di conseguenza, la beneficiaria non è tenuta a pagare i debiti della defunta, mancando la legittimazione passiva necessaria per rispondere delle pretese lavoristiche.
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Institutio ex re certa: quando si è erede e non legatario
Un creditore ha agito per il recupero di un mutuo nei confronti degli eredi del debitore. Una beneficiaria del testamento ha sostenuto di essere legataria e non erede per non rispondere dei debiti. La Cassazione ha stabilito che l'assegnazione dei proventi della vendita di un bene che costituisce l'intero patrimonio configura una 'institutio ex re certa', rendendo il beneficiario un erede tenuto al pagamento dei debiti.
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Institutio ex re certa: quando un bene è eredità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 15387/2024, ha stabilito che l'assegnazione di un singolo bene, se rappresenta la quasi totalità del patrimonio del defunto, configura una 'institutio ex re certa', rendendo il beneficiario un erede universale e non un semplice legatario. Di conseguenza, i creditori dell'erede possono contestare la sua rinuncia all'eredità per soddisfare i propri crediti, ai sensi dell'art. 524 c.c. Il caso riguardava la rinuncia di un nipote all'eredità della zia, composta quasi esclusivamente da un immobile. La Corte ha ritenuto la rinuncia inefficace nei confronti della banca creditrice.
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Annullamento testamento per dolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunto annullamento testamento per dolo. Un figlio impugnava il secondo testamento del padre, sostenendo che il fratello lo avesse indotto con l'inganno a modificare le sue volontà a proprio favore. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che per dimostrare il dolo non è sufficiente provare un mero interesse del beneficiario, ma è necessario fornire la prova concreta di mezzi fraudolenti che abbiano ingannato e deviato la volontà del testatore. La decisione conferma che le semplici supposizioni o la presunta fragilità del testatore, se non provate, non sono sufficienti per invalidare un testamento.
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Institutio ex re certa: quando si è erede o legatario?
Una beneficiaria di specifici beni testamentari (un immobile e il saldo di un conto) ha agito in giudizio sostenendo di essere erede universale e non semplice legataria, per ottenere anche beni non menzionati nel testamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per aversi una 'institutio ex re certa', e quindi la qualità di erede, deve risultare in modo inequivocabile la volontà del testatore di assegnare quei beni come quota dell'intero patrimonio. Poiché il testatore aveva consapevolmente escluso altri beni di sua proprietà, la beneficiaria è stata correttamente qualificata come legataria.
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Interruzione usucapione: la Cassazione fa chiarezza
In una complessa lite ereditaria tra fratelli, la Cassazione ha stabilito che un'azione legale volta a far dichiarare la natura fittizia di una vendita, per poi procedere alla divisione del bene, costituisce un atto di interruzione usucapione. Tale azione, infatti, manifesta in modo inequivocabile la volontà di recuperare il bene al patrimonio ereditario, interrompendo così il possesso continuato necessario per l'usucapione. La sentenza ha anche chiarito importanti principi sulla collazione e sulla forza espansiva del testamento su beni rientrati nell'asse ereditario.
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Institutio ex re certa: quando si è erede universale?
Un fratello riceve in eredità le aziende agricole del defunto. Un altro fratello agisce in giudizio per ottenere la sua quota sui beni non menzionati nel testamento. Il Tribunale ha stabilito che l'assegnazione delle aziende costituisce un legato e non una 'institutio ex re certa', cioè un'istituzione di erede universale. Di conseguenza, per i beni non inclusi nel testamento, come un terreno acquistato successivamente, si applicano le regole della successione legittima, dividendo la proprietà tra tutti i fratelli.
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